Care colleghe e colleghi, voglio condividere con voi la lettura di un libro di Napoleon Hill: 365 Meditazioni per fare di ogni giorno un successo!Dovrei iniziare dal primo di gennaio, bene facciamo finta che il primo di maggio sia il primo di gennaio. Oggi vi scrivo i primi 5 giorni di gennaio e da martedì uno per giorno. (Quasi come l'oroscopo giornaliero).GENNAIO Tratti del carattere
L'AFFIDABILITA' E' LA PRIMA PIETRA SU CUISI FONDA IL BUON CARATTERE. Le persone di carattere fanno quello che dicono che faranno, rispettando tempi e modalità. I leader sono gli individui a cui gli altri si rivolgono per ottenere una guida, perchè hanno saputo dimostrare che sanno preoccuparsi per gli altri e che si può aver fiducia in loro. Se avete abbastanza rispetto di voi stessi per mantenere i vostri impegni, anche quando non conviene, gli altri vi rispetterenno. L'affidabilità, come qualunque altro tratto del carattere, è un'abitudine. Incominciate oggi, inizioo di un nuovo anno, a sviluppare la pratica dell'affidabilità; se rimandate o trovate difficilemantenere i vostri impegni, iniziate a piccoli passi: promettetevi, per esempio, che oggi sarete puntuali e organizzateil vostro tempo in modo da esserlo; vedrete che sarà poi più facile manatenere anche gli altri impegni.
IL TUO CARATTERE TRASPARE DALLE PERSONE CHE FREQUENTI. Come dice il proverbio " Ogni simile ama il suo simile". Di solito scegliamo gli amici e i soci d'affari che hanno i nostri stessi interessi e condividono i nostri stessi valori. Se sciegliete dei compagni felici, positivi e produttivi, è probabile che presto diventeretevoi stessi felici, positivi e produttivi, mentre le persone infelici, negative e distruttive di sicuro intristiranno anche voi. Cercate di passare la maggior parte del tempo con persone che hanno un Atteggiamento Mentale Positivo (AMP). Se il vostro lavoro vi costringe a passare del tempo con persone negative, non lasciate che queste vi scoraggino con la loro negatività, anzi, dimostrate il vostro AMP cercando il più possibilie di ritrasmetterlo verso di loro.
LA TUA REPUTAZIONE E' CIO' CHE LA GENTE PENSA DI TE; IL TUO CARATTERE E' CIO' CHE SEI. Di certo desiderate che la vostra reputazione e il vostro carattere coincidano, dovete però concentrarvi sul carattere. Potete infatti anche riuscire per un certo periodoa ingannre gli altri su chi siete in realtà, ma raramente ciò dura a lungo. Per essere certi che il vostro carattere e la vostra reputazione siano uguali, dovete vivere la vostra vita in modo che nulla di ciò che fate vi possa imbarazzare se venisse pubblicato sulla prima pagina del giornale. Avere un buon carattere significa non prendere mai scorciatoie morali, anche se tutti gli altri lo fanno; il buon carattere si costruisce facendo la cosa giusta perchè è da fare.
OGNI PENSIERO CHE TU ESPRIMI E' UN PEZZO DEL TUO CARATTERE. I pensieri sono cose; ogni pensiero che esprimete, buono o cattivo, è una forma di energia che può influenzare coloro che la ricevono. Ma la cosa ancora più importante è che i vostri pensieri influenzano voi stessi; voi diventate la maggior parte delle cose che pensate; se pensate al successo, condizionate la vostra mente alla ricerca del successo e ne attirerete una gran quantità. Se viceversa pensate all'insuccessoe alla disperazione, sareta sempre disperati. Per mantenere la vostra mente orientata verso una direzione positiva, nel momento in cui incominciate a percepire il malumore in arrivo, decidete consciamente e sforzatevi di eliminare tutti i pensieri negativi per sostituirli con le loro controparti positive.
IL CARATTERE FORTE E' LA TUA RISORSA PIU' IMPORTANTE, PERCHE' TI DA' IL POTERE DI CAVALCARE LE EMERGENZE DELLA VITA INVECE DI LASCIARTI TRAVOLGERE DA ESSE. Senza un AMP la vita potrebbe essere descritta come un lungo periodo di incertezza, interrotto da occasionali emergenze che scuotono il profondo del proprio essere. Le emergenze possono essere finanziarie, personali o di salute, ma ogniuna dev'essere affrontata separatamente e rapidamente. Il modo più sicuro per trattare qualunque crisi è concentrarsi sulle soluzioni, non sulle probabili cause del problema o su chi debba esserne incolpato. Effettuate una veloce valutazione dei danni, prendetevi tutto il tempo per pensare alle alternative e alle conseguenze, trovate la soluzine migliore e realizzatela ; se affrontate le emergenze della vita quando si presentano, sarete una persona più forte e migliore perchè le avrete guardate dritte negli occhi e sconfitte.
fonte: Elena Panataro. REMAX AVVENIRE
4912
mercoledì 7 maggio 2008
martedì 6 maggio 2008
SVILUPPO IMMOBILIARE SOSTENIBILE E CREDIBILE?
Un'ottica di sviluppo sostenibile e di Responsabilità Sociale d'Impresa, l'attenzione all'ambiente e specificamente alla progettazione e riqualificazione dei territori urbani e suburbani, risponde contemporaneamente ad un bisogno sociale e ad una logica di redditività di lungo periodo
Il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto - che prevede per l’Italia la riduzione, nel periodo 2008-2012, delle emissioni di elementi inquinanti come il biossido di carbonio e altri cinque gas serra in una misura pari al 6,5% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 - coinvolge molteplici attori pubblici e privati e richiede un’assunzione corale e strategica di responsabilità.
Ciò è ancora più vero se si pensa alla direttiva Ue che sarà emanata il prossimo settembre, con valore obbligatorio e vincolante per tutti i Paesi dell’Unione, e che si proietta ben oltre Kyoto, prevedendo una riduzione del 20% di anidride carbonica e di energia elettrica entro il 2020.
In Europa il consumo di energia nelle abitazioni rappresenta il 40% dei consumi totali: l’architettura diviene quindi un tassello fondamentale nella gestione e nel risparmio delle risorse ambientali, essendo chiamata a progettare e ri-progettare città ed edifici capaci di assorbire gli incrementi massicci di popolazione ma di rimanere allo stesso tempo “sostenibili”.
E’ il progetto del “costruire etico” di Alite Re, il nuovo ramo di attività di Alite Group, specializzato in property e asset management ad alto profilo etico.
