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martedì 3 giugno 2008
Casa, rischio caos sulle compravendite
Rischio caos per le compravendite immobiliari. Dal 27 marzo, gli atti di trasferimento di immobili (compravendite, donazioni, permute) dovranno contenere la dichiarazione di "garanzia" del venditore sulla conformità degli impianti (elettrico, riscaldamento...) alle normative in materia di sicurezza. Il decreto del ministero per lo sviluppo economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo stabilisce, inoltre, che all' atto di trasferimento dovranno essere allegate le dichiarazioni di conformità rilasciate dalle imprese installatrici. Se il venditore non ha la disponibilità materiale di queste dichiarazioni potrà produrre, per gli impianti eseguiti prima dell' entrata in vigore del decreto, una dichiarazione di "rispondenza" rilasciata da un professionista. Sembrerebbe che il decreto lasci libere le parti di evitare la produzione di tutta questa documentazione, sempreché risulti da "espressi patti contrari". Dubbi e perplessità sulle nuove regole vengono espresse dai notai, cioè da coloro che materialmente concretizzano i passaggi di proprietà degli immobili. «Il decreto dice chiaramente - spiega Massimo Toscani, presidente del consiglio notarile di Piacenza - che il venditore deve dichiarare nell' atto la garanzia che gli impianti sono a norma, mentre le parti possono escludere di allegare all' atto i diversi certificati di conformità. E' di tutta evidenza che se non interverranno chiarimenti da parte delle autorità competenti, dal 27 marzo si verrebbero a creare non pochi problemi per le vendita di immobili privi di queste certificazioni». Da non sottovalutare, poi,il fatto che i potenziali acquirenti di fronte all' impossibilità di ottenere un immobile "garantito" chiedano al venditore uno sconto sul prezzo richiesto o possano pretendere l' effettuazione dei lavori di adeguamento degli impianti alle norme di sicurezza. Il decreto non si occupa solo dei trasferimenti immobiliari. Viene, infatti, precisato che copia della documentazione indicata in precedenza dovrà essere consegnata anche al soggetto che utilizza "a qualsiasi titolo" l' immobile. In questo caso, i maggiori destinatari di questa disposizione sono gli inquilini. «Il decreto configura gravi obblighi a carico della proprietà - spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia - che potrebbero comportare in diversi casi l' incommerciabilità degli immobili e in altri l' impossibilità di affittare. Il tutto nella logica di assicurare certezze attraverso tutta una serie di documenti, anziché verificare con personale terzo l' effettiva osservanza della normativa sulla sicurezza degli impianti». Incertezze anche nel campo delle sanzioni. Per quanto concerne le violazioni, l' articolo 15 del decreto prevede l' applicazione di una sanzione amministrativa da 100 e 1000 euro per la violazione degli obblighi sulla dichiarazione di conformità, agganciandole all' entità e alla complessità dell' impianto. Alle violazioni agli altri obblighi previsti dal decreto vedrebbero l' applicazione di una sanzione fra 1.000 e 10.000 euro. - ROSA SERRANO
Svaniscono le offerte per Coppola e Ricucci
MILANO - Non c' è nessuna lettera di garanzia bancaria a sostegno dell' offerta della svizzera Mediterranean Consulting Company Sa per il gruppo Ricucci. E non c' è nessun interesse di Pramerica Real Estate Investor (Italia) per il patrimonio dell' immobiliarista Danilo Coppola. Due smentite che pesano come macigni e che svuotano di contenuto quelle proposte di acquisto. Ieri la banca statunitense Citi ha negato ufficialmente «l' autenticità della documentazione di garanzia» presentata dalla Mediterranean: «Citi non ha - recita il comunicato - e non ha avuto alcun ruolo nel finanziamento di una società denominata Mediterranean Consulting Company Sa per l' acquisizione degli asset di Magiste International e Magiste Real Estate». Un' operazione da 540 milioni di euro, inoltrata nei giorni scorsi ai curatori e ai commissari della Magiste e accompagnata da lettere di garanzia bancaria che sono risultate essere dei veri e propri falsi. «Non ho mai conosciuto questa società e non ho mai avuto rapporti con Citigroup», ha dichiarato Stefano Ricucci a Repubblica, prendendo le distanze dalla proposta della società elvetica. «Tutte le offerte che ricevo, non faccio altro che girarle al curatore», ha aggiunto l' immobiliarista. Una sorte simile è toccata anche a una fantomatica offerta da un miliardo di euro per il patrimonio immobiliare di Coppola. «Con riferimento alla trattativa per l' acquisto da parte di Pramerica Real Estate Investors (Italia) Srl del 100% delle società di proprietà di Danilo Coppola, Tikal Plaza SA e Tikal Spa, la società dichiara l' assoluta estraneità alle menzionate