4912

venerdì 20 febbraio 2009

notizie immobiliari - marco ramberti

banche: spread +40% in sei mesi
la repubblica, sabato 14 febbraio 09

durante questi ultimi mesi sia l'euribor che l'irs, gli indici con i quali si determinano i saggi d'interesse sui mutui (a tasso variabile e a tasso fisso), sono calati sensibilmente. ciononostante i tassi sui mutui casa non sono scesi con la stessa rapidità. questo per via degli spread (la parte di guadagno che le banche si assegnano) aumentati del 40% da giugno ad oggi. dal primo gennaio di quest'anno i consumatori possono scegliere di agganciare i loro mutui, oltre che all'euribor, al tasso bce (in genere più stabile). ma ai livelli bce si applicano maggiorazioni che vanno ben oltre l'1% e talvolta, come nel caso di alcuni istituti di credito, anche oltre il 2%. per l'utente non rimane molta scelta, o accetta un mutuo agganciato all'euribor, con spread più bassi, mettendo in preventivo il rischio legato ai saliscendi dell'indice, oppure sceglie la stabilità del tasso bce pagandola però cara. in un quadro divenuto piuttosto complesso, bankitalia ha lanciato la linea della chiarezza: dal primo marzo 2009 le banche dovranno fornire un'informativa sulle differenti tipologie di mutuo offerte perchè il mutuatario abbia ben chiare le differenze tra prodotti

segnali di crisi anche per il mattone di lusso
il corriere della sera, lunedì 16 feb 09

pare che anche l’immobiliare di lusso inizi a risentire della crisi: i tempi di vendita si sono dilatati mentre il numero delle transazioni è diminuito. solo la domanda si mantiene costante. opinioni divergenti invece per quanto riguarda l’andamento dei prezzi: secondo l’ufficio studio gabetti, che ha concentrato l’analisi sugli appartamenti di lusso a roma e milano, la flessione dei prezzi c’è e inizia a farsi sentire: -12% nel capoluogo lombardo, dove tiene solo il quadrilatero della moda, e -6% nella capitale. ma non è il caso di illudersi: nelle zone più “in” delle due città (quadrilatero a milano, piazza navona e piazza di spagna a roma) ci si aggira sempre sui 20mila euro m/2. meno pessimistica la previsione di ubh, secondo cui i prezzi avrebbero invece raggiunto un punto di equilibrio. secondo tecnoborsa, infine, il mercato dell’immobiliare di lusso si trova in una fase stagnante: i proprietari difficilmente hanno necessità di vendere, mentre i compratori aspettano che i prezzi calino

parla arabo il real estate a livello mondiale
il sole 24 ore, sabato 14 feb 09

secondo uno studio condotto da jones lange la salle, nel 2008 i maggiori investitori nel real estate internazionale sono stati i paesi del golfo: 5 miliardi di dollari investiti nel primo semestre dell’anno, su un totale di 23 miliardi. i paesi dell’area gcc (gulf cooperation council: arabia saudita, emirati arabi uniti, qatar, baharain, kuwait e oman) sono attratti dall’immobiliare perché consente un tipo di investimento che non contrasta con i dettami della shari’a. come spiega federica miglietta, docente all’università di bari, la legge islamica vieta di ottenere ricavi dagli interessi, ma non dai canoni d’affitto. inoltre questo tipo di investimento contribuisce allo sviluppo urbano, in linea col principio che chiede ai fedeli di contribuire al benessere della comunità. gli esperti prevedono per i prossimi anni una crescita generale del real estate arabo, che permetterà agli investitori di questi paesi di muovere i loro capitali verso l’estero. le mete preferite sono il mercato immobiliare britannico (52% degli investimenti nel primo semestre 2008) e quello statunitense (20%)

c'è aria di crisi anche nel comparto dei loft
trend-online.it, mercoledì 18 febbraio 09

il calo della domanda di immobili ora interessa anche il segmento dei loft. è quanto emerge dell'analisi dell'ufficio studi tecnocasa, secondo cui la contrazione del mercato immobiliare si starebbe espandendo anche a questa nicchia di mercato composta da professionisti, single e giovani coppie. i più penalizzati sono i loft categoria c3, cioè quelli destinati a laboratorio, quindi non destinabili ad uso abitativo. senza l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso da parte del comune questi immobili non sono infatti soggetti ai vantaggi quali le agevolazioni prima casa e la detrazione degli interessi passivi sui mutui. il calo della domanda interessa anche i tagli più piccoli, fino a un massimo di 150 m2

mercati locali: nell'aretino il mattone va giù
lanazione.it, mercoledì 18 febbraio 2009

cinquecento appartamenti in vendita, nessun compratore. accade ad arezzo dove l'offerta di immobili cresce, metre la domanda arretra anche per via della flessione nella concessione dei mutui alle famiglie da parte delle banche, calata del 35-40% rispetto allo scorso anno. l'allarme è del presidente fiaip, la federazione che riunisce gli agenti professionali, giuseppe attanasio per il quale tutti gli indicatori confermano lo stato di difficoltà del mercato. infatti il fatturato del mercato residenziale nel capoluogo toscano è stato valutato attorno a 300 milioni di euro, una cifra che già si era andata assottigliando dal 2007 e ha raggiunto la sua curva più bassa proprio in questi ultimi mesi. tiene soltanto il giro d’affari che si realizza nelle aree periferiche e in provincia dove si ipotizza una contrazione meno pesante. ora gli operatori sperano che la riduzione dei prezzi induca finalmente all'acquisto quei privati che aspettano di possedere un’abitazione di proprietà

tinsa: in spagna i prezzi degli appartamenti caleranno ancora del 20%
el paìs, martedì 17 feb 09

secondo tinsa, agenzia di tassazione immobiliare, in spagna nel 2009 i prezzi delle abitazioni subiranno un ulteriore calo del 20%, che si aggiungerà al calo del 10,1% delle quotazioni registrato negli ultimi 12 mesi. luis leirado, direttore generale della società, segnala che la velocità della caduta dei prezzi sta aumentando con il passare dei mesi e che il numero di abitazioni invendute raggiungerà nel 2009 la cifra di 1,5 milioni

con il bando urbact, nuova linfa per l’edilizia verde
il sole 24 ore, sabato 14 feb 09

da gennaio è aperto il bando europeo urbact per i progetti ecosostenibili. i fondi saranno destinati al risanamento dei quartieri degradati con la partecipazione dei cittadini, al recupero ambientale e al risparmio energetico, il tutto all’insegna dello sviluppo tecnologico. anche se in misura minore rispetto ad altri paesi eruopei, in italia sono già stati avviati alcuni progetti ecosostenibili: la città di torino ha realizzato envipark, un parco scientifico di 30mila m2 nato dal recupero di svariati edifici dismessi. a venezia la bonifica delle ex aree industriali di marghera ha permesso la realizzazione di un nuovo parco, ampio circa 150 ettari, mentre nella capitale i 2/3 del territorio comunale sono destinati dal piano regolatore della città a parco e aree agricole

la crisi finanziaria? tutta colpa dell’immobiliare
la gazzetta del mezzogiorno, venerdì 13 feb 09

mutui subprime e bolla immobiliare sono le cause scatenanti della crisi finanziaria mondiale. è quanto emerge da un’analisi condotta dal dipartimento di scienze economiche e metodi matematici della facoltà di economia dell’università di bari, che ha sottoposto un questionario a 722 economisti di 42 nazioni diverse. il test chiedeva ai partecipanti di valutare, per 13 possibili cause, il ruolo ricoperto da ciascuna nello scatenare la crisi. i dati parlano chiaro: gli economisti concordano sostanzialmente nell’indicare mutui subprime e “bolla” immobiliare quali motivi principali del crack finanziario. dal settore immobiliare, la crisi ha poi investito l’intero sistema economico a causa di un’inadeguata regolamentazione finanziaria e di una scorretta valutazione del rischio da parte delle agenzie di rating, il che ha permesso alle banche di trasferire il rischio legato ai mutui subprime concessi ad altri soggetti

i siti per cercare casa sono i più visitati dagli italiani
i-dome.com, giovedì 19 febbraio 09

secondo i dati relativi allo scenario internet in italia di nielsen online, i siti per cercare casa sono i più visitati dagli italiani a gennaio. secondo la ricerca le persone che si sono connesse ad internet almeno una volta nel mese appena trascorso sono 21,8 milioni. il numero di navigatori resta stabile rispetto a dicembre, ma aumenta il tempo settimanale speso online, che passa da poco più di 26 ore a quasi 28. le categorie web più visitate, a parte la casa (+31% rispetto al mese scorso), sono i viaggi e la ricerca lavoro. trend in ascesa anche per i siti di gioco d'azzardo e scommesse

piano obama, stanziati 75 miliardi per arginare la crisi dei mutui
new york times.com, mercoledì 18 feb 09

negli stati uniti circa 9 milioni di cittadini sono a rischio pignoramento. a loro sono rivolti gli aiuti previsti nella homeowner stability iniziative (hsi), il piano da 75 miliardi di dollari comunicato dal presidente barack obama. il programma, che dovrebbe diventare operativo dal 4 marzo, stabilisce che le rate mensili di un mutuo non possono superare il 31% del reddito mensile del nucleo famigliare. in pratica gli istituti di credito sono tenuti a rinegoziare i termini del prestito. per incentivarli, il governo prevede anche dei “premi” come il pagamento anticipato di una somma pari a mille dollari per ogni finanziamento rinegoziato. per rafforzare il mercato dei prestiti e renderli maggiormente sostenibili, saranno coinvolte anche fannie mae e freddie mac, agenzie specializzate in prestiti a tasso agevolato, che riceveranno 100 o 200 miliardi ciascuna. infine, il piano chiede al congresso americano di dare ai giudici fallimentari il potere di cambiare i termini dei prestiti e di ridurre i pagamenti mensili

martedì 17 febbraio 2009

Una tigre m’insegue e una lucertola mi chiama. Che stress!

di Michael Held

15 Febbraio 2009

Con la parola “stress” descriviamo oggi tutta una serie di situazioni: la vita stressante di tutti i giorni, il lavoro stressante, sintomi e malattie causati da stress, i ritmi stressanti della vita professionale, le attività stressanti nel nostro tempo libero, il capo o la famiglia che ci stressano, il traffico-inquinamento-maleducazione-aggressione stressante. Tutta la quotidianità a 360 gradi ha o potrebbe avere una carica da stressare (l’agente dello stress). E come niente può esistere senza il suo polo opposto, si è creato un senso della vita nella ricerca dell’antistress, come dimostra tutta un’industria che basa i suoi valori su rilassamento, work-out, vacanze-massaggi, wellness-viaggi, sport estremi e altro per combattere lo stress e le sue conseguenze.
Considerata anche l’importanza attribuita allo stress come causa unica o come concausa nella formazione di varie patologie, è utile capire meglio le reazioni che avvengono dentro di noi, le loro cause e le loro logiche e provate conseguenze, per arrivare a una conclusione che rivela alla fine l’individuo come protagonista del proprio starbene.