Ed è anche l’orientamento vincente emerso durante il talk show Immobiliarmente Etici. L’etica tra territorio, immobili e finanza presentato da Alite Re a Milano nel contesto di EIRE, la fiera per lo sviluppo del nuovo mercato immobiliare italiano.
Cosa si sta facendo in Italia a questo riguardo? Esiste una sensibilità delle imprese e delle istituzioni italiane rispetto ad uno sviluppo etico ed ecosostenibile del costruire?
Spunti di riflessione sono venuti dai partecipanti al talk show organizzato appunto da Alite Re.Presenti nell’arena/salotto, con la conduzione di Fabrizio Binacchi, Giornalista, Direttore RAI Emilia-Romagna e di Paola G. Lunghini, Direttore Responsabile del semestrale Economia Immobiliare e Responsabile Ufficio stampa EIRE si sono affrontati: in video l’architetto Massimiliano Fuksas, l’Assessore al territorio e urbanistica Regione Lombardia Davide Boni, il Responsabile del Real Estate Italia per lo Studio Legale Simmons&Simmons Ugo Milazzo, il Presidente di Legambiente Roberto Della Seta, il General Manager di Alite Group e Alite Re Mauro Spagnolo, il Presidente di Assoimmobiliare Gualtiero Tamburini.
Massimiliano Fuksas: Credo che il protocollo di Kyoto non abbia avuto nessuna influenza in Italia, come del resto negli Stati Uniti, in Europa, e quindi in Italia men che meno. Basti pensare ad una città come Venezia, che ha ancora il più grosso residuo di petrolchimico. L’Italia è lontana da qualsiasi concezione e pensiero ambientale. Per quel che riguarda l’architettura, si stanno introducendo un po’ alla volta ad alcuni elementi, quindi possiamo dire che le cose stanno migliorando, per esempio grazie ai pannelli fotovoltaici, al riciclo dell’acqua, alle pompe a calore, ma l’Italia rimane comunque indietro rispetto ad altri paesi. E poi la scelta di materiali poco inquinanti va sempre valutata attentamente, perché anche l’amianto, che in un primo momento sembrava una risposta positiva ed economica, col tempo si è poi rivelata disastroso.
Mauro Spagnolo sul ruolo dell’architettura nella tutela e nel risparmio delle risorse ambientali, spiega: Essendo positivo per natura, io sono sicuro che vincerà il bene. Certo però c’è da lottare molto: come sempre e come in tutti i ricorsi storici, anche questa volta bisogna sudarselo, però sarà così. Gli strumenti sono la sensibilità e la cultura delle aziende per rispondere ad esigenze che ormai sono del quotidiano, quelle del rispetto dell’ambiente e del vivere civile in armonia e in equilibrio con tutto ciò che ci circonda, cercando di valorizzare al meglio il patrimonio esistente e anche quello che sarà per il futuro. Noi cerchiamo di fare azienda non solo tenendo conto dei numeri ma avendo come riferimento una filosofia che vada al di là di essi.
Per Gualtiero Tamburini: Essere etici nell’immobiliare conviene, se si fanno bene i conti: la domanda è sempre più sulla qualità, sulla compatibilità ambientale, sulla coesione sociale. In sostanza c’è necessità di interventi edilizi rispettosi di nuove esigenze.
La video intervista in esclusiva aSOREN FEMMER JENSEN e il progetto virtuale H2pia di HIRC (Hjdrogen Innovation & Research Centre) , la prima città al mondo ad idrogeno - esiste già la location - H2pia sta realizzando ciò che molti sognavano da tempo: che l’energia sostenibile possa offrire una qualità di vita eticamente corretta H2pia dimostra come l’energia possa essere eliminata dalle cause di conflitto internazionale, dai problemi di sicurezza nazionale e da quelli di impatto ambientale. Così noi dimostreremo come i consumatori e gli imprenditori possano essere parte di un network indipendente di energia libera, che lavora in cooperazione con la natura -.
La video intervista a Paolo Bozzetti, Presidente ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili): L’appunto fondamentale che facciamo al Governo e alle attuali norme è quello di evitare però che la dispersione delle decisioni tra i vari livelli comunali e regionali e che alla fine ogni realtà dia la sua ricetta, anche tecnologica, e di soluzione al problema del risparmio energetico.
La video intervista a Corrado Clini, Direttore Generale Ministero Dell’ambiente e Della Tutela Del Territorio e Del Mare: Finalmente il risparmio energetico nell’edilizio è uno dei punti di riferimento per la progettazione e costruzione degli spazi destinati alle residenze, agli uffici e anche alle attività commerciali. Finalmente, perché era chiaro ormai da decenni il ruolo chiave della progettazione sostenibile nell’edilizia, come uno degli strumenti per ridurre i consumi energetici, ridurre i costi, ridurre l’inquinamento. Credo, tuttavia, che la norma, per quanto importante, debba rappresentare un punto di partenza.
La video intervista a Rolando Gualerzi, Senior Partner GMPRgroup: Il futuro dell’umanità costituisce il primo dovere del comportamento umano collettivo, tanto più oggi, nell’era della civiltà della tecnica, dove l’uomo è divenuto pieno di meriti ma un pericolo, non soltanto per se stesso ma per l’intera biosfera.
La video intervista a Carlo Petagna, Vice Direttore Generale Agenzia del Demanio: Quello dell’etica è sicuramente un tema di assoluta rilevanza e modernità, in particolare per l’importanza che in questo periodo stanno avendo i processi di sviluppo immobiliare in relazione con i temi della finanza e dell’economia e anche per il ruolo che l’Agenzia svolge in questo ambito.
La video intervista a Umberto Visconti De Massimo, Acquisition & Development Manager ING Real Estate Development Uberto Visconti e ING Real Estate Developent Italy, presenti dal 2000 in Italia: Facciamo parte di un grande gruppo finanziario e assicurativo, che è il gruppo ING largamente conosciuto. Siamo la divisione Real Estate che fa sviluppo, insieme ai nostri colleghi di investements management e finance, che finanziano o investono in operazioni a reddito. Abbiamo una forte attenzione verso la qualità, che per noi è determinante.
Il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto - che prevede per l’Italia la riduzione, nel periodo 2008-2012, delle emissioni di elementi inquinanti come il biossido di carbonio e altri cinque gas serra in una misura pari al 6,5% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 - coinvolge molteplici attori pubblici e privati e richiede un’assunzione corale e strategica di responsabilità.
Ciò è ancora più vero se si pensa alla direttiva Ue che sarà emanata il prossimo settembre, con valore obbligatorio e vincolante per tutti i Paesi dell’Unione, e che si proietta ben oltre Kyoto, prevedendo una riduzione del 20% di anidride carbonica e di energia elettrica entro il 2020.