operazioni», si legge nel comunicato del gruppo Usa. Un interessamento al gruppo Coppola in realtà era stato invece avanzato dall' avvocato Paolo Francesco Calmetta, che annovera fra i suoi clienti alcuni fondi gestiti da Pramerica Real Estate Investors. Tra marzo e aprile, Calmetta aveva ottenuto il permesso del tribunale di Roma per incontrare Coppola, attualmente ancora agli arresti domiciliari, e trattare l' eventuale acquisto degli immobili. «Ci sono stati tre o quattro incontri tra me e Coppola. Poi, le difficoltà emerse nel delineare l' esatto perimetro del gruppo e la sua consistenza patrimoniale, hanno fatto venir meno la trattativa», ha spiegato l' avvocato a Repubblica. «Comunque - ha aggiunto - non ho mai formulato una proposta da un miliardo di euro». La smentita odierna di Pramerica giunge dopo quelle già pubblicate ieri di Ubs, la banca elvetica chiamata in causa a fianco del gruppo statunitense, e di Gianni Tamburi & Partners, il cui nome nelle lettere depositate in Tribunale era stato associato ad altri fondi immobiliari interessati agli immobili di Coppola. - WALTER GALBIATI
Immobili, il Comune vende ancora
Palazzo Civico mette in vendita un altro pezzo di patrimonio, del valore di 60 milioni di euro. Una tranche di cessioni, attraverso il fondo immobiliare realizzato lo scorso anno, inserita nel bilancio 2008. E su due complessi ci sono già ipotesi di utilizzo: due progetti per creare scuole di alta formazione, una riservata ai manager e l' altra agli ingegneri. Entrambe hanno come crocevia Parigi. Si tratta di pezzi importanti, come l' ex caserma dei vigili del fuoco su corso Regina Margherita e l' ex fabbrica Borriello e Maffiotto, dietro il Lingotto. è prevista l' alienazione di un' area ex Smat nel comune di Moncalieri, oltre ai diritti edificatori sulla Spina 3 e ad alcuni alloggi che verranno occupati dagli agenti della polizia penitenziaria. Nel documento finanziario è contenuta la vendita di una parte delle ex arcate Moi e di un pezzo della Cavallerizza Reale, che da sola dovrebbe fruttare 14 milioni, soldi che saranno impegnati per acquistare dal demanio l' altro pezzo dello storico complesso tra via Verdi e via Rossini. Per il centrodestra si tratta di un' operazione che indebolisce l' amministrazione: «è necessaria per sostenere un debito pari a 3 miliardi di euro - dicono i consiglieri Michele Coppola (Fi) e Roberto Ravello (An) - peccato che il patrimonio immobiliare dei torinesi sia destinato ad esaurirsi e, una volta ceduto tutto, il Comune non potrà più ricorrere ad alienazioni per far fronte alla necessità di risorse per garantire i servizi da erogare alla cittadinanza». L' amministrazione ipotizza altre tranche di vendite per un totale di 300 milioni di euro entro il 2011, come ha spiegato l' assessore al Patrimonio, Mario Viano. «Chiamparino, allo scadere del suo secondo mandato, sarà ricordato come il sindaco che ha cancellato il patrimonio immobiliare del Comune», insistono Ravello e Coppola. Secondo l' assessore al Bilancio, Gianguido Passoni, la situazione è diversa: «Lo scorso anno avevamo ceduto patrimonio per 130 milioni di euro, quest' anno la metà, forse la memoria dei consiglieri è troppo corta. Poi parte dei soldi serviranno a coprire nuovi investimenti, come l' acquisto dell' altra fetta della Cavallerizza o le ex carceri Le Nuove. La quota di fondi usata per sostenere i servizi essenziali per la città è minima». Non si tratta di una cessione al buio. Palazzo Civico ha già ricevuto due proposte che saranno sviluppate dal fondo immobiliare. Progetti che riguardano la Cavallerizza e le arcate dell' ex Villaggio Olimpico di via Giordano Bruno. E tra gli sponsor spunta anche la Compagnia di Sanpaolo, in bilico tra le due cordate che puntano a far nascere poli di alta formazione. Sulla Cavallerizza c' è l' interesse di una cordata di imprese di rilievo internazionale, capitanate dall' Azimut di Avigliana e dal suo presidente ed amministratore delegato Paolo Vitelli. L' idea è quella di portare nello storico complesso una sede dell' ecole des Ingénieurs, istituto nato per l' aggiornamento degli ingegneri già impiegati nelle aziende. Sede centrale, Parigi. «Un' ipotesi molto interessante - spiega Viano - che come amministrazione potremmo sostenere, ma toccherà poi al fondo svilupparla». Sempre nella capitale francese c' è la casa madre dell' altro istituto, che punta alla formazione del management finanziario, che la Camera di Commercio sta corteggiando. La scuola dovrebbe trovare spazio nei locali delle ex arcate dei mercati generali di via Giordano Bruno, struttura che dovrebbe essere acquisita dalla Camera di Commercio a patto che da Parigi arrivi una risposta positiva. Due progetti su cui potrebbe intervenire anche la Compagnia di San Paolo. Alla fine dovrà però scegliere quale dei due appoggiare.