Le ultime scoperte della moderna biochimica e innovativi esami di analisi (non solo del sangue, ma anche della saliva), permettono una comprensione più dettagliata su ciò che accade in tempo reale nel nostro organismo quando siamo stressati. Prima di spiegare queste reazioni “stress-specifiche”, dobbiamo riflettere sul significato vero che lo stress - cioè una serie di reazioni fisiche precise - può avere per noi e perché l’evoluzione permette ancora un meccanismo così “cattivo”, causa di quasi tutti i mali di cui oggi soffre la società. Non basta leggere questa sintomatologia come la “malattia del secolo”, dovuta al nostro stile di vita. Occorre una più acuta lettura del fenomeno per giungere a semplici e fattibili soluzioni che ci permettono non solo di comprendere ciò che lo stress significa all’interno di noi e dove progressivamente ci porterà, ma anche come eliminarlo e prevenirlo. Elimazione e prevenzione senza rincorrere l’ampia gamma di farmaci proposti come “anti-sintomatici”. Dobbiamo prima valutare correttamente ciò di cui il sintomo veramente ci “parla”.

La tigre nel bosco

Per spiegare meglio cosa intendiamo, immaginiamo una scena accaduta in un passato non troppo lontano a un nostro antenato: stava girando per il bosco (ancora pieno di una ricca e variegata vegetazione) in cerca di cibo quando, improvvisamente, si trova davanti a una tigre. Per il nostro antenato è un incontro spaventoso: provvisto ancora di un forte senso di istinto di sopravvivenza, l’antenato scaglia la sua lancia verso la tigre, poi cominciare a correre in cerca di riparo. Fermiamoci un attimo a questa scena
drammatica: cosa accade all’interno del nostro antenato?
Se facesse in questo momento una rapida visita medica, con una buona anamnesi fatto da un bravo medico, trovereste i seguenti sintomi:
tachicardia (perché ha bisogno di un maggior apporto di sangue e ossigeno), respiro accelerato (più ossigeno), contratture muscolari (per combattere e correre), nessuno stimolo di andare di corpo (stipsi, non si può evidentemente avere uno stimolo di evacuazione con una tigre che ti rincorre!), nessuno stimolo di dormire (insonnia), ansia (in questo caso non-patologica, perché ci rende concentrati sul problema “tigre”, più acuto e vitale che mai), sudorazione, pressione sanguigna che sale. Vediamo tutti i sintomi tipici dello stress. In questo contesto di “attacco” non solo sono comprensibili, ma sono addirittura necessari per la sopravvivenza. Ci rendono reattivi rispetto a una situazione imprevista. Semplificando, si potrebbe dire che il nostro organismo dà precedenza a tutto ciò che gli serve per reagire a una situazione di pericolo. Nell’economia generale del nostro organismo, questo va a debito di altre reazioni fisiologiche che non sono di rilevanza in queste situazioni “eccezionali”. Per esempio, la digestione, ma anche la funzione immunitaria o quella sessuale, ciò che spiega i problemi sessuali e immunologici per chi soffre di stress cronico.

La rete e la lucertola

Tutte queste reazioni sono regolate da una rete funzionale che comprende neurotrasmettitori e ormoni come cortisolo, adrenalina, noradrenalina, serotonina e dopamina, oltre che aminoacidi, vitamine, minerali e oligoelementi (sostanza come zinco e selenio).
Questi neurotrasmettitori sono tra l’altro stimolati da una parte antichissima del nostro cervello che si chiama “sistema limbico” che condividiamo in forma e funzione con i rettili, per esempio la lucertola. E com’è facile immaginare, la conversazione con il nostro “cervello-lucertola” è assai limitata, ragione per cui molto spesso la razionalità e tutti gli approcci della psicologia hanno un impatto molto limitato sulla cura dello stress o i suoi “parenti” che possono chiamarsi “ansia”, “attacchi di panico”, “sbalzi di umore” o anche “depressione” (per un abbassamento tra l’altro della serotonina dovuto a un relativo o assoluto eccesso di sostanze “eccitanti”, come l’ adrenalina o il cortisolo rispetto a sostanze “inibitori”).
Torniamo al nostro antenato alle prese con la tigre. Possiamo immaginare varie “soluzioni”: 1) arriva a casa e chiude la porta in tempo a sventare l’assalto; 2) la tigre lo raggiunge e l’antenato vince la battaglia (evento raro); 3) la tigre vince e mangia l’antenato. Anche se l’esito è diverso (e visto che state leggendo l’articolo, fate parte delle soluzione 1 o 2) tutti e tre portano a una conclusione: lo stressore (la tigre) ha un inizio e, cosa più importante e fondamentale, una fine! O vince l’antenato o vince la tigre! In tutti i casi, le reazioni descritte sopra hanno una causa precisa e appena finisce la causa, tutto ritorna al livello di base, al “range” di normalità. Il metabolismo si autoregola.
Sono reazioni e segni precisi che rispondono a uno stimolo, in questo caso esterno, e finiscono appena cessa lo stimolo. Questa è la grande differenza:
dei meccanismi antichissimi necessari alla sopravivenza del singolo e della specie, vengono innescati oggi per una moltitudine di stimoli e si trasformano progressivamente da reazioni e segni, in sintomi. E da sintomi diventano malattie!

Una lucertola in una società di tigri

Si potrebbe obiettare dove sono le tigri oggi? In effetti, le tigri si stanno estinguendo anche in India, ma le tigri nella nostra società sono “tigrotti” che hanno altri volti: si nascondono dietro i blocchi e le file del traffico, dietro ritmi di vita innaturali, dietro conflitti psicosociali all’interno delle famiglie e nei luoghi di lavoro, dietro la maleducazione e le aggressioni che penetrano anche attraverso i mezzi di comunicazione, dietro continue invasioni che ci “ricordano” cosa non abbiamo e cosa ci manca, dietro vari concreti o temuti “input” di pericoli e molto altro.
Ognuno di noi potrebbe allungare questo elenco che il nostro organismo “traduce” come attacchi e, come descritto sopra, la parte antica dentro il nostro cervello, la lucertola, non ha la capacità di differenziare e di distinguere perché è programmata sul più importante punto della vita in assoluto, cioè sulla nostra sopravvivenza! La lucertola sente solo l’attacco, senza letture intermedie, e reagisce come può: si o no, bianco e nero, acceso o spento, come un bit in un computer legge i vari segnali come attacchi alla propria integrità e risponde all’input per rendere il nostro organismo “reattivo” e pronto “all’attacco” con un preciso “output”
(tachicardia, pressione alta, respiro accelerato ecc.), anche se la nostra razionalità, la nostra mente molto più lenta, cerca di razionalizzare tutto (<> o <> ecc.)- e rischia così di intrappolarsi ancora di più perché aumenta il gap tra le reazioni psico-fisiche e le nostre interpretazioni “razionali” .

Come abbiamo descritto, la nostra lucertola conosce solo “l’attacco-o-non”, non sa fare una differenza tra le tigri e i “tigrotti” della nostra società.
Paradossalmente lo fa per salvarci: se fosse la nostra razionalità a decidere le reazioni necessarie quando ci troviamo improvvisamente in una situazione di pericolo in macchina (tipo “giro a destra, giro a sinistra, freno o non freno”), tutti noi saremo già finiti in ospedale o peggio.
L’estrema velocità della lucertola e proprio la sua “semplicità” di interpretazione ci proteggono e spesso addirittura ci salvano. Per questo dentro di noi c’è tale relitto “evoluzionistico”che mai cambierà.
Tutto ha previsto la natura, ma non i ritmi “non-umani”, gli eccessi di stimoli, la rapidità di cambiamenti di stile, oggetti, cultura “in and out”, l’importanza del momento “qui e ora” della società moderna. Tigre e lucertola, l’uomo e le sue reazioni fisiologiche, formavano un’unita operativa (sempre in direzione verso un’equilibrio dinamico della natura che ogni tanto comprendeva anche qualche vittima “antenato”).

In cerca dell’equilibrio perduto.

Come ritrovare l’equilibrio perduto? Cominciamo dal semplice: rispondiamo al malinteso che la tigre non c’è, con un altro malinteso: la tigre non c’è ma io corro (sfuggo, lotto, faccio ginnastica, corsa, pilates, yoga, tennis, ecc.). Vanno bene tutte le attività aerobiche (!) fisiche che provocano un aumento del battito cardiaco, sempre equilibrato rispetto alla propria preparazione atletica. E siccome sono coinvolte nella varie reazioni fisiologiche “da stress” delle vitamine, minerali, aminoacidi ecc., allora è fondamentale un’equilibrata e sana alimentazione e in alcuni casi, eventualmente dopo approfondimenti clinici, anche un supporto con integratori meglio se “su misura” e non con prodotti che potrebbero portare ad altri squilibri.
E cosa facciamo con le medicine? I sonniferi per l’insonnia, i lassativi per la stitichezza, i mio-rilassanti per le contratture, gli ansiolitici per l’ansia e gli attacchi di panico, i calmanti per gli affanni e i nodi alla gola, i calcio-antagonisti e i betabloccanti per la pressione e le tachicardie, gli antidepressivi e gli agonisti della serotonina per la depressione, i sonniferi per l’insonnia? Bella domanda! Secondo questa lettura del fenomeno quasi epidemico dello stress, bisogna cominciare proprio dalla vita individuale, rivedere i propri ritmi e le proprie esigenze, dedicarsi a se stessi e ai propri cari in un modo costruttivo, riacquistare un senso del limite, dell’essenziale, curare il fisico e l’apparato psico-mentale, (ri)costruirsi e trovare un equilibrio in un mondo che, a quanto sembra, l’ha perso. Siamo come l’aereo più pazzo del mondo.
Teniamoci cara l’antica lucertola, ci servirà quando cercheremo il pilota automatico per atterrare sani e salvi.