In Europa il consumo di energia nelle abitazioni rappresenta il 40% dei consumi totali: l’architettura diviene quindi un tassello fondamentale nella gestione e nel risparmio delle risorse ambientali, essendo chiamata a progettare e ri-progettare città ed edifici capaci di assorbire gli incrementi massicci di popolazione ma di rimanere allo stesso tempo “sostenibili”.
E’ il progetto del “costruire etico” di Alite Re, il nuovo ramo di attività di Alite Group, specializzato in property e asset management ad alto profilo etico.
Ed è anche l’orientamento vincente emerso durante il talk show Immobiliarmente Etici. L’etica tra territorio, immobili e finanza presentato da Alite Re a Milano nel contesto di EIRE, la fiera per lo sviluppo del nuovo mercato immobiliare italiano.
Cosa si sta facendo in Italia a questo riguardo? Esiste una sensibilità delle imprese e delle istituzioni italiane rispetto ad uno sviluppo etico ed ecosostenibile del costruire?
Spunti di riflessione sono venuti dai partecipanti al talk show organizzato appunto da Alite Re.Presenti nell’arena/salotto, con la conduzione di Fabrizio Binacchi, Giornalista, Direttore RAI Emilia-Romagna e di Paola G. Lunghini, Direttore Responsabile del semestrale Economia Immobiliare e Responsabile Ufficio stampa EIRE si sono affrontati: in video l’architetto Massimiliano Fuksas, l’Assessore al territorio e urbanistica Regione Lombardia Davide Boni, il Responsabile del Real Estate Italia per lo Studio Legale Simmons&Simmons Ugo Milazzo, il Presidente di Legambiente Roberto Della Seta, il General Manager di Alite Group e Alite Re Mauro Spagnolo, il Presidente di Assoimmobiliare Gualtiero Tamburini.
Massimiliano Fuksas: Credo che il protocollo di Kyoto non abbia avuto nessuna influenza in Italia, come del resto negli Stati Uniti, in Europa, e quindi in Italia men che meno. Basti pensare ad una città come Venezia, che ha ancora il più grosso residuo di petrolchimico. L’Italia è lontana da qualsiasi concezione e pensiero ambientale. Per quel che riguarda l’architettura, si stanno introducendo un po’ alla volta ad alcuni elementi, quindi possiamo dire che le cose stanno migliorando, per esempio grazie ai pannelli fotovoltaici, al riciclo dell’acqua, alle pompe a calore, ma l’Italia rimane comunque indietro rispetto ad altri paesi. E poi la scelta di materiali poco inquinanti va sempre valutata attentamente, perché anche l’amianto, che in un primo momento sembrava una risposta positiva ed economica, col tempo si è poi rivelata disastroso.
Mauro Spagnolo sul ruolo dell’architettura nella tutela e nel risparmio delle risorse ambientali, spiega: Essendo positivo per natura, io sono sicuro che vincerà il bene. Certo però c’è da lottare molto: come sempre e come in tutti i ricorsi storici, anche questa volta bisogna sudarselo, però sarà così. Gli strumenti sono la sensibilità e la cultura delle aziende per rispondere ad esigenze che ormai sono del quotidiano, quelle del rispetto dell’ambiente e del vivere civile in armonia e in equilibrio con tutto ciò che ci circonda, cercando di valorizzare al meglio il patrimonio esistente e anche quello che sarà per il futuro. Noi cerchiamo di fare azienda non solo tenendo conto dei numeri ma avendo come riferimento una filosofia che vada al di là di essi.
Per Gualtiero Tamburini: Essere etici nell’immobiliare conviene, se si fanno bene i conti: la domanda è sempre più sulla qualità, sulla compatibilità ambientale, sulla coesione sociale. In sostanza c’è necessità di interventi edilizi rispettosi di nuove esigenze.
La video intervista in esclusiva aSOREN FEMMER JENSEN e il progetto virtuale H2pia di HIRC (Hjdrogen Innovation & Research Centre) , la prima città al mondo ad idrogeno - esiste già la location - H2pia sta realizzando ciò che molti sognavano da tempo: che l’energia sostenibile possa offrire una qualità di vita eticamente corretta H2pia dimostra come l’energia possa essere eliminata dalle cause di conflitto internazionale, dai problemi di sicurezza nazionale e da quelli di impatto ambientale. Così noi dimostreremo come i consumatori e gli imprenditori possano essere parte di un network indipendente di energia libera, che lavora in cooperazione con la natura -.
La video intervista a Paolo Bozzetti, Presidente ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili): L’appunto fondamentale che facciamo al Governo e alle attuali norme è quello di evitare però che la dispersione delle decisioni tra i vari livelli comunali e regionali e che alla fine ogni realtà dia la sua ricetta, anche tecnologica, e di soluzione al problema del risparmio energetico.
La video intervista a Corrado Clini, Direttore Generale Ministero Dell’ambiente e Della Tutela Del Territorio e Del Mare: Finalmente il risparmio energetico nell’edilizio è uno dei punti di riferimento per la progettazione e costruzione degli spazi destinati alle residenze, agli uffici e anche alle attività commerciali. Finalmente, perché era chiaro ormai da decenni il ruolo chiave della progettazione sostenibile nell’edilizia, come uno degli strumenti per ridurre i consumi energetici, ridurre i costi, ridurre l’inquinamento. Credo, tuttavia, che la norma, per quanto importante, debba rappresentare un punto di partenza.
La video intervista a Rolando Gualerzi, Senior Partner GMPRgroup: Il futuro dell’umanità costituisce il primo dovere del comportamento umano collettivo, tanto più oggi, nell’era della civiltà della tecnica, dove l’uomo è divenuto pieno di meriti ma un pericolo, non soltanto per se stesso ma per l’intera biosfera.
La video intervista a Carlo Petagna, Vice Direttore Generale Agenzia del Demanio: Quello dell’etica è sicuramente un tema di assoluta rilevanza e modernità, in particolare per l’importanza che in questo periodo stanno avendo i processi di sviluppo immobiliare in relazione con i temi della finanza e dell’economia e anche per il ruolo che l’Agenzia svolge in questo ambito.
La video intervista a Umberto Visconti De Massimo, Acquisition & Development Manager ING Real Estate Development Uberto Visconti e ING Real Estate Developent Italy, presenti dal 2000 in Italia: Facciamo parte di un grande gruppo finanziario e assicurativo, che è il gruppo ING largamente conosciuto. Siamo la divisione Real Estate che fa sviluppo, insieme ai nostri colleghi di investements management e finance, che finanziano o investono in operazioni a reddito. Abbiamo una forte attenzione verso la qualità, che per noi è determinante.
