il mattone barcolla ma non crolla
il corriere della sera, lunedì 2 feb 09
il mattone italiano barcolla ma non crolla. questo in sintesi il pensiero di guido lodigiani di gabetti, a corollario dei dati relativi all'ultimo semestre 2008 rilevati dall'ufficio studi gabetti. il perchè è dovuto all'offerta non elevatissima di case e non ci sarebbe, sempre secondo lodigiani, il pericolo di vedere il mercato inondato di immobili di mutuatari non più in grado di pagare il loro debito. il calo dei prezzi comunque c'è (-4% a roma, -5% a milano) e potrebbe proseguire nel 2009, soprattutto nelle aree periferiche delle grandi città, per via del calo delle erogazioni di finanziamenti scese sensibilmente nel terzo trimestre dell'anno scorso, un trend destinato a proseguire nell'anno in corso nonostante i tagli della banca centrale europea (bce), sui tassi d'interesse. sul mercato a regnare è l'incertezza dovuta al particolare momento economico che porta i potenziali acquirenti a chiedersi: perchè comprare oggi una casa che domani potrei pagare meno? e le banche: perchè dare oggi un mutuo con una garanzia ipotecaria che domani potrebbe valere meno? in questa situazione i prezzi nel 2009 continueranno a scendere, ma senza i crolli a due cifre registrati in altri paesi europei. le peggiori performance nelle periferie delle grandi città (-5% a milano), ma le zone centrali terranno o perderanno poco (fino a un massimo del -3%)
le case non si vendono più. nel lazio è boom di ristrutturazioni
la repubblica, martedì 3 feb 09
le ultime stime nomisma sul mercato immobiliare laziale registrano un calo delle compravendite nel 2008 nell'ordine del 17%. si va dal -12% di viterbo al 20% di roma. ciononostante i prezzi non hanno seguito il trend a ribasso delle transazioni per le resistenze dei proprietari a ridurre le loro pretese. intanto la banca d'italia ha confermato il ribasso dell'erogazione dei mutui diminuiti del 12,5% nei primi 9 mesi dell'anno scorso. il risultato di tutto questo è un mercato in stallo dove l'unica voce che cresce è quella relativa ai prestiti per ristrutturazione. di fronte all'impossibilità di cambiare casa, infatti, molti proprietari preferiscono ristrutturare la vecchia casa
anche i box pagano lo scotto della crisi
finanza & mercati, martedì 3 feb 09
il valore dei box e dei posti auto è sceso rispettivamente dello 0,9% e dello 0,8% nel primo semestre del 2008. è quanto emerge dall'analisi di tecnocasa condotta a livello nazionale. nulla di drammatico anche se in città come genova e napoli si è assistito a ribassi importanti, nell'ordine del 5%. tra i fattori che hanno determinato tale flessione, il rallentamento della domanda dei consumatori per ridurre l'investimento nell'abitazione e l'aumento dell'offerta di queste tipologie soprattutto nelle grandi città
cina, un rimborso sulle tasse per rilanciare il mercato immobiliare
wsj.com, giovedì 5 feb 09
chongqing è una città della cina sud occidentale che sta scatenando in questi giorni uninteressante dibattito immobiliare. per far fronte alla crisi, il governo locale ha proposto un piano che prevede il rimborso del 40% delle tasse sul reddito dei nuovi detentori di un mutuo, fino al 2012. i sostenitori del programma sottolineano come liniziativa potrebbe dare linfa nuova al mercato immobiliare, importante indicatore del potere dacquisto dei consumatori. non è altrettanto entusiasta il governo centrale: il rimborso delle tasse priverebbe le casse statali di una grossa fetta dei fondi previsti per risanare leconomia cinese globale. il timore principale è che altre grosse città possano seguire lesempio di chongqing, che se ha pensato di agire in questo modo è anche perché ha sofferto la crisi immobiliare in modo più sensibile. se infatti, nel 2008, i prezzi delle abitazioni sono calati mediamente nel paese dello 0,4%, a chongqing il crollo è stato del 4,9% su base annuale
gran bretagna, la banca centrale taglia ancora i tassi
times.co.uk, giovedì 5 feb 09
i dati ufficiali pubblicati lo scorso mese parlano chiaro: non solo la gran bretagna è in recessione, ma nellultimo quadrimestre del 2008 il prodotto interno lordo è precipitato di 1,5 punti percentuali. se poi a questo si aggiungono le infelici previsioni del fondo monetario internazionale, che parlano di unulteriore caduta delleconomia inglese del 2,8% nel 2009, si comprendono i motivi che hanno portato la banca dinghilterra alla decisione di tagliare i tassi d'interesse di un ulteriore 0,5%, portandoli a quota 1%. non appena gli istituti di credito si adegueranno, 3,6 milioni di cittadini britannici che hanno contratto un mutuo a tasso variabile ancorato al tasso applicato dalla banca dinghilterra, potranno godere nei prossimi mesi di un sensibile risparmio. per fare un esempio, chi ha contratto un prestito di 100mila sterline, beneficerà di un risparmio di 40 sterline mensili. e gli esperti avvertono: la banca dinghilterra potrebbe continuare la corsa al ribasso