venerdì 13 febbraio 2009

notizie immobiliari - marco ramberti

così le banche tengono su i mutui
libero, martedì 10 feb 09

l'euribor a tre mesi, il principale parametro di riferimento per il tasso dei mutui ipotecari, è stato fissato a 1,989%, sotto la soglia bce (2%), questa settimana. tuttavia il costo del danaro, ai minimi da cinque anni a questa parte, genera ancora pochi benefici per chi ha contratto un prestito per l'acquisto della casa. così, a scorrere le offerte commerciali più aggiornate, si scopre che nei contratti di mutui a tasso fisso vengono proposti e applicati interessi che spesso superano il 6%, mentre quelli a tasso variabile viaggiano sopra la soglia del 4% fissata dal governo. due le leve che gli istituti bancari sfruttano per evitare di abbassare le commissioni sui finanziamenti: gli spread, vale a dire il differenziale tra tasso interbancario e interesse finale chiesto ai correntisti, e misure specifiche - i cosiddetti depositi overnight - tese a tenere su gli scambi tra gli stessi intermediari finanziari. in questa situazione a pagare sono i risparmiatori

milano e torino, canoni congelati nell’ultimo semestre
idealista.it, lunedì 9 feb 09

come se il tempo si fosse fermato a un anno fa. tutto invariato per quanto riguarda l’andamento dei prezzi degli affitti a milano e a torino. incrementi trascurabili sia sotto la madonnina (+0,2% negli ultimi 12 mesi, crescita zero negli ultimi 6 mesi) che come sotto la mole (+0,3% nell'ultimo semestre), ben al di sotto del tasso d’inflazione che nel 2008 si è attestato al 3,3% (fonte istat). il prezzo medio al metro quadro degli immobili da locare è stabile a 14,3 euro/m2 a milano, a 8,6 euro/m2 nel capoluogo piemontese. significa che per l'affitto di un bilocale i milanesi devono sobbarcarsi ad oggi una spesa media pari a 930 euro/mese, mentre i torinesi se la cavano con soli 583 euro/mese. i prezzi crescono solo in provincia: in brianza, le quotazioni sono aumentate del 4,7% negli ultimi sei mesi. attualmente per affittare una casa in quest’area occorrono in media 9,6 euro/m2 contro i 9,1 euro/m2 del primo semestre dello scorso anno

affitti: tra padrone e inquilino, chi paga cosa?
il sole 24 ore, lunedì 9 feb 09

quella della ripartizione delle spese tra proprietario e inquilino (o conduttore) è questione complessa perchè varia da caso a caso, a seconda del tipo di contratto stipulato (canone convenzionato, canone liberio, locazioni di tipo turistico) e dalle clausole contrattuali. in linea generale, come dettato dagli articoli 1004-1005 del codice civile, al primo spettano le riparazioni straordinarie, al secondo toccano quelle ordinarie. per fare un esempio, il proprietario deve farsi carico delle spese per l’installazione, la manutenzione e l’adeguamento alle norme vigenti degli impianti di riscaldamento, condizionamento e produzione di acqua calda, dell’ascensore e degli apparecchi anti-incendio. il conduttore deve pagare i consumi e la pulizia annuale dei filtri degli impianti di cui sopra, le piccole riparazioni, i collaudi e la bolletta elettrica dell’ascensore, la ricarica degli estintori, le ispezioni e i collaudi degli apparecchi anti-incendio. quanto ai compensi per l’eventuale portiere, questi competono di norma per il 90% all’inquilino e per il 10% al proprietario dell’immobile

il mattone crolla in liguria
ilsecoloxix.com, mercoledì 11 feb 09

la spezia sarà la città ligure dove il calo dei valori immobiliari si sentirà di più nel corso del 2009 (-10,2%). lo rileva un'indagine fiaip liguria che prevede un anno di quotazioni in discesa in tutte le città: imperia (-8,20%), genova (-6,5%), savona (-5,80%). valori degli immobili in calo anche nelle province di genova (2,6%), savona (5,9%), imperia (2.90%) e la spezia (8,6%). le abitazioni più richieste nelle città sono quelle con superficie tra i 60 e i 120 m2, mentre nelle località di mare la domanda riguarda case più piccole, fino ai 60 m2

idee anti-crisi: così ti vendo lo chalet
il giornale, giovedì 12 feb 09

cosa fare se si è proprietari di uno chalet sui monti appalachi (maryland), si ha esigenza di venderlo ma non si trovano in nessun modo compratori interessati? semplice: si organizza una lotteria. l’idea è venuta a una coppia statunitense che, vista la carenza di potenziali acquirenti, ha pensato bene di rivolgersi a un’associazione no-profit per realizzare una lotteria. 27mila i biglietti stampati; costo di ciascun biglietto: 50 dollari. e una pubblicità totalmente gratuita sul foglio parrocchiale della chiesa cui appartengono i due ingegnosi coniugi. poi sono arrivati i media locali, seguiti a ruota da quelli regionali e nazionali. la eco mediatica ha sortito i suoi risultati: tutti i biglietti sono stati venduti, la coppia ha incassato un milione e 350mila dollari (senza dover dare il 5% all’agenzia immobiliare) per una “log home” che ne valeva 200mila, mentre il fortunato vincitore può ora vantare la proprietà di un bel villino in montagna, “acquistato” con soli 50 dollari

manovra anti-crisi, sconti del 20% per chi ristruttura e per chi non inquina
il tempo, sabato 7 feb 09
il messaggero, sabato 7 feb 09

la finanziaria 2009 e il decreto legge anti-crisi portano interessanti novità per il settore immobiliare: la prima allarga il beneficio fiscale già previsto per le ristrutturazioni edilizie e l’efficienza energetica delle abitazioni; la seconda, in base al decreto legge appena approvato, offre a chi ristrutturando la propria abitazione decida di acquistare mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica (per una spesa massima di 10mila euro), una detrazione lorda dall’irpef del 20%. prorogate fino al 2011 le agevolazioni fiscali del 36% per opere di ristrutturazione in edilizia e iva agevolata fino a un limite massimo di spesa di 48mila euro

le stravaganze di dubai
guardian.co.uk, lunedì 9 feb 09
il giornale, venerdì 13 feb 09

dubai è la città delle stravaganze architettoniche. dallo spettacolare dubai world - l'un arcipelago composto da 300 isolette che riproducono la mappa mondiale - al progetto mega-complesso three palms con hotel, ville, appartamenti, porti turistici, parchi a tema, centri sportivi e centri commerciali passando per il burj dubai, il grattacielo più alto del mondo, tutto è stato pensato per impressionare senza badare a spese. ma anche gli eccessi di questi anni sembrano giunti al capolinea visto che il real estate di dubai ha perso il 70% del proprio valore in poco tempo. il progetto lanciato cinque anni fa per trasformare dubai in una località turistica e in un hub finanziario ha attirato negli emirati arabi migliaia di occidentali pronti a speculare sul mercato immobiliare, investendo nelle nuove costruzioni e arrivando a vendere e comprare prima ancora che queste fossero concluse. ora però la crisi ha lasciato molta gente delusa: c’è chi si trova ad essere proprietario di costruzioni incompiute o che valgono sempre meno, mentre molti progetti di costruzioni sono stati sospesi o addirittura cancellati

casa, ecco come risparmiare sulle imposte
il sole 24 ore, sabato 7 feb 09

imposte sugli immobili troppo alte? ecco come risparmiare: innanzitutto, la seconde case sono meno onerose se i coniugi prendono due residenze diverse. lo stesso vale se i genitori decidono di intestare la seconda casa al/ai figlio/i. per le famiglie con redditi alti ci sono i fondi immobiliari che consentono di generare liquidità senza che l'investitore debba acquisire direttamente un immobile. in questo caso se le quote del fondo sono divise tra più di dieci aderenti l’imposta patrimoniale (pari all’1% del patrimonio) non si paga. benefici fiscali assicurati anche se il fondo è posseduto da società con sede in lussemburgo. i fondi patrimoniali non sono tassabili fino a quando non c'è distribuzione degli utili, salvo eccezioni che dipendono dalla composizione della compagine societaria. dal 1° gennaio 2007, infine, è in vigore un regime di tassazione vantaggioso per le compravendite di immobili a uso abitativo: se l’acquisto è effettuato con opzione esplicita, cioè nell’atto di compravendita viene indicato l’importo effettivamente versato, la base imponibile ai fini delle imposte di registro e catastali diventa il valore catastale dell’immobile, non quello commerciale. il risparmio riguarda soprattutto l’imposta di registro: su una casa acquistata con opzione esplicita a 100mila euro, il valore catastale sarà di 50mila euro e l’imposta di registro pari al 3% del valore catastale, quindi 1.500 euro. se la stessa casa fosse acquistata senza opzione, l’imposta di registro si calcolerebbe sul prezzo commerciale dell’immobile e sarebbe quindi di 3mila euro (il 3% di 100mila euro)

l'indagine sunia-cgil mette in risalto l'emergenza affitti
repubblica.it, martedì 10 feb 09

l'indagine sunia-cgil mette in risalto l'emergenza affitti nelle principali città d'italia dove i canoni sono cresciuti del 130% negli ultimi 10 anni. a milano e roma, città nelle quali il 25% degli abitanti vive in affitto (contro una media nazionale del 20%), i canoni più salati. nelle zone centrali delle due città le quotazioni raggiungono 2.300 euro nelle zone centrali, 1.200 euro in periferia per un appartamento di 80 m2. i canoni superano i 2.000 euro/mese anche a firenze, mentre a bologna ne occorrono 1.800, meno di 1.200 a napoli, la più accessibile è torino (850 euro). in virtù della folle corsa dei canoni di questi anni, sunia e cgil fanno sapere che le domande di contributi per il pagamento del canone sono aumentate tra il 2000 e il 2006 del 75% a roma e del 200% a milano mentre i fondi statali attribuiti dallo stato sono diminuiti in 10 anni del 69,6%. l'affitto è diventato infatti ormai un vero "macigno" sui conti delle famiglie, assorbendo oltre il 50% del reddito per quei lavoratori che percepiscono dai 15.000 ai 20.000 euro l'anno (il 27,2% delle famiglie in affitto)

venerdì 6 febbraio 2009

notizie immobiliari - marco ramberti

il mattone barcolla ma non crolla
il corriere della sera, lunedì 2 feb 09

il mattone italiano barcolla ma non crolla. questo in sintesi il pensiero di guido lodigiani di gabetti, a corollario dei dati relativi all'ultimo semestre 2008 rilevati dall'ufficio studi gabetti. il perchè è dovuto all'offerta non elevatissima di case e non ci sarebbe, sempre secondo lodigiani, il pericolo di vedere il mercato inondato di immobili di mutuatari non più in grado di pagare il loro debito. il calo dei prezzi comunque c'è (-4% a roma, -5% a milano) e potrebbe proseguire nel 2009, soprattutto nelle aree periferiche delle grandi città, per via del calo delle erogazioni di finanziamenti scese sensibilmente nel terzo trimestre dell'anno scorso, un trend destinato a proseguire nell'anno in corso nonostante i tagli della banca centrale europea (bce), sui tassi d'interesse. sul mercato a regnare è l'incertezza dovuta al particolare momento economico che porta i potenziali acquirenti a chiedersi: perchè comprare oggi una casa che domani potrei pagare meno? e le banche: perchè dare oggi un mutuo con una garanzia ipotecaria che domani potrebbe valere meno? in questa situazione i prezzi nel 2009 continueranno a scendere, ma senza i crolli a due cifre registrati in altri paesi europei. le peggiori performance nelle periferie delle grandi città (-5% a milano), ma le zone centrali terranno o perderanno poco (fino a un massimo del -3%)

le case non si vendono più. nel lazio è boom di ristrutturazioni
la repubblica, martedì 3 feb 09

le ultime stime nomisma sul mercato immobiliare laziale registrano un calo delle compravendite nel 2008 nell'ordine del 17%. si va dal -12% di viterbo al 20% di roma. ciononostante i prezzi non hanno seguito il trend a ribasso delle transazioni per le resistenze dei proprietari a ridurre le loro pretese. intanto la banca d'italia ha confermato il ribasso dell'erogazione dei mutui diminuiti del 12,5% nei primi 9 mesi dell'anno scorso. il risultato di tutto questo è un mercato in stallo dove l'unica voce che cresce è quella relativa ai prestiti per ristrutturazione. di fronte all'impossibilità di cambiare casa, infatti, molti proprietari preferiscono ristrutturare la vecchia casa