ACQUISTARE CASA, TU PRECISI LE ESIGENZE, AL RESTO PENSA IL BROKER
Una nuova figura professionale che fa risparmiare tempo nella scelta della casa. Tempi azzerati con il “broker immobiliare”. Sembra l'uovo di Colombo, ci provano a Busto Arsizio due professioniste del mercato immobiliare
«Scegliere la casa da acquistare non è solo un investimento di denaro, ma anche di tempo. Noi proponiamo un modo per risparmiare energie e ottimizzare le risorse nella fase più delicata: quella della ricerca dell’immobile dei propri sogni».
Così, due imprenditrici di Busto Arsizio (Varese), Elena Meda e Cristina Di Nucci, titolari dell’agenzia Elle&Ci hanno introdotto la figura del “broker immobiliare”: «In base alle richieste del cliente, selezioniamo le case a disposizione sul mercato grazie anche a selettive collaborazioni con altre agenzie. Prima di sottoporli al cliente, visioniamo di persona gli immobili: sappiamo bene che il passaggio dalla carta alla realtà può riservare molte sorprese. In questo modo il cliente ne visita una cerchia ristretta, ma mirata».
L’incarico di ricerca. L’incarico di ricerca è utilizzato dalle agenzie immobiliari per fidelizzare il cliente realmente intenzionato all’acquisto.
«Si tratta di uno strumento che permette di accorciare i tempi nella compravendita e che si basa molto sulla fiducia - sostiene Cristina Di Nucci -. Il cliente sottoscrive un modulo di incarico all’agenzia per la ricerca della casa o del capannone desiderato, descrivendo prezzo, location, durata dell’incarico e la specifica relativa al tipo di vincolo.»
L’onerosità e l’esclusiva di un incarico dipendono da variabili come la zona e il tipo di immobile: se il cliente cerca un immobile di particolare pregio o ubicato in una località distante dalla sede dell’agenzia, l’impegno economico e professionale del mediatore (spostamenti in auto, mailing di ricerca, conoscenza e approfondimento del tessuto urbanistico della zona oggetto della ricerca, investimento di tempo) è maggiore e comporta un tipo di “legame” più vincolante, quindi esclusivo.
Nel caso in cui la richiesta sia limitata alla zona operativa dell’agenzia, invece, l’incarico può essere non esclusivo, pur costituendo una dimostrazione concreta della volontà di acquistare, da esibire a un potenziale venditore come garanzia del reale interesse di cliente e mediatore.
«Scegliere la casa da acquistare non è solo un investimento di denaro, ma anche di tempo. Noi proponiamo un modo per risparmiare energie e ottimizzare le risorse nella fase più delicata: quella della ricerca dell’immobile dei propri sogni».
Così, due imprenditrici di Busto Arsizio (Varese), Elena Meda e Cristina Di Nucci, titolari dell’agenzia Elle&Ci hanno introdotto la figura del “broker immobiliare”: «In base alle richieste del cliente, selezioniamo le case a disposizione sul mercato grazie anche a selettive collaborazioni con altre agenzie. Prima di sottoporli al cliente, visioniamo di persona gli immobili: sappiamo bene che il passaggio dalla carta alla realtà può riservare molte sorprese. In questo modo il cliente ne visita una cerchia ristretta, ma mirata».
L’incarico di ricerca. L’incarico di ricerca è utilizzato dalle agenzie immobiliari per fidelizzare il cliente realmente intenzionato all’acquisto.
«Si tratta di uno strumento che permette di accorciare i tempi nella compravendita e che si basa molto sulla fiducia - sostiene Cristina Di Nucci -. Il cliente sottoscrive un modulo di incarico all’agenzia per la ricerca della casa o del capannone desiderato, descrivendo prezzo, location, durata dell’incarico e la specifica relativa al tipo di vincolo.»
L’onerosità e l’esclusiva di un incarico dipendono da variabili come la zona e il tipo di immobile: se il cliente cerca un immobile di particolare pregio o ubicato in una località distante dalla sede dell’agenzia, l’impegno economico e professionale del mediatore (spostamenti in auto, mailing di ricerca, conoscenza e approfondimento del tessuto urbanistico della zona oggetto della ricerca, investimento di tempo) è maggiore e comporta un tipo di “legame” più vincolante, quindi esclusivo.
Nel caso in cui la richiesta sia limitata alla zona operativa dell’agenzia, invece, l’incarico può essere non esclusivo, pur costituendo una dimostrazione concreta della volontà di acquistare, da esibire a un potenziale venditore come garanzia del reale interesse di cliente e mediatore.
ATTENZIONE A QUELLI CHE ASSOMILGIANO A UN OROLOGIO ECONOMICO: NON SONO AFFIDABILI.
Sarebbe poco realistico attendersi che un orologio economico prodotto in serie abbia lo stesso livello di precisione di un Rolex curato artigianalmente nei dettagli: non sono costrutiti con materiali della medesima qualità o con la stessa perizia. Tuttavia, in un certo senso, anche noi pensiamo che non sia necessario prestare la stessa attenzione alla nostra risorsa più importante: noi stessi. Non abbandonate al caso una cosa così importante come il vostro carattere; sciegliete i lati migliori del vostro carattere e lavorate per svilupparli. Non scoraggiatevi quando inciampate in un ostacolo. La costruzione del carattere è un processo che richiede una vita intera per essere portato a termine, ma fortunatamente, come per ogni altra cosa, tanto più ci lavorate tanto più diventate bravi a farlo.
Elena Panataro
Elena Panataro
mercoledì 30 aprile 2008
ASSEGNI NON TRASFERIBILE
Assegni: ABI, dal 30 aprile cambia tutto
Assegni più sicuri, non trasferibili di “mano in mano”. In arrivo allo sportello la “rivoluzione” antiriciclaggio che coinvolge assegni, libretti al portatore e contante. Zadra “Assegni da modernizzare e non da demonizzare; con la nuove norme saranno ‘blindati’, più sicuri e più trasparenti a vantaggio delle categorie più esposte alle truffe”.
A partire dal 30 aprile 2008 per milioni di cittadini entrano in gioco nuove regole nell’uso di assegni bancari, postali, e circolari, libretti di risparmio e titoli al portatore, contanti. Cambiano tante cose:
l’importo massimo consentito per i pagamenti in contante, le modalità di compilazione degli assegni, nuovi limiti per i libretti di risparmio e i titoli al portatore. Conoscere nel dettaglio cosa cambia e come fare per adeguarsi è fondamentale per far sì che i pagamenti siano sempre più sicuri e per tutelare i cittadini che li usano da fenomeni criminosi.