DIEGO LONGHIN
22 maggio 2008 pagina 10 sezione: TORINO
DIEGO LONGHIN
22 maggio 2008 pagina 10 sezione: TORINO
lunedì 26 maggio 2008
REAGIRE ALLA CONTRAZIONE CON LO SVILUPPO
Real estate italiano in cerca di rilancio: colpa del rallentamento dell'economia a livello nazionale o dell'impatto sul nostro Paese della crisi del credito scoppiata negli Usa l'estate scorsa, sta di fatto che gli operatori hanno iniziato a interrogarsi su quali siano le "ricette" per mettere questa stagione incerta alle spalle e guardare al futuro. Secondo Andrea Ciaramella presidente Rics Italia (Royal institution of chartered surveyors), la via del rilancio «passa attraverso operazioni a medio-lungo termine di riqualificazione e recupero di aree urbane, con strumenti di finanza innovativa che possono essere usati non solo da privati ma anche dalla pubblica amministrazione, sull'esempio di quello che sta facendo il fondo immobiliare Bnl per l'area Monteluce a Perugia che, insieme a pochi altri, rappresenta oggi la punta di un iceberg rispetto a quello che si potrebbe fare in futuro. Su questo fronte, l'interesse di investitori e developer ci sarebbe quello che manca è la certezza nelle procedure e di conseguenza nelle tempistiche di realizzazione». Malgrado le lungaggini burocratiche e una stagione economica dove tira aria di recessione, per gli investitori stranieri il mercato italiano conserva un buon grado di attrattività. «Soprattutto se si parla di retail – sottolinea Gael Mattone a capo del settore Real estate structured finance Italia di Société Général – visto che lo stock alla voce centri commerciali è ancora tra i più bassi d'Europa, specialmente nel Sud. Accanto a questo metterei il segmento degli hotel, dove l'offerta è frazionata tra piccoli proprietari e dove le grandi catene alberghiere internazionali non sono ancora sbarcate». L'outsider potrebbe essere la logistica «purché di classe A – aggiunge Mattone – mentre sugli uffici restano una sicurezza gli spazi di classe A a Roma o Milano». Mercato ancora poco "praticato" in effetti quello legato alle imprese: «In questo momento molte industrie italiane – è il presidente Rics Ciaramella a riprendere il discorso – hanno ingenti capitali bloccati sulla proprietà di immobili di tipo industriale-logistico indispensabili per la produzione, quando potrebbero gestire in maniera più flessibile questi capitali, attraverso operazioni di leasing o di sale&lease back». In base ai dati raccolti da Jones Lang LaSalle, il volume totale investito nel settore della logistica a fine 2007 ha raggiunto quota 465 milioni di euro (con un incremento del 4,5% rispetto al 2006), dove le operazioni di finanza immobiliare come il sale&lease back hanno rappresentato il 32% degli investimenti totali: una percentuale piuttosto contenuta, visto che in Italia la metà delle aziende è proprietaria degli spazi che occupa e la restante metà è in locazione, contro l'80% delle aziende che in altri Paesi preferisce impostare le proprie strategie di sviluppo in termini di locazione degli spazi, focalizzando la propria attività sul core business e molto meno sulla gestione immobiliare. Momento di chiusura di un ciclo secondo Marco Lanata, direttore generale CityLife, che suggerisce come ricetta per la svolta anzitutto maggiore sviluppo di prodotto: «Se si pensa che solo a Milano gli uffici di classe A sono il 10%, quando in altre grandi città europee come Francoforte e Londra si va dal 25 al 50%, si capisce la carenza del capoluogo lombardo». Altra questione da sviluppare, secondo Lanata, l'housing sociale, di cui molto si parla ma poco si fa nel nostro Paese.