anche i box pagano lo scotto della crisi
finanza & mercati, martedì 3 feb 09

il valore dei box e dei posti auto è sceso rispettivamente dello 0,9% e dello 0,8% nel primo semestre del 2008. è quanto emerge dall'analisi di tecnocasa condotta a livello nazionale. nulla di drammatico anche se in città come genova e napoli si è assistito a ribassi importanti, nell'ordine del 5%. tra i fattori che hanno determinato tale flessione, il rallentamento della domanda dei consumatori per ridurre l'investimento nell'abitazione e l'aumento dell'offerta di queste tipologie soprattutto nelle grandi città

cina, un rimborso sulle tasse per rilanciare il mercato immobiliare
wsj.com, giovedì 5 feb 09

chongqing è una città della cina sud occidentale che sta scatenando in questi giorni un’interessante dibattito immobiliare. per far fronte alla crisi, il governo locale ha proposto un piano che prevede il rimborso del 40% delle tasse sul reddito dei nuovi detentori di un mutuo, fino al 2012. i sostenitori del programma sottolineano come l’iniziativa potrebbe dare linfa nuova al mercato immobiliare, importante indicatore del potere d’acquisto dei consumatori. non è altrettanto entusiasta il governo centrale: il rimborso delle tasse priverebbe le casse statali di una grossa fetta dei fondi previsti per risanare l’economia cinese globale. il timore principale è che altre grosse città possano seguire l’esempio di chongqing, che se ha pensato di agire in questo modo è anche perché ha sofferto la crisi immobiliare in modo più sensibile. se infatti, nel 2008, i prezzi delle abitazioni sono calati mediamente nel paese dello 0,4%, a chongqing il crollo è stato del 4,9% su base annuale

gran bretagna, la banca centrale taglia ancora i tassi
times.co.uk, giovedì 5 feb 09

i dati ufficiali pubblicati lo scorso mese parlano chiaro: non solo la gran bretagna è in recessione, ma nell’ultimo quadrimestre del 2008 il prodotto interno lordo è precipitato di 1,5 punti percentuali. se poi a questo si aggiungono le infelici previsioni del fondo monetario internazionale, che parlano di un’ulteriore caduta dell’economia inglese del 2,8% nel 2009, si comprendono i motivi che hanno portato la banca d’inghilterra alla decisione di tagliare i tassi d'interesse di un ulteriore 0,5%, portandoli a quota 1%. non appena gli istituti di credito si adegueranno, 3,6 milioni di cittadini britannici che hanno contratto un mutuo a tasso variabile ancorato al tasso applicato dalla banca d’inghilterra, potranno godere nei prossimi mesi di un sensibile risparmio. per fare un esempio, chi ha contratto un prestito di 100mila sterline, beneficerà di un risparmio di 40 sterline mensili. e gli esperti avvertono: la banca d’inghilterra potrebbe continuare la corsa al ribasso

bioedilizia: è partita la rivoluzione verde
affari e finanza, lunedì 2 feb 09

ormai non si tratta più di un “capriccio” per singole unità abitative: la “rivoluzione verde” si estende ai condomini, i grattacieli, interi territori. una nuova consapevolezza nutrita dalla crescente attenzione per l'ambiente. non è solo un discorso di etica, ma anche di risparmio energetico, fino al 20%, sul lungo periodo. e i progetti si sprecano: a chicago è grande l’attesa per la clean tower, una torre che sfrutterà l’energia del vento per garantire l’autosufficienza energetica. a dubai sorgerà invece la dynamic tower, grattacielo formato da 68 piani, ciascuno dei quali in grado di ruotare indipendentemente dagli altri. in questo caso, l’energia necessaria alle attività dell’edificio deriverà, oltre che dalle turbine eoliche e dai pannelli solari, anche dal movimento autonomo dei piani. anche nel nostro paese non mancano iniziative degne di nota: a milano, la riqualificazione del quartiere porta nuova prevede la creazione di una sorta di “bosco verticale”, con le piante che correranno lungo le pareti dell’edificio, ulteriormente arricchito da un nuovo parco circostante di 90mila m2

ance, 200mila posti in meno nel settore edile per il 2009
finanza & mercati, venerdì, 06 gen 09

nel 2009 si costruirà di meno. la crisi ridurra del 3% gli investimenti privati e del 4,7% quelli pubblici. per la ripresa bisognerà attendere il 2011 secondo le previsioni di assoimpredil-ance espresse a margine del "made expo", la fiera dell'architettura di milano. il quadro non è roseo soprattutto se rapportato alla realtà europea. in italia la contrazione sarà infatti del 5% rispetto ai cali dell'1,5% della francia e del 2% del regno unito. peggio farà soltanto la spagna, con una flessione del 15%. per rilanciare il comparto i costruttori auspicano uno snellimento delle prassi amministrative e maggiori investimenti nelle infrastrutture. secondo il presidente di assimpredil-ance claudio de albertis quello delle costruzioni è un settore che vedrà una perdita di posti di lavoro stimata in 200.000 unità alla fine del 2009

ulteriore caduta dei prezzi per le case di lusso londinesi
times.co.uk, lunedì 2 feb 09

a gennaio, i prezzi delle case più esclusive di londra hanno sofferto la seconda peggior caduta di tutti i tempi, come risultato della crisi finanziaria globale. il prezzo medio di una casa valutata più di un milione di sterline ha perso 3,7 punti percentuali rispetto al mese precedente, secondo knight frank. negli ultimi 12 mesi i prezzi sono crollati del 21%, la caduta maggiore della storia, secondo la consulente

la casa? investimento sicuro
il corriere della sera, lunedì 2 feb 09

la casa è un investimento che si rivaluta nel tempo. lo rivela uno studio condotto da corriere economia sui dati dell'ufficio studi ubh relativi ai valori immobiliari dal 1984 ad oggi. in 25 anni i valori immobiliari si sono triplicati passando attraverso fasi di crescita (1992, quando i valori degli immobili salirono più del 15% in un anno) e di decrescita (-16,2% nel 1993). tuttavia per un investimento profittevole nel mattone bisogna comprare al momento giusto. chi ha comprato nel 1996, ad esempio, ha messo a segno una rivalutazione del 56,5% sull'inflazione (4 punti e mezzo l'anno), al contrario, chi ha comprato ai massimi del 1992 deve registrare una perdita del 6,1. ma si tratta dell'unico dato negativo emerso da un'analisi in cui a prevalere è il segno più e gli immobili si rivalutano con un passo più veloce del tasso d'inflazione

sabato 31 gennaio 2009

secondo covegno REMAX TEAM

PER IL 2° ANNO CONSECUTIVO LA re7MAX TEAM HA AVUTO IL PIACERE DI OSPITARVI I OCCASIONE DELL’ANNUALE CONFERENZA SUL MERCATO IMMOBILIARE IMMOBILIARE PER CONDIVIDERE INSIEME
LA CHIAVE DEL SUCCESSO NEL NOSTRO LAVORO : LA COLLABORAZIONE .

TROVARSI INSIEME E’ UN’INIZIO
RESTARE INSIEME UN PROGRESSO
LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO !

QUASI IL 40 % DEL NOSTRO FATTURATO IN QUEST’ANNO E’ STATO REALIZZATO E RAGGIUNTO GRAZIE ALLA COLABORAZIONE CON COLLEGHI NON REMAX.

LAVORARE INSIEME E’ VINCERE INSIEME!

La REMAX TEAM nel 2008 ha raggiunto gli obiettivi che si era preposta e ha quasi quadruplicato il suo valore.
Oggi RE/MAX team si configura come uno Studio associato di imprenditori con un forte senso di responsabilità, che svolgono la loro professione tutti i giorni con un respiro internazionale.
Noi imprenditori italiani, siamo forse lontani dalla perfezione astratta dei modelli matematici e dalle vertiginose sofisticazioni finanziarie del mondo anglosassone, ma ci assumiamo quotidianamente responsabilita’ all’interno delle nostre aziende, promuovendone la diffusione e sostenendone con prudenza la crescita. Forse anche per questo il terribile contagio che la crisi internazionale sta spargendo nel mondo trova in Italia qualche anticorpo in più.
Certo, anche il nostro modello originale di sviluppo ha bisogno di imprenditori che non perdano nel tempo la voglia di rischiare, che sappiano adattare le proprie competenze ai crescenti bisogni dei clienti, alle mutevoli condizioni del mercato, alle necessita’ dell’azienda e alla continua legiferazione.
La REMAX TEAM ha inoltre arricchito il modello classico di azienda immobiliare con figure professionali di provenienza diversa dal settore stesso, con una moltitudine di esperienze diverse da quelle strettamente rivolte alle case. Se guardate i curricula dei nostri consulenti vi sorprenderete della varietà dei loro percorsi ma anche dalla logica che li ha condotti a lavorare insieme.
In virtu’ della loro diversa formazine, queste persone sono naturalmente predisposte a importare nell’azienda cambiamenti culturali prima ancora che organizzativi, di mentalita’ prima ancora che di comportamenti operativi.
Questi in primo luogo sono il segreto del nostro modo speciale di lavorare, la loro irripetibile miscela, il loro essere unici.
L’impresa è un organo vincente se non viene considerata una macchina.
L’impresa e’ un essere vivente fatto di persone, un sistema AUTOPOIETICO, che come tale mantiene la propria esistenza nel tempo attraverso la propria capacita’ di auto generarsi.
INNOV - ACTION e’ il neologismo che MOSTRA la visione della REMAX TEAM nel 2009.
INNOVAZIONE E AZIONE.
IL 2008 e’ stato ufficialmente dichiarato un anno di recessione, la crisi e’ trasversale, i dati sono terrorizzanti.
Ma il nostro modo di Essere, il nostro sistema, vince quando il periodo e’ florido e VINCE ancora di piu’ in frangenti di marcato come questo.
Nella famosa crisi del 29 (di cui tanto si parla) molti sono falliti, e molti hanno costruito le loro fortune.
L’ITALIA DEL CINQUECENTO saccheggiata dagli eserciti stranieri, raggiunse i vertici della cultura e dell’arte col Rinascimento.
La crisi fa pulizia delle scorie e fa brillare l’eccellenza.
LA REMAX TEAM vuole essere OGGI l’azienda che rappresenti davvero il nuovo mercato immobiliare, che sia davvero al servizio dei clienti e dei MIGLIORI PROFESSIONISTI IMMOBILIARI DI ROMA.
La remax team Non e’ mai stata e non sara’ mai preconfezionata, pronta all’uso. Dovra’ essere costruita basandosi sul meglio delle nostre tradizioni e tenendo conto del passato, del presente e del futuro.
Periodicamente avremo bisogno di capire come siamo arrivati a essere quelli che siamo, e dovremo ricordare a noi stessi che proprio grazie alle nostre differenze, ai nostri obiettivi condivisi, speranze e sogni comuni, abbiamo un legame tra noi che ci salda e ci salva.
Se noi consulenti immobiliari REMAX E NON, restiamo profondamente individualisti, e’ nostro dovere ricordare che l’ndividualismo che ci caratterizza e‘ sempre stato legato a una serie di valori Comuni, il collante da cui dipende il benessere di ogni societa’.
Diamo valore all’etica, al lavoro di squadra, alla nostra professionalita’ e DIAMO VALORE ALLA COSTELLAZIONE DI COMPORTAMENTI CHE ESPRIMONO IL NOSTRO RISPETTO RECIPROCO: onesta’, equita’, umilta’, gentilezza, cortesia e.. perche no... gioia.
Siamo un impresa commerciale: piu’ siamo, piu’ siamo soddisfatti, piu’ guadagnamo, piu’ possiamo avere le risorse per migliorare il nostro settore, piu’ possiamo soddisfare le necessita’ dei nostri clienti, piu’ possiamo dare opportunita’ di crescita professionale ed economica ai professionisti che ci lavorano..
È necessario costruire e ampliare una rete intrisa di considerazione e di sostegno reciproco, invece di ritirarsi nel proprio guscio, o sparlare del collega che lavora accanto a noi, ognuno di noi deve uscire e Contribuire attivamente alla prosperità e al miglioramento dell’ intera società se vuole migliorare il proprio nido.
...
il cuore della REMAX TEAM e’ l’esperienza e il tempo.