“L’assegno è uno strumento di pagamento che non va demonizzato, ma va modernizzato e cioè reso più
sicuro e più trasparente in linea con quello che accade nel resto d’Europa”, ha dichiarato oggi durante un incontro con i giornalisti Giuseppe Zadra, Direttore generale dell’ABI. “Le novità in arrivo devono farci sentire tutti più sicuri e moderni. Capire cosa cambia è importante per sapere cosa fare ed è per questo che oggi presentiamo la guida sugli assegni, un piccolo opuscolo informativo che sarà presto disponibile per tutti i clienti presso gli sportelli” ha concluso Zadra.
Le novità più rilevanti
Attenzione e informazione sono gli ingredienti principali delle misure che scatteranno dal 30 aprile. Le banche rilasceranno solo carnet di assegni non trasferibili. Per chi vorrà continuare ad utilizzare assegni in forma libera, che non riportino la dicitura “non trasferibile”, sarà sufficiente fare una richiesta scritta alla propria banca e pagare un’imposta di bollo di 1,50 euro per ciascun assegno che poi la banca verserà allo Stato.
Che ne sarà dei vecchi libretti di assegno?
Chi ancora ne possiede potrà continuare ad usarli anche dopo il 30 aprile, purchè si rispettino le nuove norme. Andrà, quindi, obbligatoriamente indicata la clausola di non trasferibilità oppure andrà pagato il bollo e rispettato il limite di 4.999 euro. Bisognerà fare attenzione alle girate, perché se non saranno accompagnate dal codice fiscale di chi le effettua, saranno nulle e l’assegno non potrà essere riscosso.
Inoltre, gli assegni liberi potranno essere utilizzati soltanto per importi inferiori a 5.000 euro. E’
opportuno ricordare che, dal 30 aprile in poi, da questa soglia in su scatta l’obbligo della dicitura non trasferibile.
Anche per i libretti al portatore la soglia fissata dalle nuove disposizioni non deve superare i 5.000 euro. I libretti esistenti con saldi superiori dovranno essere estinti o dovranno essere condotti al nuovo limite, prelevando l’eccedenza. In tal caso la data per adeguarsi è fissata al 30 giugno 2009.
Le novità riguarderanno anche il trasferimento di contante, libretti di deposito e titoli al portatore. Si va dalla riduzione da 12.500 a 5.000 euro del limite massimo per effettuare trasferimenti in contante all’indicazione del divieto di spostare denaro contante o libretti di deposito bancari e postali tra soggetti diversi quando il valore dell’operazione è pari o superiore alla somma di 5.000 euro.
Le sanzioni
Un uso non corretto degli assegni, come la mancata indicazione della clausola “non trasferibile” per assegni con importi pari o superiori a 5.000 euro, può comportare sanzioni amministrative che possono arrivare dall’1% al 40% del totale dell’importo trasferito. Previste sanzioni anche per chi non regolarizza i propri libretti al portatore entro il termine indicato dalla legge del 30 giugno 2009. In questo caso si va incontro a sanzioni pecuniarie che variano dal 10 al 20 % del saldo del libretto. Qualora al 30 giugno 2009 il saldo del libretto sia superiore al tetto massimo di 5.000 euro si può incorrere in una sanzione che va dal 20 al 40% del saldo stesso.
La normativa antiriciclaggio entra così nella sua seconda fase di attuazione e lo fa chiedendo l’attenzione da parte di intermediari e clienti. Il settore bancario italiano risponde attivamente all’esigenza di mettere in atto una serie di comportamenti e nuove modalità per la prevenzione di fenomeni criminosi e dannosi innanzi tutto per i cittadini e poi per l’intero sistema.
Assegni più sicuri, non trasferibili di “mano in mano”. In arrivo allo sportello la “rivoluzione” antiriciclaggio che coinvolge assegni, libretti al portatore e contante. Zadra “Assegni da modernizzare e non da demonizzare; con la nuove norme saranno ‘blindati’, più sicuri e più trasparenti a vantaggio delle categorie più esposte alle truffe”.
A partire dal 30 aprile 2008 per milioni di cittadini entrano in gioco nuove regole nell’uso di assegni bancari, postali, e circolari, libretti di risparmio e titoli al portatore, contanti. Cambiano tante cose:
l’importo massimo consentito per i pagamenti in contante, le modalità di compilazione degli assegni, nuovi limiti per i libretti di risparmio e i titoli al portatore. Conoscere nel dettaglio cosa cambia e come fare per adeguarsi è fondamentale per far sì che i pagamenti siano sempre più sicuri e per tutelare i cittadini che li usano da fenomeni criminosi.
“L’assegno è uno strumento di pagamento che non va demonizzato, ma va modernizzato e cioè reso più
sicuro e più trasparente in linea con quello che accade nel resto d’Europa”, ha dichiarato oggi durante un incontro con i giornalisti Giuseppe Zadra, Direttore generale dell’ABI. “Le novità in arrivo devono farci sentire tutti più sicuri e moderni. Capire cosa cambia è importante per sapere cosa fare ed è per questo che oggi presentiamo la guida sugli assegni, un piccolo opuscolo informativo che sarà presto disponibile per tutti i clienti presso gli sportelli” ha concluso Zadra.
Le novità più rilevanti
Attenzione e informazione sono gli ingredienti principali delle misure che scatteranno dal 30 aprile. Le banche rilasceranno solo carnet di assegni non trasferibili. Per chi vorrà continuare ad utilizzare assegni in forma libera, che non riportino la dicitura “non trasferibile”, sarà sufficiente fare una richiesta scritta alla propria banca e pagare un’imposta di bollo di 1,50 euro per ciascun assegno che poi la banca verserà allo Stato.
Che ne sarà dei vecchi libretti di assegno?
Chi ancora ne possiede potrà continuare ad usarli anche dopo il 30 aprile, purchè si rispettino le nuove norme. Andrà, quindi, obbligatoriamente indicata la clausola di non trasferibilità oppure andrà pagato il bollo e rispettato il limite di 4.999 euro. Bisognerà fare attenzione alle girate, perché se non saranno accompagnate dal codice fiscale di chi le effettua, saranno nulle e l’assegno non potrà essere riscosso.
Inoltre, gli assegni liberi potranno essere utilizzati soltanto per importi inferiori a 5.000 euro. E’
opportuno ricordare che, dal 30 aprile in poi, da questa soglia in su scatta l’obbligo della dicitura non trasferibile.