fotne il sole 24 ore
Sabato 10 Maggio 2008
fotne il sole 24 ore
Sabato 10 Maggio 2008
giovedì 22 maggio 2008
Mutui, consumatori: l'accordo non farà risparmiare
Le associazioni dei consumatori e i sindacati lanciano i loro distinguo sull'accordo tra Governo e Abi sui mutui. I vantaggi sarebbero meno di quelli presentati dal nuovo esecutivo. Ecco il loro parere.
Aduc. Ieri il Governo «ha sbandierato un accordo con l'associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa»: lo afferma l'Aduc in una nota.«Nel comunicato dell'Abi - spiega l'associazione - si legge che l'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l'Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti). Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso. La falsa notizia del risparmio di 850 euro è figlia di questa logica e sintomatica di una partenza quantomeno sgradevole del nuovo Governo. La rinegoziazione proposta dal Governo e dall'Abi, può essere utile a chi è in difficoltà a pagare le rate aumentate (e non troverebbe alcuna soluzione migliore nel mercato), per cui è meglio bloccare la rata ai tassi del 2006, anche se questo implica un aumento degli interessi da pagare. Chi è in grado di pagare il vecchio mutuo a tasso variabile (o può accedere ad una surroga con tassi migliorati) è bene che non faccia questa rinegoziazione perché non risparmia niente, anzi aumenta gli interessi da dare alla banca». Insomma, conclude l'Aduc, «ci dispiace dirlo, ma sul fronte della tutela degli utenti bancari, il Governo è partito male».
Uil. «La Uil prende atto dello sforzo compiuto dal Governo e dall'Abi nel riconoscere l'urgenza di risolvere il problema dell'aumento delle rate del mutuo che grava pesantemente sul bilanci delle famiglie italiane. Trovare una soluzione per governare tale aumento, messo in relazione con l'assenza di recupero dei salari, ci appare positivo ma non sufficiente. Attendiamo, però, che la convenzione stipulata fra Abi e Governo chiarisca meglio il costo totale per il mutuatario di tutta l'operazione di rinegoziazione». È quanto sottolinea in una nota Lamberto Santini, segretario confederale della Uil.«Se è positivo il fatto di riportare la rata ai livelli antecedenti il 2007, allungando l'ammortamento a seguito dell'andamento del mercato dei tassi, molto poco chiara è l'operazione che prevede l'accantonamento della differenza tra rate che verranno pagate e quelle che si sarebbero dovute pagare. Tale quota di interessi costituirebbe un ulteriore capitale da restituire, non è chiaro come, ad un tasso fisso, riconoscendo dunque interessi sugli interessi. Soluzioni efficaci e molto più semplici sono state adottate da altri Paesi, come la Francia, -aggiunge Santini- che ha previsto forme di 'moratoriá per alcuni periodi per permettere alle famiglie di riprendere fiato e riavviare regolarmente il pagamento del proprio mutuo».«Il problema dell'aumento dei prezzi e del mancato adeguamento dei salari -conclude Santini- non può essere ancora una volta risolto con un ulteriore indebitamento delle famiglie che, pur beneficiando di questo accordo che giudichiamo comunque positivo - vista l'attuale emergenza - a fine ammortamento si troveranno a pagare più di quanto avevano pattuito». CONTINUA ...»