Praticare la «pazienza strategica», non aver fretta di realizzare LE STRATEGIE nell’immediato, far tesoro delle migliori idee e svilupparle nel corso del tempo.

Pazienza strategica non significa lentezza (e chi mi conosce lo sa bene), bensì essere in grado di individuare tempestivamente il momento migliore per sviluppare con rapidità processi e nuovi servizi, mettendoli sul mercato e testandoli con lo stesso.

Il consulente immobiliare REMAX TEAM e’ coinvolto nella scelta e progettazione dei prodotti e dei servizi per i clienti e per tutti consulenti che ci lavorano... condividendo l’esperienza con tutta l’azienda fino a tracciare una mappa corretta dell'ambiente circostante per definire e sviluppare strategie di successo.

Per fare questo è essenziale essere in costante contatto, osservazione, ascolto e intimità col cliente.

Occorre immaginare un sistema aperto, un circolo virtuoso che consenta di generare innovazione adottando modalità organizzative e sistemi informativi nuovi e flessibili.

Ma qual è la nostra cultura organizzativa per attrarre i migliori talenti e creare il circolo virtuoso dell’innovazione?

Per Noi Ancora una volta al centro di tutto c’è il tempo e la sua gestione.

Il nostro impegno nella formazione volge proprio a questo. Partendo da saldi processi aziendali, che ci proteggono, Sviluppare un sistema che sia un trampolino di lancio per l’innovazione, unica costante dei nostri giorni.

Consentire che ognuno abbia del tempo, un budget di ore definito da gestire per potersi occupare di idee innovative. Tutto questo però implica un metodo di lavoro dove la valutazione finale dei risultati e le successive proposte vengano subito elaborati.

L’errore non costituisce un male da fuggire, ma piuttosto un fattore necessario... NOI promuoviamo l’errore a valore.

Io, a volte, genero...caos e disordine ... proprio il contrario dell’efficienza, per sviluppare quante più innovazioni possibili....

....sbagliare e dall’errore capire e ricostruire, per apportare qualcosa di sempre piu’ innovativo in linea con le esigenze del mercato odierno E OLTRE.

Quindi sbagliate. Sbagliate sbagliate... ma SBAGLIATE sempre meglio E traetene vantaggio. Per voi e per la collettivita’.

venerdì 30 gennaio 2009

notizie immobiliari - marco ramberti

rate giù, perchè il mercato non riparte?
il corriere della sera, lunedì 26 gen 09

anche se il costo del danaro, ai minimi da quattro anni a questa parte, e la tendenza del mercato a calmierare i prezzi autorizzerebbero all'euforia, i suggerimenti degli esperti sono improntati alla cautela. se è vero infatti che il finanziamento di un mutuo a tasso fisso è sceso di mezzo punto rispetto alla media del 2008 (al 5,5%) e i variabili sono tornati al di sotto della soglia del 4%, bisogna fare comunque i conti con la ciclicità di un'economia sempre più fluttuante. un mutuo variabile, ai tassi attuali è sottoscrivibile solo se si è in grado di sostenere aumenti almeno del 30% della spesa mensile. comunque il vero problema sembra oggi la disponibilità del credito più del costo dello stesso. le banche erogano finanziamenti con il contagocce a privati e imprenditori scottati o direttamente colpiti dalla crisi. questi due fattori determinano insieme la stasi del mercato immobiliare

la crisi rilancia il mercato degli affitti
la stampa, lunedì 26 gen 09
il sole 24 ore, giovedì 29 gen 09

tempi troppo lunghi d'attesa per la vendita degli immobili e poca voglia da parte dei proprietari di abbassare le pretese stanno spingendo sempre più persone ad affittare casa anche in virtù di una redditività stabilmente al 4,9%. la disponibilità di immobili in affitto cresce per la prima volta dopo anni, una situazione inedita per un mercato tradizionalmente asfittico (per le troppe tasse e difficoltà a trovare inquilini di fiducia). la domanda cresce a fronte di canoni di locazione sostanzialmente stabili. opta per l'affitto chi non è soddifatto delle proposte di acquisto, nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni economiche o sociali svantaggiate, immigrati, studenti e i numerosi fuori sede impiegati in pubblici servizi non in grado di far fronte alla spesa per la casa

ma i prezzi non calano a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09

nel 2008 le vendite di immobili a milano sono calate del 13%, ma per la borsa immobiliare della camera di commercio di milano i prezzi non sono calati, anzi, hanno fatto addirittura registrare un lieve incremento (+0,4%) nel segmento del "nuovo". un quadro per niente in linea con la preoccupazione creata dalla crisi economica e con l'allungamento dei tempi di vendita delle case che oramai è di circa 7-9 mesi. il bilancio degli ultimi sei mesi parla di numerose zone in cui si sono registrati incrementi di prezzo: conca del navilglio e porta genova (+5%; 5.300 euro/m2), via della spiga e montenapoleone (+2,1%; 11.900 euro/m2), fiera sempione (+1,1%; 4.700 euro/m2), via washington (+1,1%; 4.650 euro/m2) e in maniera meno sensibile i quartieri come brera, istra maciachini e san babila. prezzi pressochè invariati in piazza missori, sant'ambrogio, repubblica-porta nuova, buenos aires, piazzale lagosta, paolo sarpi e viale abruzzi. prezzi giù soltanto nelle aree periferiche della città con il calo più sensibile registrato a lambrate (-3,2%; 3.050 euro/m2)

francia, soffre il settore delle nuove costruzioni
lefigaro.fr, mercoledì 28 gen 09

stando agli ultimi dati pubblicati dal ministero dell’ecologia francese, nel 2008 il numero di nuove costruzioni è diminuito del 15,7% rispetto al 2007, passando da 437.086 unità a 368.609, raggiungendo così un livello paragonabile a quello osservato a fine 2004. nell’ultimo trimestre del 2008, il numero di nuove costruzioni messe in cantiere ha subito una caduta del 16% rispetto allo stesso periodo del 2007, con differenze significative a seconda delle regioni: normandia (-38,8%), borgogna (-32,7%), loira (-28,1%) e costa azzurra (-19,5%) le zone che hanno sofferto maggiormente. va un po’ meglio per la zona champagne-ardenne (-4,3%) e l’ile de france (-4,7%). nel complesso, il ribasso è stato più marcato per gli appartamenti (-17,2%) che per le case indipendenti (-14,3%). sono stati accordati meno permessi di nuove costruzioni nel 2008 rispetto all'anno precedente (-16,7%). di fronte alla crisi, non resta che “svendere”: l’agenzia kaufman and broad ha pubblicato sul sito vente-privée.com offerte di vendita per 122 abitazioni che potranno essere acquistate con circa il 10% di sconto, ma solo per una settimana

retail, è mantova la città lombarda con gli affitti più cari
il sole 24 ore lombardia, mercoledì 28 gen 09

in lombardia l’affitto tiene per uffici e negozi. a testimoniarlo sono i dati dell’ultimo rapporto nomisma “il mercato della locazione in lombardia”, che ha condotto lo studio su un campione di otto province lombarde confrontando i canoni di locazione del secondo semestre 2008 con quelli registrati nel primo semestre. emerge una sostanziale staticità dei prezzi, che dovrebbe perdurare anche nel primo semestre del 2009. in lombardia la domanda di uffici in affitto non accenna a calare, tengono infatti i canoni di locazione, per una media regionale ponderata tra centro e periferia di 695 euro. como è la città più economica (si va dai 373 euro per un vano ai 597 per 4 vani), contrapposta alla più cara milano (dai 664 euro per un vano ai 1.364 per 4 vani). stesso discorso sul fronte delle attività commerciali, dove domanda e contratti stipulati si mantengono sulla stessa media registrata nel primo semestre 2008. i canoni d’affitto hanno registrato una lieve contrazione del 0,6% nel secondo semestre dell’anno scorso. ancora una volta, è como la città meno cara (si va dai 443 euro per un negozio con una vetrina, agli 829 euro richiesti per un locale con 4 vetrine), mentre la più cara è mantova con i suoi 2.857 euro richiesti per un affitto mensile di un negozio di 4 vetrine. va meno bene per il mercato dei capannoni, per il quale nomisma prevede un’ulteriore lieve contrazione di domanda e prezzi nell'anno in corso dopo quella già registrata nel secondo semestre del 2008

la crisi va in provincia
lanazione.ilsole24ore.com, sabato 24 gen 09
laprovinciadivarese.it, domenica 25 gen 09

il mercato immobiliare in provincia segna il passo. se a lucca, secondo un'inchiesta condotta dal quotidiano la nazione, i contratti di compravendita stipulati lo scorso anno sono ben 5.000 in meno rispetto al 2007, a varese i dati dell’agenzia del territorio fotografano un -14% nelle transazioni da gennaio a settembre. il risultato, nel caso di lucca, è la calmierazione dei prezzi (da 3.000 a 2.000 euro/m2 in periferia), mentre a varese si avverte un calo complessivo dei prezzi nell'ordine dell’8-10%. per uscire dal momento difficile tuttavia a la ricetta c'è, secondo claudio piccoli, che intravede nella professionalità degli addetti ai lavori e nella qualità delle soluzioni abitative le carte vincenti per la ripresa del mercato

brusca caduta del real estate in gran bretagna: -16,6% a gennaio 2009
times.co.uk, giovedì 29 gen 09

inizio d’anno negativo per il mercato del mattone d’oltremanica. secondo i dati diffusi da nationwide, la principale società di costruzioni britannica, gennaio 2009 si apre in negativo con un ulteriore diminuzione delle quotazioni di 1,3% rispetto al mese passato, portando i prezzi delle case a -16,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. nationwide tiene a sottolineare anche l’aspetto positivo: la diminuzione dell’1,3% registrata a gennaio è comunque inferiore al -2,5% di dicembre rispetto a novembre 2008. però - riconosce martin gahbauer, senior economy della società - anche se il trend trimestrale sembra essere in leggera ripresa è ancora troppo presto per poter sperare in una risalita decisa nel breve termine. anche la vendita di case ha registrato un deciso calo: record negativo a novembre 2008, con soli 27.000 concessioni di mutui e una irrisoria ripresa in dicembre. mentre infatti le domande d’acquisto tendono a risalire, gli istituti di credito rimangono restii a concedere mutui. secondo gahbauer, tre fattori spiegano questa situazione di stallo: la paura di impegnarsi in un contesto di recessione, le condizioni di prestito troppo restrittive e i prezzi delle case ancora troppo elevati rispetto agli stipendi. la soluzione? o si attende la fine della crisi, oppure bisogna sperare in interventi governativi che migliorino la disponibilità di credito da parte delle famiglie britanniche

patrimonio immobiliare italiano: i conti non tornano al fisco
l’unità, venerdì 30 gen 09