Anche per i libretti al portatore la soglia fissata dalle nuove disposizioni non deve superare i 5.000 euro. I libretti esistenti con saldi superiori dovranno essere estinti o dovranno essere condotti al nuovo limite, prelevando l’eccedenza. In tal caso la data per adeguarsi è fissata al 30 giugno 2009.
Le novità riguarderanno anche il trasferimento di contante, libretti di deposito e titoli al portatore. Si va dalla riduzione da 12.500 a 5.000 euro del limite massimo per effettuare trasferimenti in contante all’indicazione del divieto di spostare denaro contante o libretti di deposito bancari e postali tra soggetti diversi quando il valore dell’operazione è pari o superiore alla somma di 5.000 euro.
Le sanzioni
Un uso non corretto degli assegni, come la mancata indicazione della clausola “non trasferibile” per assegni con importi pari o superiori a 5.000 euro, può comportare sanzioni amministrative che possono arrivare dall’1% al 40% del totale dell’importo trasferito. Previste sanzioni anche per chi non regolarizza i propri libretti al portatore entro il termine indicato dalla legge del 30 giugno 2009. In questo caso si va incontro a sanzioni pecuniarie che variano dal 10 al 20 % del saldo del libretto. Qualora al 30 giugno 2009 il saldo del libretto sia superiore al tetto massimo di 5.000 euro si può incorrere in una sanzione che va dal 20 al 40% del saldo stesso.
La normativa antiriciclaggio entra così nella sua seconda fase di attuazione e lo fa chiedendo l’attenzione da parte di intermediari e clienti. Il settore bancario italiano risponde attivamente all’esigenza di mettere in atto una serie di comportamenti e nuove modalità per la prevenzione di fenomeni criminosi e dannosi innanzi tutto per i cittadini e poi per l’intero sistema.
Il Governo spinge sulla bioedilizia
Scegliere la bioedilizia è conveniente e, in certi casi, obbligatorio. Il Governo ha approvato una serie di misure per abbattere i consumi energetici legati al mondo immobiliare: interventi che, secondo il vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, permetteranno una riduzione delle emissioni che può raggiungere anche il 20%.
Due le direzioni seguite dal nuovo pacchetto: quella degli inventivi per operare sulle strutture già esistenti e quella degli obblighi normativi per le nuove costruzioni. Sotto il primo profilo, sarà possibile detrarre dall'Irpef il 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione. Diventerà quindi meno oneroso installare infissi, pavimenti o coperture, come anche pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Il pacchetto energia estende la detrazione fiscale anche alle operazioni di adeguamento della rete di distribuzione e alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con strutture dotate di caldaia a condensazione.
Per quanto riguarda invece i nuovi edifici, dagli incentivi si passa a veri e propri imperativi, a partire dall'obbligo di utilizzare l'energia solare per riscaldare l'acqua. Sarà anche necessario ridurre il ricorso ai condizionatori, grazie all'introduzione di protezioni solari esterne.
Il pacchetto approvato dal Governo preme sull'acceleratore anche per quanto riguarda la certificazione energetica. L'obbligo di dichiarare i propri consumi è previsto per tutte le nuove costruzioni e, a partire dal primo luglio di quest'anno, anche per gli edifici di dimensioni superiori ai mille metri quadrati una volta immessi sul mercato.
Il nuovo pacchetto vuole così intervenire su un settore che incide in maniera determinate sui consumi energetici: il 31% dell'energia elettrica e il 44% di quella termica vengono utilizzati proprio in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Un giro di vite ancor più necessario se si ricorda poi la forte dipendenza energetica italiana: più dell'80% del fabbisogno è importato dall'estero.
Due le direzioni seguite dal nuovo pacchetto: quella degli inventivi per operare sulle strutture già esistenti e quella degli obblighi normativi per le nuove costruzioni. Sotto il primo profilo, sarà possibile detrarre dall'Irpef il 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione. Diventerà quindi meno oneroso installare infissi, pavimenti o coperture, come anche pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Il pacchetto energia estende la detrazione fiscale anche alle operazioni di adeguamento della rete di distribuzione e alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con strutture dotate di caldaia a condensazione.
Per quanto riguarda invece i nuovi edifici, dagli incentivi si passa a veri e propri imperativi, a partire dall'obbligo di utilizzare l'energia solare per riscaldare l'acqua. Sarà anche necessario ridurre il ricorso ai condizionatori, grazie all'introduzione di protezioni solari esterne.
Il pacchetto approvato dal Governo preme sull'acceleratore anche per quanto riguarda la certificazione energetica. L'obbligo di dichiarare i propri consumi è previsto per tutte le nuove costruzioni e, a partire dal primo luglio di quest'anno, anche per gli edifici di dimensioni superiori ai mille metri quadrati una volta immessi sul mercato.
Il nuovo pacchetto vuole così intervenire su un settore che incide in maniera determinate sui consumi energetici: il 31% dell'energia elettrica e il 44% di quella termica vengono utilizzati proprio in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Un giro di vite ancor più necessario se si ricorda poi la forte dipendenza energetica italiana: più dell'80% del fabbisogno è importato dall'estero.
fabbricati rurali
Fabbricati ex rurali, sconti miratiInteressato (entro il 30 novembre) solo chi non era imprenditore agricolo al 3 ottobre 2006. L'accatastamento senza sanzioni non è per tutti gli immobili
L’accatastamento entro il prossimo 30 novembre, senza applicazione di sanzioni non riguarda tutti i fabbricati che hanno perduto i requisiti fiscali della ruralità, ma solo quelli a uso abitativo che non possiedono l’ulteriore requisito richiesto dal comma 37 dell’art. 2 del dl n. 262/2006. Si tratta di quelle abitazioni utilizzate dai proprietari dei terreni, ovvero dagli affittuari del terreno stesso, oppure dai soggetti che ad altro titolo conducono il terreno cui l’immobile è asservito, che, alla data del 3 ottobre 2006, non rivestivano la qualifica di imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese. Per tutti gli altri fabbricati che hanno perso i requisiti della ruralità, per motivi diversi da quelli riconducibili al predetto comma 37 dell'art. 2 del dl n. 262/2006, l'accatastamento comporterà, in ogni caso, l'applicazione della sanzione da 258 a 2.066 euro.Italia Oggi - 26 ottobre 2007 - M. Bonazzi - art. pag. 45.