Adusbef «dà atto all'impegno del Governo Berlusconi per aver affrontato la spinosa questione dei mutui a tasso variabile, contratti da 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni di contraenti (91%) per precise responsabilità e cattivi consigli delle banche, aduse a reiterate violazioni di legge con il concorso di Bankitalia».Lo afferma la stessa associazione in una nota, spiegando che l'accordo raggiunto ieri «è un'inversione di tendenza rispetto al precedente Governo, che aveva sbandierato lenzuolate di liberalizzazioni fasulle, dalla simmetria dei tassi, alla eliminazione della Commissione di massimo scoperto (che ancora grava sui prestiti in misura del 4,37% l'anno in aggiunta al tasso, nonostante la Cassazione l'avesse annullata), a surroga e portabilità dei mutui, restate lettera morta per l'omessa vigilanza di Bankitalia e la stessa tolleranza di ministri e vice-ministri economici del Governo Prodi, 'troppo amici delle banche'».
Aduc. Ieri il Governo «ha sbandierato un accordo con l'associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa»: lo afferma l'Aduc in una nota.«Nel comunicato dell'Abi - spiega l'associazione - si legge che l'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l'Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti). Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso. La falsa notizia del risparmio di 850 euro è figlia di questa logica e sintomatica di una partenza quantomeno sgradevole del nuovo Governo. La rinegoziazione proposta dal Governo e dall'Abi, può essere utile a chi è in difficoltà a pagare le rate aumentate (e non troverebbe alcuna soluzione migliore nel mercato), per cui è meglio bloccare la rata ai tassi del 2006, anche se questo implica un aumento degli interessi da pagare. Chi è in grado di pagare il vecchio mutuo a tasso variabile (o può accedere ad una surroga con tassi migliorati) è bene che non faccia questa rinegoziazione perché non risparmia niente, anzi aumenta gli interessi da dare alla banca». Insomma, conclude l'Aduc, «ci dispiace dirlo, ma sul fronte della tutela degli utenti bancari, il Governo è partito male».
Uil. «La Uil prende atto dello sforzo compiuto dal Governo e dall'Abi nel riconoscere l'urgenza di risolvere il problema dell'aumento delle rate del mutuo che grava pesantemente sul bilanci delle famiglie italiane. Trovare una soluzione per governare tale aumento, messo in relazione con l'assenza di recupero dei salari, ci appare positivo ma non sufficiente. Attendiamo, però, che la convenzione stipulata fra Abi e Governo chiarisca meglio il costo totale per il mutuatario di tutta l'operazione di rinegoziazione». È quanto sottolinea in una nota Lamberto Santini, segretario confederale della Uil.«Se è positivo il fatto di riportare la rata ai livelli antecedenti il 2007, allungando l'ammortamento a seguito dell'andamento del mercato dei tassi, molto poco chiara è l'operazione che prevede l'accantonamento della differenza tra rate che verranno pagate e quelle che si sarebbero dovute pagare. Tale quota di interessi costituirebbe un ulteriore capitale da restituire, non è chiaro come, ad un tasso fisso, riconoscendo dunque interessi sugli interessi. Soluzioni efficaci e molto più semplici sono state adottate da altri Paesi, come la Francia, -aggiunge Santini- che ha previsto forme di 'moratoriá per alcuni periodi per permettere alle famiglie di riprendere fiato e riavviare regolarmente il pagamento del proprio mutuo».«Il problema dell'aumento dei prezzi e del mancato adeguamento dei salari -conclude Santini- non può essere ancora una volta risolto con un ulteriore indebitamento delle famiglie che, pur beneficiando di questo accordo che giudichiamo comunque positivo - vista l'attuale emergenza - a fine ammortamento si troveranno a pagare più di quanto avevano pattuito». CONTINUA ...»
Adusbef «dà atto all'impegno del Governo Berlusconi per aver affrontato la spinosa questione dei mutui a tasso variabile, contratti da 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni di contraenti (91%) per precise responsabilità e cattivi consigli delle banche, aduse a reiterate violazioni di legge con il concorso di Bankitalia».Lo afferma la stessa associazione in una nota, spiegando che l'accordo raggiunto ieri «è un'inversione di tendenza rispetto al precedente Governo, che aveva sbandierato lenzuolate di liberalizzazioni fasulle, dalla simmetria dei tassi, alla eliminazione della Commissione di massimo scoperto (che ancora grava sui prestiti in misura del 4,37% l'anno in aggiunta al tasso, nonostante la Cassazione l'avesse annullata), a surroga e portabilità dei mutui, restate lettera morta per l'omessa vigilanza di Bankitalia e la stessa tolleranza di ministri e vice-ministri economici del Governo Prodi, 'troppo amici delle banche'».