è di qualche tempo fa la notizia della prima mappatura del patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’agenzia del territorio. un lavoro difficile, quello di incrociare i dati del catasto con quelli dell’agenzia delle entrate. e così saltano fuori le prime contraddizioni, dovute soprattutto ai buchi delle banche dati delle due agenzie e a evoluzioni storiche e legislative che non sempre hanno agito in ugual modo su entrambe. così si arriva alla situazione attuale: secondo il database del catasto, sul territorio italiano sarebbero presenti 55 milioni di unità immobiliari, a fronte di 39 milioni di intestatari. stando invece agli archivi dell’agenzia delle entrate, i contribuenti sono 35 milioni. sarebbero quindi 4 i milioni di intestatari che sfuggirebbero al fisco. si tratta di cifre consistenti, se si considera che il settore immobiliare in italia vale da solo circa 3.500 miliardi di euro (dato relativo al patrimonio residenziale del 2005). nel 2007, il mattone ha riempito le casse del fisco di 36,6 miliardi di euro; di questi, il 31,26% (vale a dire circa 10 miliardi) sono garantiti dall’ici, il 20% da iva e irpef (con 7 miliardi di rendite ciascuna) e il 14% dall’imposta di registro (5 miliardi circa di entrate). a chiudere c'è l’imposta ipotecaria e catastale, con circa 3 miliardi e mezzo

le ultime sfide del mattone ecologico
il sole 24 ore, martedì 27 gen 09

importanti le anticipazioni emerse dal bau di monaco, il più importante salone europeo per le tecnologie edilizie. legno e materiali che favoriscono la ventilazione e la traspirazione delle case ecologiche rappresentano le principali tendenze nel mercato delle costruzioni ecocompatibili. non solo: collettori solari al posto degli scaldabagni elettrici, murature isolanti per proteggere gli interni dal clima caldo e secco dei mesi estivi, tecnologie intelligenti ed elettrodomestici "verdi" per ridurre gli sprechi di energia. soprattutto il messaggio che “bio” non è sinonimo di lusso in quanto il costo iniziale è ricompensato dai risparmi in termini di consumi energetici nel lungo periodo

prestiti immobiliari in caduta libera
denaro.it, mercoledì 28 gen 09

mutui in calo del 5,59% nel mezzogiorno per un erogato complessivo di 5.445 milioni di euro (nell'intera penisola la flessione è pari al 6,9 per cento). è quanto emerge dall'analisi sull'andamento dei mutui nel sud italia effettuata da unicredit consumer financing sulla base dei dati forniti dalla banca d'italia. secondo la ricerca "osservatorio mutui casa alle famiglie", si riduce il peso della campania il cui importo finanziato è ridotto del 4,85% sul totale nazionale rispetto al 5,23 per cento precedente (del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2007). a risentire di più della diminuzione dei mutui, la provincia di caserta (-22,5%) e di salerno (-18,5%). il calo delle erogazioni di mutui alle famiglie è il principale fattore legato al rallentamento del mercato immobiliare le cui compravendite sono calate del 14% nel 2008

Cos'è la felicita'?

In definitiva, la felicità risiede in un forte senso di sé. Non si
fonda sulle apparenze esteriori
né sulla vanità. Essa dipende da come vi sentite dentro; è una
profonda eco nella vostra vita.

Vivere con gioia, motivati da un profondo senso di missione, e
realizzare i nostri scopi:
questa è la felicità. Anche se indaffaratissime, le persone che vivono
così sono molto più
felici di quelle che hanno molto tempo disponibile ma si sentono vuote
dentro.

Daisaku Ikeda

mercoledì 28 gennaio 2009

Case, nelle grandi città prezzi subito in calo

di Alberto Annicchiarico

28 GENNAIO 2009

Arrivano dal mercato online i primi segnali di cedimento sul fronte dei prezzi per il mercato immobiliare italiano. I dati di gennaio 2009, elaborati da Immobiliare.it, leader degli annunci di settore con oltre 3 milioni di visitatori ogni mese e più di 8 mila agenzie attive nella vendita, dicono che negli ultimi sei mesi in tutte le dieci più grandi città italiane è stata registrata un'erosione della valutazione al metro quadro. Le previsioni più recenti - dopo un 2008 all'insegna del calo marcato delle compravendite ma con prezzi ancora stabili - parlavano di cali compresi tra il 2 e il 4% (Tecnocasa) fino al -6% complessivo messo nel conto da Gabetti.

Dall'evoluzione delle quotazioni rilevate in rete da Immobiliare.it emerge che la slavina è già cominciata, anche grazie, spiega l'amministratore delegato Carlo Giordano, «ad una motivazione maggiore alla vendita e a una grande offerta di nuovo in aree extra-urbane). Guidano i ribassi Roma con un -5,3% e un prezzo di 4.797 euro al metro, Venezia con -4,7% e 3.884 euro, Firenze (4.437 euro) e Bari (2.863) con -4,4 per cento (si veda la tabella per il quadro complessivo).

Mostrano maggior tenuta Milano (-1,6% ma addirittura solo -0,7% se si tiene conto dell'intera provincia) e soprattutto Torino (-0,5%) e Genova (-0,6%). I cali risultano più contenuti se si guarda anche ad altre province di grandi città, dove l'inerzia della dinamica dei prezzi si fa sentire insieme a una maggiore quantità di nuovo costruito extra-urbano: Roma -3,8%, Firenze -1,3%. In controtendenza, per minore offerta e incidenza delle nuove costruzioni, realtà come Croemano (+4,8%), Trieste e Como (+3,7%), Palermo (+2,2%) .

I prezzi però non dicono tutto. Negli ultimi sei mesi, spiega Giordano al Sole24Ore.com complessivamente «comprare casa è diventato più difficile». I motivi? «L'accesso al credito in forma di mutuo è stato drasticamente ridotto da parte delle banche, rendendo così difficile l'acquisto della casa a ampie fasce di popolazione. La discesa dell'indice di fiducia dei consumatori e il severo deterioramento delle "prefigurazioni future" - secondo un'analisi Eurisko tra un anno andrà ancora peggio - convince le persone a rinviare grandi investimenti come la casa di proprietà».

Risultato: il tempo di vendita medio si è allungato ulteriormente, passando da 4,3 mesi a 6,2 mesi. Ed ecco che quelli che hanno più necessità di vendere magari fanno uno sconto maggiore: secondo un focus group di Immobiliare.it su un panel di agenzie immobiliari, sul primo prezzo di richiesta si è passati da un 3-4% ad 5-6 per cento. Starsene alla finestra per qualche mese potrebbe voler dire fare migliori affari, quindi, ma non è il caso di aspettarsi un crollo del mercato.

«Con la debolezza e l'incertezza che regna sovrana su Borsa, fondi e perfino titoli di Stato (i rendimenti sono ai minimi, con il Bot a 6 mesi sotto l'1% netto, ndr) la casa - conclude Giordano - rimane un investimento sicuro e quindi il suo valore nel mercato rimane solido. Inoltre l'Italia non può essere paragonata, per esempio, alla Spagna, dove il raddoppio dell'offerta abitativa tramite nuove costruzioni nell'ultimo decennio si associa adesso a una caduta verticale delle quotazioni».

venerdì 23 gennaio 2009

notizie immobiliare - marco ramberti

bollettino di notizie immobiliari

venerdì 23 gennaio 2009, anno tre, numero 57 14.895 sottoscrizioni


mutui sotto il 4%, ma le banche non si adeguano
repubblica.it, giovedì 22 gen 09

il decreto legge anti-crisi fissa al 4% il tetto massimo da applicare ai mutui a tasso variabile. tuttavia molti utenti si ritrovano ancora a dover pagare rate a un tasso superiore, anche se al livello attuale dei saggi questa soglia non dovrebbe essere mai oltrepassata. come è possibile? mancano decreti attuativi, inoltre la circolare diffusa dal ministero del tesoro, che concede alle banche tempo fino a fine febbraio per adeguarsi alla disposizione di legge, "autorizza" gli istituti di credito a prendere tempo. nel frattempo se contrazione delle rate c'è stata, questa è dovuta alla caduta vertiginosa dell’euribor e non all’intervento degli istituti di credito tanto che mauro novelli, segretario generale dell'adusbef mette in guardia i consumatori invitandoli a prestare attenzione allo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. se questo è troppo alto vale la pena di rinegoziarlo. per novelli "è meglio che passare a un altro mutuo"

il 2009 è l'anno giusto per comprare
finanza e mercati, venerdì 23 gen 09

i venditori si mettano il cuore in pace: la corsa al ribasso dei prezzi delle abitazioni e la flessione delle compravendite proseguirà per tutto il 2009. queste le previsioni dell’ultimo report diffuso da hamptons international, colosso britannico dell’intermediazione immobiliare, che nello specifico prevede per il nostro paese un ulteriore ribasso delle compravendite di 30 punti percentuali, ribasso che va ad aggiungersi al crollo del 15% sofferto nel secondo semestre del 2008 e che porterà a un calo dei prezzi pari al 30%. in controtendenza solo milano, roma e il sud dell’italia, dove i prezzi degli immobili dovrebbero tenere. pessime le previsioni per il mercato immobiliare britannico che, dopo aver visto i prezzi delle case crollare del 25% nel secondo semestre dell'anno scorso, potrebbe dover affrontare un ulteriore deprezzamento delle abitazioni (-25%) nel 2009. appena più contenuti i cali pronosticati per india (-15/20%), oman (-15/20%), dove è previsto anche un calo dei canoni d’affitto, e dubai (-20%). per il marocco, invece, si parla di una diminuzione prevista per i prezzi degli immobili del 5-10%, che interesserà soprattutto zone turistiche come marrakech e tangeri

case: prezzi in caduta libera tranne a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09

l'analisi comparativa del sole 24 ore circa l'andamento dei prezzi degli immobili nelle principali città italiane tra il 2006 e il 2008 ha rilevato valori in discesa con picchi del -18%. firenze e torino le città che hanno risentito di più della crisi con quotazioni che sono andate giù in maniera decisa in alcuni quartieri (tra il -10% e -18% rispetto a due anni fa). meno generalizzati i cali nelle altre città, dove la retromarcia dei prezzi ha interessato soltanto alcune zone. a roma, per esempio, l'andamento negativo ha toccato la zona di piazza epiro (-16%), porta portese (-13%), aurelia-boccea (-9%) e appio latino (-6%) mentre altre aree registrano rincari. a bologna e genova prezzi in discesa tra il 5%-14% rispetto a due anni fa. crollate le quotazioni a napoli nei quartieri vomero-arenella (-15%) e montesanto (-8%). a palermo hanno preso la china discendente i quartieri del centro storico (-15%), pallavicino e montepellegrino-fiera (-12%), libertà (-8%). in questo contesto milano è l'unica città dove i prezzi sono stabili con aumenti contenuti in corso vittorio emanuele, solferino, porta romana, san siro, tito livio, sarpi-canonica e rubens-gambara