L’accatastamento entro il prossimo 30 novembre, senza applicazione di sanzioni non riguarda tutti i fabbricati che hanno perduto i requisiti fiscali della ruralità, ma solo quelli a uso abitativo che non possiedono l’ulteriore requisito richiesto dal comma 37 dell’art. 2 del dl n. 262/2006. Si tratta di quelle abitazioni utilizzate dai proprietari dei terreni, ovvero dagli affittuari del terreno stesso, oppure dai soggetti che ad altro titolo conducono il terreno cui l’immobile è asservito, che, alla data del 3 ottobre 2006, non rivestivano la qualifica di imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese. Per tutti gli altri fabbricati che hanno perso i requisiti della ruralità, per motivi diversi da quelli riconducibili al predetto comma 37 dell'art. 2 del dl n. 262/2006, l'accatastamento comporterà, in ogni caso, l'applicazione della sanzione da 258 a 2.066 euro.Italia Oggi - 26 ottobre 2007 - M. Bonazzi - art. pag. 45.
Uno sconto di 77 euro per ogni prima casa. Tanto vale la nuova detrazione statale sulnuova detrazione statale sull'Ici previsto dal Ddl Finanziaria per il 2008
Uno sconto di 77 euro per ogni prima casa. Tanto vale la nuova detrazione statale sull'Ici previsto dal Ddl Finanziaria per il 2008 ora all'esame della Camera.La cifra emerge dall'analisi delle basi imponibili in ogni città, a cui si applica la detrazione dell'1,33 per mille. Il meccanismo fa crescere lo sconto insieme al valore catastale, per cui il beneficio maggiore tocca ai cittadini romani, che dalla misura spuntano in media 122 euro a testa. Seguono Padova (119 euro per abitazione) e Firenze (117 euro), mentre al capo opposto della classifica chi abita a Crotone si deve accontentare di 19 euro (ma ne paga solo 41 nel 2007). In Trentino Alto Adige, grazie alle generose detrazioni locali, l'Ici sulla prima casa finisce invece nel dimenticatoio. Ma la misura abbatte anche di 2,3 punti l'autonomia tributaria dei Comuni, e per il 2008 molti sindaci progettano rincari sul Fisco locale.di Gianni Trovati
Uno sconto di 77 euro per ogni prima casa. Tanto vale la nuova detrazione statale sull'Ici previsto dal Ddl Finanziaria per il 2008 ora all'esame della Camera.La cifra emerge dall'analisi delle basi imponibili in ogni città, a cui si applica la detrazione dell'1,33 per mille. Il meccanismo fa crescere lo sconto insieme al valore catastale, per cui il beneficio maggiore tocca ai cittadini romani, che dalla misura spuntano in media 122 euro a testa. Seguono Padova (119 euro per abitazione) e Firenze (117 euro), mentre al capo opposto della classifica chi abita a Crotone si deve accontentare di 19 euro (ma ne paga solo 41 nel 2007). In Trentino Alto Adige, grazie alle generose detrazioni locali, l'Ici sulla prima casa finisce invece nel dimenticatoio. Ma la misura abbatte anche di 2,3 punti l'autonomia tributaria dei Comuni, e per il 2008 molti sindaci progettano rincari sul Fisco locale.di Gianni Trovati
Certificazione impianti domestici, i chiarimenti del Ministero
Il provvedimento in questione (Decreto n.37/2008), considerato da tutti gli operatori come l’ennesima iattura in grado di mettere definitivamente in ginocchio il mercato immobiliare, sembra essere caduto tra capo e collo a chi deve, obtorto collo, farlo applicare.
In realtà le cose non stanno esattamente così se è vero che esso è stato predisposto dalla commissione tecnica interministeriale con rappresentanti delle categorie economiche e professionali, fra i quali si può legittimamente presumere vi fossero anche notai, agenti immobiliari, ingegneri, rappresentanti dei cittadini e qualche benemerito elettricista e idraulico.
Ora, delle due l’una: o questi hanno per piaggeria avallato il testo ministeriale senza muovere un dito per contrastarne i provvedimenti adesso da tutti ritenuti inapplicabili, o vi hanno visto una facile fonte di guadagno a vario titolo, e dio solo sa quanto in questo momento ce ne sia davvero bisogno!
Ma perché di grazia, “cadere dal pero” proprio adesso che il provedimento, dopo aver ricevuto tutti i sacri crismi, è pienamente attuativo e legittimato ad esserlo, e far finta di non averne saputo nulla prima?
E perché lamentarsi soltanto adesso della soluzione pasticciata e frettolosa quando si sarebbe potuto intervenire prima a scongiurare la situazione paradossale che si è venuta a creare?
Per chi non avesse ben chiari i termini del problema ricordo che il succitato Decreto ministeriale stabilisce che tutti gli immobili oggetto di compravendita devono essere accompagnati da un certificato che attesti lo stato “a norma” degli impianti (gas, luce, acqua). Stabilisce anche altre cose, ma giusto per fermarci all’essenziale.
Sul momento si è temuta la paralisi di tutti gli atti di compravendita, stante il fatto che i notai non avrebbero potuto rogitare in mancanza della introvabile certificazione.
Non è stato così, o almeno non sembra, perché l’ingegno italico ha voluto che in difetto di certificazione le parti si accordassero fra loro sulla perfetta conoscenza dello stato di fatto degli impianti e il notaio procedesse in deroga.
Alcuni acquirenti, consci della responsabilità che si assumevano, liberando del tutto il venditore, hanno rinunciato, ma la gran parte è andata avanti, cosa vuoi che succeda in un paese in cui l’unica certezza è riposta nel fatidico “speriamo non accada proprio a me”.Da questo punto di vista il Ministero e la commissione che lo ha rappresentato è stato encomiabile: applicata la disposizione il numero dei sinistri sarà ridotto alla quota fisiologica che ogni assicuratore considera fisiologica. Ma per il resto il paese si sarebbe avviato a diventare “moderno”: tanti impianti, tante certificazioni.
Signor (ex) ministro Bersani, se lo scordi! L’Italia non può avviarsi a diventare un paese normale per il semplice motivo che se lo fosse, o anelasse a esserlo, il Decreto 37 sarebbe stato concepito in maniera ben diversa.
E, per esempio, tanto per cominciare non avrebbe creato allarme non soltanto fra compratori e acquirenti ma anche fra i semplici affittuari. Ai quali qualcuno ha fatto credere che in assenza di certificazione si sarebbe provveduto addirittura a disdire “l’allaccio” dell’utenza (luce, acqua, gas).
Tant’è vero che è dovuto intervenire il Ministero stesso con una circolare esplicativa (Circolare n. 34/E del 4.4.2008) per far presente che, troppa grazia santantonio, non era proprio quello il senso del provvedimento.
Questo è un paese in cui anche con le migliori intenzioni si finisce però sempre per angariare il cittadino, salvo poi a rassicurarlo “generosamente” che in fondo lo Stato non è imprevidente a tal punto da richiedere un certificato su impianti messi in opera agli inizi del Novecento (specie quando neppure al Catasto risulta l’esatta epoca di costruzione dello stabile, figuriamoci avere notizie degli impianti).