rinegoziazione mutui variabili

Le banche, in base a un accordo con il ministero dell'Economia che sarà firmato entro 30 giorni, offriranno ai clienti la possibilità di rinegoziare i mutui prima casa a tasso variabile accesi prima del 2007. Questa è quella che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti annuncia al termine del Consiglio dei ministri come la vera novità di oggi. «La riforma – spiega Tremonti - é a costo zero. Non é un miracolo, ma un sollievo per molte famiglie». Tremonti ha spiegato che «il presidente del Consiglio ha esercitato quella che si chiama moral suasion, il ministro dell'Economia quella che si chiama meno elegantemente fiscal suasion e, in attesa di una rimodulazione della base imponibile delle banche e altri settori con profitti di congiuntura, con il sistema bancario abbiamo concluso un accordo codificato in un provvedimento». Il ministro dell'Economia ha riconosciuto «al sistema bancario italiano lo sforzo comune fatto nell'interesse nazionale».Una nota diffusa dall'Abi segnala che la convenzione potrebbe interessare 1.250.000 famiglie. La rinegoziazione comporterà la riduzione dell'importo della rata a cominciare da quelle che scadranno dopo 90 giorni dalla data di rinegoziazione. La nuova rata si calcola applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006. La differenzatra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso Irs a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (dunque tasso fisso). Il mutuo diventa a rata fissa, di importo medio analogo a quello pagato nel 2006. Ma attenzione: l'Abi spiega che «la durata resta inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà dall'andamento dei tassi di interesse». Se dalla rinegoziazione alla scadenza i tassi di interesse sono mediamente saliti o non sufficientemente diminuiti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa, sempre a rata fissa, per il periodo sufficiente a rimborsare l'eventuale finanziamento accessorio. Se, invece, durante la vita del mutuo rinegoziato i tassi di interesse scendono in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, il beneficio legato al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno a una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario.
detassazione ici

Ici, detassazione degli straordinari, sicurezza, immigrazione e rifiuti. Questi i provvedimenti varati dal primo Consiglio dei ministri operativo che si è svolto alla prefettura di Napoli, in una città blindata, attraversata da nove cortei che invocano uno stop all'emergenza rifiuti che ha trasformato la città in una discarica a cielo aperto. Una riunione fiume durata 4 ore, senza interruzioni. L'ultimo via libera è arrivato al pacchetto fiscale che contiene l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Tra i provvedimenti che hanno ottenuto il semaforo verde c'é anche l'assunzione di 3.917 unità nelle Forze Armate.Il ministro dell'Economia avrebbe anche raggiunto un'intesa con l'Abi, introdotta nel Dl fiscale: le banche, che offriranno ai clienti la possibilità di rinegoziare i mutui prima casa a tasso variabile accesi prima del 2007. Le rate residue saranno ricalcolate sulla base dei tassi medi del 2006, nettamente inferiori a quelle attuali, e mantenute fisse fino alla scadenza. Via libera anche ai provvedimenti sull'emergenza rifiuti in Campania e sulla sicurezza nelle città. Ecco la cronaca della giornata. Il premier Silvio Berlusconi e il team dell'Esecutivo sono arrivati in piazza del Plebiscito sotto una pioggia battente, che ha avuto l'effetto positivo di spegnere i roghi. Il Consiglio dei ministri ha subito approvato il decreto legge per affrontare l'emergenza rifiuti in Campania, individuando anche le discariche che dovranno essere aperte. Via libera anche alla nomina di Guido Bertolaso a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti, nomina che era stata anticipata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. Alle 15,30 è arrivato anche il via libera al pacchetto sicurezza. Pochi minuti prima della chiusura dell'incontro, durato 4 ore, si è acceso il semaforo verde per Ici e detassazione. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha annunciato di aver inserita nel pacchetto fiscale una norma relativa ad Alitalia: il prestito ponte da 300 milioni di euro, secondo diventa «patrimonio netto».Cinque i provvedimenti in materia di sicurezza (un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi) e un decreto legge con misure urgenti in materia fiscale dedicato alla cancellazione dell'Ici sulla prima casa e alla detassazione degli straordinari e dei premi. Azzeramento dell'Ici, dunque, sgravi sugli straordinari, ma non per gli statali: un piano da 4 miliardi coperto con il definanziamento di misure del milleproroghe e della Finanziaria per il 2008. Il taglio all'Ici sulla prima casa, operativo dal primo acconto di giugno, riguarderà anche le pertinenze, dal garage, alla cantina e fino alla soffitta. Resteranno fuori, invece, ville, castelli e abitazioni di lusso. Per chi ha già versato l'imposta, saranno previsti meccanismi di compensazione. Si avvierà anche la sperimentazione della detassazione di straordinari e premi aziendali con un'aliquota secca del 10%, applicabile ai redditi al di sotto dei 30mila euro. Nel complesso pacchetto sicurezza ha trovato posto all'ultimo minuto, ma nel disegno di legge e non nel decreto legge, la disposizione che introduce il reato di immigrazione clandestina, con pene da 6 mesi a 4 anni. Una disposizione contestata dall'opposizione e non gradita anche a parte della maggioranza, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta al ministro degli Esteri Franco Frattini. I tre decreti legislativi introducono disposizioni più severe per il ricongiungimento familiare degli immigrati, sulla libertà di circolazione degli immigrati comunitari e sul diritto di asilo. Prima ridimensionata e poi stralciata la norma che prevedeva la sospensione dei processi in corso in caso di richiesta di patteggiamento. nel decreto legge trovano spazio nuovi poteri ai sindaci. Finora nei testi non è previsto l'uso dell'Esercito per motivi di sicurezza pubblica a sostegno della Polizia. Sì, invece, alla reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi affitta appartamenti a clandestini
lunedì 19 maggio 2008
NUOVI CORSI! NUOVE STRATEGIE! NUOVI MODI PER ESSERE SEMPRE I NUMERI UNO SUL MERCATO!
Gentili Colleghi,
vi comunico che verranno erogati i seguenti corsi :
PIANO DI MARKETING E ANALISI DI MERCATO COMPARATIVA
27 maggio dalle 15:00 alle 17:00
COME ORGANIZZARE UN OPEN HOUSE
(nella stessa giornata verra' coordinato l'OPEN HOUSE NAZIONALE del 14 giugno 2008)
4 giugno dalle 15:00 alle 17:00
SPECIALISTA DI ZONA
18 giugno dalle 15:00 alle 17:00
Ricordiamo che tutti i corsi sono gratuiti e sono aperti a tutti i consulenti immobiliari REMAX e non. per la partecipazione sara' necessaria una mail a mramberti@remax.it
buon lavoro.
vi comunico che verranno erogati i seguenti corsi :
PIANO DI MARKETING E ANALISI DI MERCATO COMPARATIVA
27 maggio dalle 15:00 alle 17:00
COME ORGANIZZARE UN OPEN HOUSE
(nella stessa giornata verra' coordinato l'OPEN HOUSE NAZIONALE del 14 giugno 2008)
4 giugno dalle 15:00 alle 17:00
SPECIALISTA DI ZONA
18 giugno dalle 15:00 alle 17:00
Ricordiamo che tutti i corsi sono gratuiti e sono aperti a tutti i consulenti immobiliari REMAX e non. per la partecipazione sara' necessaria una mail a mramberti@remax.it
buon lavoro.
lunedì 12 maggio 2008
LA FESTA DELL'ANNO!
GRAZIE GIANCARLO LOQUENZI PER AVER INVITATO LA REMAX TEAM ALLA FESTA PIU' BELLA DELL'ANNO.
per guardare le foto cliccate qui!
l'acquario Romano e' stata la location d'eccellenza che ci ha fatto fare un passo indietro nel tempo.
Buon compleanno L'OCCIDENTALE e ci vediamo in pista il 9 Maggio prossimo per il vostro secondo compleanno!
mercoledì 7 maggio 2008
CORSO - DIVENTA TOP PRODUCER in TEAM

16 maggio 2008
10:00 - 17:00
ELENA PANATARO, REMAX AVVENIRE, verrà a Roma per condividere il suo metodo di lavoro in team.
DIVENTA TOP PRODUCER!
La sua grande esperienza provata, la sua promozione personale, la sua leadership fanno di lei una persona unica con una sensibilità verso i clienti e verso i continui stimoli che il mercato pone.
Tutto concentrato in 7 ore di lavoro!
L'occasione è unica.
mandate una mail a mramberti@remax.it per iscrivervi, i posti sono limitati, la partecipazione è gratuita.
Il corso è aperto a tutti i colleghi! Invitate anche le persone con cui collaborate, condividete il successo!
sede REMAX TEAM viale Mazzini 73
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