venti di crisi sul mattone polacco
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09

la crisi mondiale investe anche il mattone polacco. quella che fino a pochi mesi fa era considerata la tigre dell'est europa per il suo rapido sviluppo soprattutto nel mercato immobiliare (record delle compravendite nell'ordine del 50% nel 2007), segna il passo. tra i problemi che bloccano la crescita, le difficoltà ad ottenere un mutuo. le previsioni per il 2009 calcolano un 45% di invenduto (a settembre 2008 era pari al 19%) con una consistente caduta dei prezzi. a varsavia le quotazioni medie per le nuove abitazioni erano pari a 8.900 sloty (circa 2.350 euro/m2) nel terzo trimestre 2008, con prezzi che andavano livellandosi verso l'alto per via della riqualificazioni di ex quartieri operai divenuti improvvisamente trendy

banche/abi: meno prestiti ma anche mutui meno salati
virgilio.alice.it, venerdì 22 gen 09

a novembre 2008, i finanziamenti bancari alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, hanno registrato una contrazione annua del 2,2% contro un aumento del 10,2% di novembre 2007. una frenata dovuta alla netta flessione registrata nell'ultimo anno nel mercato immobiliare (-14% di compravendite secondo l'agenzia del territorio). il bollettino dell'associazione bancaria italiana (abi) di gennaio mette poi in rilievo come a dicembre il tasso sui mutui concessi alle famiglie, che stanno manifestando una preferenza per il fisso, sia tornato ai livelli di gennaio 2007, al 5,08%, quasi mezzo punto in meno rispetto a novembre (5,54%). un andamento "in linea con le indicazioni della Bce e con l'andamento delle condizioni del mercato interbancario" che, dopo le tensioni, sembra avviarsi verso una fase di normalizzazione

affitti in francia: corsa al rialzo o tendenza al ribasso?
le figaro.fr, giovedì 15 gen 09

notizie contrastanti quelle che provengono da oltralpe a proposito del mercato degli affitti francese. secondo la rete immobiliare century 21, l’aumento dei canoni di locazione a livello nazionale ha subito un deciso rallentamento, passando dal 5,1% di crescita media del 2005 al 2,1% di inizio 2008, per poi crollare di 2,4 punti percentuali a fine anno. il gruppo, inoltre, prevede che i canoni d’affitto possano continuare a scendere fino al 2012. all’opposto, fnaim ha previsto per il 2008 una crescita media degli affitti di 2,6 punti percentuali su base annua, confermando così una tendenza all’aumento che persiste ormai da dieci anni. ancora diversa l’opinione di michel mouillart, stimato professore di economia secondo il quale i canoni d’affitto continuano a crescere, ma comunque a ritmi inferiori rispetto agli anni passati e mantenendosi al di sotto del tasso d’inflazione. intanto, secondo gli ultimi dati diffusi dall’insee (l’istituto nazionale di statistica e di studi economici), l’irl (il tasso utilizzato per fissare l’aumento dei canoni d’affitto) è cresciuto del 2,83% nel quarto trimestre del 2008; ciò significa che i proprietari, al momento della rivalutazione annuale del bene, possono chiedere un aumento del prezzo dell’affitto pari al 2,83%, ma solo se tale possibilità è prevista nel contratto di locazione

tendenze nel mercato del lusso: la casa delle belle arti
milano e finanza, sabato 17 gen 09

l’ultima tendenza nel segmento delle abitazioni di pregio-lusso riguarda gli immobili tutelati dalle belle arti. secondo l’ultimo studio condotto da gabetti, il 47,5% degli acquirenti del settore ricerca soprattutto edifici dotati di elementi artistici (la facciata storica, gli interni d’epoca, gli affreschi, i mosaici e i pavimenti originali), situati nel centro storico delle città d’arte come roma, firenze, venezia, milano. si tratta di una tipologia abitativa votata all’esclusività, richiesta soprattutto da professionisti, imprenditori italiani e stranieri. secondo l’ufficio studi gabetti anche il mercato del lusso, pur avendo risentito meno della crisi rispetto ad altri settori, ha fatto registrare per il secondo semestre del 2008 una diminuzione sia del numero delle transazioni sia dei prezzi. nel capoluogo lombardo si registra la contrazione più sensibile (-12%); tengono solo le vie del quadrilatero della moda, dove per un immobile di lusso si può arrivare a spendere fino a 25mila euro al m2, 23mila se da ristrutturare. appena più contenuti i prezzi in altre zone molto ricercate come magenta (fino a 11mila euro al m2 per un appartamento di super-lusso, che possono scendere a 8mila se da ristrutturare), brera (9.500 euro/m2 ristrutturato; 8mila da ristrutturare) e porta venezia (dove non si scende mai al di sotto di 7.500 euro /m2). quanto ai canoni d’affitto annuali, si passa da un massimo di 360 euro/m2 richiesti nel quadrilatero della moda, a un minimo di 200 euro/m2 in zona magenta. la contrazione delle quotazioni è stata invece più contenuta nella capitale (-6%), dove per un’abitazione di lusso nelle zone esclusive di piazza di spagna e piazza navona si può arrivare a spendere 25mila euro/m2, 23mila o 20mila se da ristrutturare. i canoni d’affitto annuali più elevati si registrano invece in via tre orologi (360 euro/m2) mentre in piazza navona e piazza di spagna difficilmente superano i 300 euro/m2

italia, aumentano gli investimenti nel mattone nel IV trimestre 2008
finanza e mercati, venerdì 16 gen 09

secondo l’ultimo studio condotto da cb richard elllis, società internazionale di consulenza , nel nostro paese gli investimenti nel mattone sono cresciuti del 182% nell’ultimo trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, raggiungendo quota 2,61 miliardi di euro. il merito sarebbe da imputare ai fondi lanciati dalle due principali banche italiane, unicredit e sanpaolo, per un totale di 1,65 miliardi di euro, più della metà dell’investimento complessivo. trimestre positivo anche per l’immobiliare francese, dove gli investimenti sono aumentati del 13% per toccare quota 2,8 miliardi, e per il mercato tedesco, forte dei 3,8 miliardi di euro investiti con una crescita media del 2%. si tratta però delle uniche note positive in un mercato europeo che ha visto i propri investimenti nell’immobiliare soffrire una perdita del 29% e fermarsi a 19,5 miliardi di euro. fanalino di coda sono l'area scandinava (-77% a 2 miliardi), la spagna (-43% a 814 millioni) e il regno unito (-7% a 4,9 miliardi)

in italia cresce il rischio insolvenza
il mattino, domenica 18 gen 09

l’allarme è lanciato dall’ultimo rapporto censis, relativo al primo semestre del 2008: il 12,5% delle famiglie italiane che hanno contratto un mutuo sono a rischio insolvenza. secondo il rapporto, tra queste famiglie solo il 3% si troverebbe in vero pericolo, non avendo rispettato le scadenze delle rate; il 9,7% dichiara invece grandi difficoltà nel pagamento, pur riuscendo ancora per il momento a rispettare i termini, mentre il 30% lamenta solo “qualche difficoltà”. appena più positiva la situazione sul fronte del credito al consumo, dove solo il 5,6% delle famiglie che hanno contratto finanziamenti si trovano in difficoltà, mentre il 70% ammette di non avere particolari problemi nel rispettare le scadenze rateali

quanto varrebbe la casa bianca se fosse in vendita?
zillow.com, lunedì 19 gen 09

barack obama, primo presidente afroamericano degli stati uniti, già risiede nella casa più famosa del mondo: la casa bianca. gli esperti di zillow.com, uno dei principali portali immobiliari degli stati uniti, hanno provato a stimarne il valore di mercato. la casa bianca, costruita in otto anni, tra il 1792 e il 1800 costò 232.372 dollari. il suo attuale valore di mercato - secondo gli esperti - sarebbe di 308.058.000 dollari (circa 232.661.000 euro)

torna di moda il mutuo a tasso variabile
il messaggero, venerdì 16 gen 09

in soli 3 mesi l'euribor si è più che dimezzato toccando quota 2,51% (a ottobre era al 5,39%). in soldoni una riduzione della rata mensile pari a 175-180 euro con un risparmio annuo per le famiglie pari a 2mila euro. ai tassi attuali il "bonus" può addirittura salire quanto più lunga è la durata del mutuo e dell'importo finanziato. per esempio, lo sconto può toccare i 330 euro/mese per chi ha un prestito a 30 anni di 200mila euro. dunque il mutuo a tasso variabile potrebbe tornare di moda anche per via delle tante soluzioni paracadute introdotte dai governi per far fronte ai continui rialzi del costo del danaro operati dalla banca centrale europea. dal primo gennaio è entrata in vigore la disposizione contenuta nel decreto anti-crisi che introduce un tetto del 4% alle rate del mutuo a tasso variabile al di sopra del quale interviene lo stato accollandosi la differenza degli interessi; dal 2007 c'è la portabilità del mutuo (introdotta da bersani-governo prodi) che permette di trasferire il mutuo ad un'altra banca a condizioni migliori; infine, da gennaio sono disponibili mutui ai tassi bce, con il vantaggio di una maggiore stabilità rispetto a quelli indicizzati euribor, ma anche degli spread più salati compresi tra l'1,5% e il 2%