Non è normale. Non è neppure normale essere italiano.
«Ma - come cantava Gaber – per fortuna o purtroppo lo sono»
Del Decreto 37/2008 il nostro giornale si è occupato in varie occasioni.
In realtà le cose non stanno esattamente così se è vero che esso è stato predisposto dalla commissione tecnica interministeriale con rappresentanti delle categorie economiche e professionali, fra i quali si può legittimamente presumere vi fossero anche notai, agenti immobiliari, ingegneri, rappresentanti dei cittadini e qualche benemerito elettricista e idraulico.
Ora, delle due l’una: o questi hanno per piaggeria avallato il testo ministeriale senza muovere un dito per contrastarne i provvedimenti adesso da tutti ritenuti inapplicabili, o vi hanno visto una facile fonte di guadagno a vario titolo, e dio solo sa quanto in questo momento ce ne sia davvero bisogno!
Ma perché di grazia, “cadere dal pero” proprio adesso che il provedimento, dopo aver ricevuto tutti i sacri crismi, è pienamente attuativo e legittimato ad esserlo, e far finta di non averne saputo nulla prima?
E perché lamentarsi soltanto adesso della soluzione pasticciata e frettolosa quando si sarebbe potuto intervenire prima a scongiurare la situazione paradossale che si è venuta a creare?
Per chi non avesse ben chiari i termini del problema ricordo che il succitato Decreto ministeriale stabilisce che tutti gli immobili oggetto di compravendita devono essere accompagnati da un certificato che attesti lo stato “a norma” degli impianti (gas, luce, acqua). Stabilisce anche altre cose, ma giusto per fermarci all’essenziale.
Sul momento si è temuta la paralisi di tutti gli atti di compravendita, stante il fatto che i notai non avrebbero potuto rogitare in mancanza della introvabile certificazione.
Non è stato così, o almeno non sembra, perché l’ingegno italico ha voluto che in difetto di certificazione le parti si accordassero fra loro sulla perfetta conoscenza dello stato di fatto degli impianti e il notaio procedesse in deroga.
Alcuni acquirenti, consci della responsabilità che si assumevano, liberando del tutto il venditore, hanno rinunciato, ma la gran parte è andata avanti, cosa vuoi che succeda in un paese in cui l’unica certezza è riposta nel fatidico “speriamo non accada proprio a me”.Da questo punto di vista il Ministero e la commissione che lo ha rappresentato è stato encomiabile: applicata la disposizione il numero dei sinistri sarà ridotto alla quota fisiologica che ogni assicuratore considera fisiologica. Ma per il resto il paese si sarebbe avviato a diventare “moderno”: tanti impianti, tante certificazioni.
Signor (ex) ministro Bersani, se lo scordi! L’Italia non può avviarsi a diventare un paese normale per il semplice motivo che se lo fosse, o anelasse a esserlo, il Decreto 37 sarebbe stato concepito in maniera ben diversa.
E, per esempio, tanto per cominciare non avrebbe creato allarme non soltanto fra compratori e acquirenti ma anche fra i semplici affittuari. Ai quali qualcuno ha fatto credere che in assenza di certificazione si sarebbe provveduto addirittura a disdire “l’allaccio” dell’utenza (luce, acqua, gas).
Tant’è vero che è dovuto intervenire il Ministero stesso con una circolare esplicativa (Circolare n. 34/E del 4.4.2008) per far presente che, troppa grazia santantonio, non era proprio quello il senso del provvedimento.
Questo è un paese in cui anche con le migliori intenzioni si finisce però sempre per angariare il cittadino, salvo poi a rassicurarlo “generosamente” che in fondo lo Stato non è imprevidente a tal punto da richiedere un certificato su impianti messi in opera agli inizi del Novecento (specie quando neppure al Catasto risulta l’esatta epoca di costruzione dello stabile, figuriamoci avere notizie degli impianti).
Non è normale. Non è neppure normale essere italiano.
«Ma - come cantava Gaber – per fortuna o purtroppo lo sono»
Del Decreto 37/2008 il nostro giornale si è occupato in varie occasioni.
CORSO SUCCEED
Cari Colleghi,
riparte il nuovo corso Succeed, 8 incontri il giovedi mattina dalle 10 alle 13
Un corso pratico interattivo sui diversi aspetti della nostra professione,
pensate di partecipare?
Perchè non chiedere un parere ai colleghi che stanno per prendere il diplomino Succeed ?
€ 35+IVA - costo del manuale Remax
Dal giorno 8 Maggio per 8 settimane.
Di seguito i principali argomenti che tratteremo:
UN PROGRAMMA INTERATTIVO IN 8 SETTIMANE
1. Pianificare il tuo lavoro in modo professionale
2. Efficaci tecniche di comunicazione telefonica
3. Lavorare con acquirenti qualificati per un successo assicurato
4. Lavorare con gli acquirenti - Tutte le fasi della vendita: far visionare, negoziare e concludere la vendita di un immobile
5. Come organizzare una Open House di successo
6. Acquisizione degli incarichi di vendita con un approccio professionale
7. Creare una presentazione efficace per l’acquisizione degli incarichi di vendita ottenendo il massimo risultato
8. Tecniche di Marketing
Numero massimo di partecipanti 10
Saluti!
Sista Carandini
riparte il nuovo corso Succeed, 8 incontri il giovedi mattina dalle 10 alle 13
Un corso pratico interattivo sui diversi aspetti della nostra professione,
pensate di partecipare?
Perchè non chiedere un parere ai colleghi che stanno per prendere il diplomino Succeed ?
€ 35+IVA - costo del manuale Remax
Dal giorno 8 Maggio per 8 settimane.
Di seguito i principali argomenti che tratteremo:
UN PROGRAMMA INTERATTIVO IN 8 SETTIMANE
1. Pianificare il tuo lavoro in modo professionale
2. Efficaci tecniche di comunicazione telefonica
3. Lavorare con acquirenti qualificati per un successo assicurato
4. Lavorare con gli acquirenti - Tutte le fasi della vendita: far visionare, negoziare e concludere la vendita di un immobile
5. Come organizzare una Open House di successo
6. Acquisizione degli incarichi di vendita con un approccio professionale
7. Creare una presentazione efficace per l’acquisizione degli incarichi di vendita ottenendo il massimo risultato
8. Tecniche di Marketing
Numero massimo di partecipanti 10
Saluti!
Sista Carandini
Iscriviti a:
Post (Atom)