Crisi

Il termine "crisi" - dal greco krisis (separazione, scelta, giudizio, decisione, usato nel contesto medico, teol. e giur.) - fu utilizzato in it. a partire dall'inizio del XIV, in franc. dal XVII e in ted. dal XVIII sec., per caratterizzare dapprima situazioni militari, poi anche politiche, che esigevano una decisione, risp. interventi concreti da parte degli attori coinvolti. Da allora, diagnosticare una crisi serve anche a giustificare un intervento; allo stesso modo, gruppi d'interesse, attraverso i loro discorsi, possono creare crisi reali o fittizie al fine di realizzare i propri obiettivi. Nell'epoca delle rivoluzioni il concetto esprimeva, nella filosofia della storia, "una nuova esperienza del tempo", e costituiva "il fattore e l'indice di un cambiamento di epoca" irripetibile, che modificava la storia in maniera "fondamentale" (Reinhart Koselleck). Nello stesso tempo, il termine veniva sempre più utilizzato, anche in altri campi scientifici e nel linguaggio corrente, per indicare situazioni problematiche di ogni genere, irrisolvibili con le tradizionali tecniche di soluzione dei problemi e che esigevano strategie specifiche di gestione. Tali situazioni possono essere uniche, ripetersi o raggiungere lo stadio di crisi croniche. A seconda del punto di vista dell'osservatore, esse possono essere giudicate come positive o negative. Le teorie delle crisi, sviluppate dalla sociologia e poi recepite dalla storia, cercano di spiegare le cause, lo sviluppo e le possibilità di porre termine alle crisi sociali e politiche. Le crisi sono concepite come perturbazioni delle relazioni all'interno di un sistema (o ambiente), capaci di mettere in pericolo la sopravvivenza dello stesso sistema o di una parte importante delle sue strutture. Questa impostazione fa sì che nelle discussioni sociologiche vengano messi in primo piano i problemi che riguardano l'adattamento del sistema al mondo contemporaneo, della stabilità e del cambiamento, della complessità crescente e del modo in cui è affrontata, e ci si concentri sui conflitti sociali che ne scaturiscono.
Nel XIX sec. la nozione di crisi venne utilizzata anche in contesti economici, in sostituzione di espressioni più vecchie quali ricaduta o ristagno. Per Crisi economica in senso stretto si intende la svolta brusca nel ciclo della Congiuntura , che passa dall'espansione alla recessione in un quadro di fallimenti, forti cadute dei corsi borsistici e sensibile diminuzione dei prezzi. Tuttavia, nel linguaggio corrente e storico, la crisi non indica unicamente il breve lasso di tempo della svolta congiunturale, ma anche il seguente periodo di depressione. Durante l'epoca preindustriale le Crisi demografiche ed economiche erano sovente causate da catastrofi naturali, epidemie (anche epizoozie), cattivi raccolti, guerre ecc. (Crisi del tardo Medioevo ), alcune volte da speculazioni, più frequenti con l'avvento dell'industrializzazione (ferrovie, miniere ecc.). A causa dei rapidi cambiamenti delle tecniche e delle condizioni di produzione, interi settori persero la loro competitività ripetutamente e in brevissimo tempo; nel mondo politico ed economico tali fenomeni sono definiti crisi strutturali. In seguito alla crescente interdipendenza delle economie nazionali e del costituirsi di un mercato mondiale, le crisi economiche in uno Stato si ripercuotono spesso direttamente anche su altri Stati o sul mondo intero, come è spesso avvenuto dalla metà del XIX sec. Verso la fine del XX sec. la dipendenza intern. è ulteriormente aumentata.
Le crisi politiche e sociali sono variamente collegate a quelle economiche. Carestie persistenti provocarono la messa in discussione dei poteri legittimi e lo scoppio di rivolte già molto prima dell'età moderna. In senso inverso, grandi crisi sociali o politiche sfociano in crisi economiche, perché, quando il futuro appare incerto, di regola gli investimenti diminuiscono trasformando così le crisi politiche in crisi economiche.
Fino agli anni 1970-80 la storiografia sviz. non prestò molta attenzione allo studio delle crisi, perché considerava l'ininterrotta continuità territoriale e politica del Paese come la sua caratteristica per eccellenza. La storiografia coltivò la tesi riduttiva secondo cui il "caso particolare" (Sonderfall) della Svizzera si basava su sottili e ponderate strategie di superamento dei conflitti grazie alle quali era stato garantito il mantenimento dell'"unione nelle diversità". In questa visione della storia, le crisi, come punti di svolta dello sviluppo storico e fasi di rottura nella vita sociale, trovarono poco spazio.
Questi fenomeni, trascurati per molti anni dai grandi rappresentanti della storiografia nazionale, attirarono comunque l'attenzione di singoli studiosi, che, almeno agli inizi, occupavano una posizione piuttosto marginale. Siccome l'attualità di una crisi stimola lo studio delle crisi del passato, la moltiplicazione di studi dedicati a questo argomento è esso stesso indice di periodi difficili; le date di pubblicazione delle opere cui si fa qui riferimento permettono di costruire un "calendario delle crisi" sviz.: vi figurano, come epoche di cambiamento sociale accelerato o innovatrici, il decennio 1890-1900, i primi anni 1920-30 e 1930-40 e gli anni 1970-80.
Jacob Buckhardt distingue nel processo storico tra "influssi e intrecci progressivi e costanti delle grandi potenze mondiali" e "processi accelerati" o "crisi storiche", durante le quali si realizzano in poche settimane evoluzioni che solitamente avrebbero bisogno di sec.; egli dunque differenzia lo stato di crisi da quello normale, che comunque non deve necessariamente essere privo di conflitti. La fenomenologia della crisi di Burckhardt si basa sull'analisi della Rivoluzione franc. del 1789. Centrale è per lui il carattere contagioso della crisi, che investe cerchie sempre più ampie, si trasmette in tutte le relazioni sociali e infine mette in discussione anche il potere politico. Tipico di questo processo non è solo il pessimismo, che Burckhardt ricollega alla restaurazione, alla fine della Rivoluzione franc., di un nuovo ancien régime, ma anche il potenziale creativo che si osserva quando le "barriere sono state abbattute o sono in procinto di esserlo". Va tuttavia notato che Burckhardt non ha esposto in modo preciso il concetto di crisi e nemmeno lo ha applicato empiricamente alla Svizzera.
Durante il periodo fra le due guerre mondiali la discussione sulle crisi fu rilanciata da esponenti molto marcatamente di sinistra o di destra. All'immagine di una storia armoniosa improntata alla continuità proposta dagli storici vicini al radicalismo, il politico socialista Robert Grimm oppose una concezione orientata sulle teorie di Karl Marx, secondo cui il motore del processo storico era la lotta di classe e il suo inasprimento, che culminava nelle crisi rivoluzionarie. La lotta dei Conf. per la libertà, la nascita delle corporazioni, la Riforma e la guerra dei contadini, l'Elvetica e la fondazione dello Stato fed. sarebbero il risultato delle lotte di classe motivate da interessi economici, durante le quali avverrebbe, sotto forma di crisi, la transizione da una forma di società a quella successiva. In questo contesto, Grimm interpretò coerentemente lo sciopero generale del 1918 e la stabilizzazione conservatrice che fece seguito alla sua repressione come crisi della democrazia liberale in fase di transizione verso un regime autoritario.
Anche l'interpretazione della storia della Svizzera proposta dall'intellettuale di destra Gonzague de Reynold si inserì nel contesto della "crisi del liberalismo". Egli contestò la concezione lineare del progresso sostenuta dalla storiografia liberale e rifiutò categoricamente le idee del 1789: il "democratismo" importato dall'estero, responsabile dei sovvertimenti del 1789 e del 1848, avrebbe reso estranea la Svizzera a se stessa e aperto un abisso fra il "Paese legale" e il "Paese vivente". La Svizzera, "resa malata" dalla cesura con la tradizione della Conf. prerivoluzionaria, avrebbe avuto bisogno di un uomo che, basandosi sulla fam. cristiana e sulle strutture dello stato corporativo, l'avrebbe condotta fuori dalla crisi. De Reynold definì la crisi come quel "decisivo lasso di tempo in cui matura una svolta della quale nessuno sa se sarà salutare o nefasta"; con questa definizione, orientata al concetto medico di crisi (ossia la fase decisiva di una malattia), de Reynold restò fedele al suo modello organico della società. Non mancò però di sottolineare che la storia è un processo aperto e si distanziò dal credo liberale del progressivo perfezionamento dei rapporti all'interno della nazione.
Diversamente dall'attacco di Grimm, che passò quasi inosservato, l'analisi di de Reynold provocò violenti proteste da parte dei liberali e della sinistra. La maggior parte degli storici si concentrò - soprattutto negli anni della difesa spirituale del Paese - sull'esposizione di un cammino rettilineo della Svizzera; sentendosi chiamati a definire un'identità nazionale, non ritenevano di potersi occupare sistematicamente di crisi.
Fu solo nel 1968 che a questa visione storica così piatta venne opposta un'altra prospettiva che riprese il concetto di "malaise elvetica" espresso alcuni anni prima nel campo borghese e, sotto l'influsso della Scuola di Francoforte, lo interpretò in chiave neomarxista. La crisi della "società tardoborghese" fu analizzata sullo sfondo di una concezione della storia che si distanziava esplicitamente dalla semplice elencazione e narrazione di fatti storici, e intendeva per contro spiegare e chiarire non solo il passato ma anche il presente. Secondo questa concezione, la crisi non era un prodotto del caso ma una conseguenza del tardo capitalismo: era il risultato delle contraddizioni fra le forze produttive dinamiche e le condizioni di produzione statiche, soggette a bruschi adattamenti nel corso del processo storico.
L'approccio creativo con il marxismo avviò, a partire dagli anni 1970-80, un'apertura della storia nei confronti della sociologia, che si tradusse in un interesse crescente per i fenomeni di crisi. Negli anni 1980-90 Hansjörg Siegenthaler sviluppò un modello del Mutamento sociale che pone sistematicamente in relazione crescita economica e crisi sociali: la crescita economica provoca inevitabilmente rotture nella società perché causa disparità nell'evoluzione dei prezzi, un aumento della mobilità sociale e tensioni nel sistema delle norme e degli status. Gli attori individuali e collettivi perdono di conseguenza la fiducia nei modelli di riferimento esistenti, il che frena le attività orientate verso il futuro e in particolare gli investimenti. Contemporaneamente si apre il "mercato delle idee" e le diverse interpretazioni della realtà inaspriscono i conflitti sociali. Dopo un periodo ricco di conflitti e caratterizzato da processi di integrazione ed esclusione riescono a sopravvivere solo quegli attori in grado di creare un nuovo insieme stabile di idee e istituzioni. Il modello distingue dunque due "stati di aggregazione" delle società moderne: da un lato la fase normale, strutturalmente determinata, in cui l'orientamento stabile favorisce la crescita economica e i conflitti sociali vengono risolti nel quadro delle istituzioni previste a tale scopo; dall'altro la fase di crisi, più breve, durante la quale vanno faticosamente create le nuove strutture.
È possibile fondare il modello su basi microsociologiche se si premette che l'azione sociale dipende dalle interpretazioni del mondo, di cui gli attori collettivi sono i mediatori. Partendo dalla considerazione che gli attori sociali devono sottoporre il mondo a un'interpretazione intersoggettiva, Kurt Imhof e Gaetano Romano hanno ampliato il modello di Siegenthaler, nel quadro della teoria della comunicazione, attribuendo ai discorsi pubblici la genesi e la riproduzione delle visioni del mondo. Nei diversi luoghi in cui si esprime l'"opinione pubblica" vengono prodotti modelli interpretativi e orientativi, costruite identità proprie e altrui, e viene stabilita una capacità di definizione politica. Questo processo necessita tuttavia di tempo, perché i processi di modernizzazione menz. svalutano i modelli interpretativi esistenti, creano spazi per movimenti concorrenti e nuovi media, che a loro volta modificano l'opinione pubblica. Si può dunque descrivere il cambiamento sociale come una sorta di crisi che provoca una mutazione strutturale dell'opinione pubblica.
Questo approccio, che considera la storia moderna della Svizzera come una successione di processi di crisi e di stabilizzazione, è stato applicato a più riprese, in particolare nelle recenti ricerche sullo Stato fed. Temi quali la questione europea, le tensioni fra le regioni linguistiche e le discussioni sulla Svizzera durante la seconda guerra mondiale (anni 1990-2000) hanno costantemente rafforzato l'interesse degli storici per il fenomeno delle crisi.