bioedilizia: è partita la rivoluzione verde
affari e finanza, lunedì 2 feb 09
ormai non si tratta più di un capriccio per singole unità abitative: la rivoluzione verde si estende ai condomini, i grattacieli, interi territori. una nuova consapevolezza nutrita dalla crescente attenzione per l'ambiente. non è solo un discorso di etica, ma anche di risparmio energetico, fino al 20%, sul lungo periodo. e i progetti si sprecano: a chicago è grande lattesa per la clean tower, una torre che sfrutterà lenergia del vento per garantire lautosufficienza energetica. a dubai sorgerà invece la dynamic tower, grattacielo formato da 68 piani, ciascuno dei quali in grado di ruotare indipendentemente dagli altri. in questo caso, lenergia necessaria alle attività delledificio deriverà, oltre che dalle turbine eoliche e dai pannelli solari, anche dal movimento autonomo dei piani. anche nel nostro paese non mancano iniziative degne di nota: a milano, la riqualificazione del quartiere porta nuova prevede la creazione di una sorta di bosco verticale, con le piante che correranno lungo le pareti delledificio, ulteriormente arricchito da un nuovo parco circostante di 90mila m2
ance, 200mila posti in meno nel settore edile per il 2009
finanza & mercati, venerdì, 06 gen 09
nel 2009 si costruirà di meno. la crisi ridurra del 3% gli investimenti privati e del 4,7% quelli pubblici. per la ripresa bisognerà attendere il 2011 secondo le previsioni di assoimpredil-ance espresse a margine del "made expo", la fiera dell'architettura di milano. il quadro non è roseo soprattutto se rapportato alla realtà europea. in italia la contrazione sarà infatti del 5% rispetto ai cali dell'1,5% della francia e del 2% del regno unito. peggio farà soltanto la spagna, con una flessione del 15%. per rilanciare il comparto i costruttori auspicano uno snellimento delle prassi amministrative e maggiori investimenti nelle infrastrutture. secondo il presidente di assimpredil-ance claudio de albertis quello delle costruzioni è un settore che vedrà una perdita di posti di lavoro stimata in 200.000 unità alla fine del 2009
ulteriore caduta dei prezzi per le case di lusso londinesi
times.co.uk, lunedì 2 feb 09
a gennaio, i prezzi delle case più esclusive di londra hanno sofferto la seconda peggior caduta di tutti i tempi, come risultato della crisi finanziaria globale. il prezzo medio di una casa valutata più di un milione di sterline ha perso 3,7 punti percentuali rispetto al mese precedente, secondo knight frank. negli ultimi 12 mesi i prezzi sono crollati del 21%, la caduta maggiore della storia, secondo la consulente
la casa? investimento sicuro
il corriere della sera, lunedì 2 feb 09
la casa è un investimento che si rivaluta nel tempo. lo rivela uno studio condotto da corriere economia sui dati dell'ufficio studi ubh relativi ai valori immobiliari dal 1984 ad oggi. in 25 anni i valori immobiliari si sono triplicati passando attraverso fasi di crescita (1992, quando i valori degli immobili salirono più del 15% in un anno) e di decrescita (-16,2% nel 1993). tuttavia per un investimento profittevole nel mattone bisogna comprare al momento giusto. chi ha comprato nel 1996, ad esempio, ha messo a segno una rivalutazione del 56,5% sull'inflazione (4 punti e mezzo l'anno), al contrario, chi ha comprato ai massimi del 1992 deve registrare una perdita del 6,1. ma si tratta dell'unico dato negativo emerso da un'analisi in cui a prevalere è il segno più e gli immobili si rivalutano con un passo più veloce del tasso d'inflazione
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venerdì 6 febbraio 2009
sabato 31 gennaio 2009
secondo covegno REMAX TEAM
PER IL 2° ANNO CONSECUTIVO LA re7MAX TEAM HA AVUTO IL PIACERE DI OSPITARVI I OCCASIONE DELL’ANNUALE CONFERENZA SUL MERCATO IMMOBILIARE IMMOBILIARE PER CONDIVIDERE INSIEME
LA CHIAVE DEL SUCCESSO NEL NOSTRO LAVORO : LA COLLABORAZIONE .
TROVARSI INSIEME E’ UN’INIZIO
RESTARE INSIEME UN PROGRESSO
LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO !
QUASI IL 40 % DEL NOSTRO FATTURATO IN QUEST’ANNO E’ STATO REALIZZATO E RAGGIUNTO GRAZIE ALLA COLABORAZIONE CON COLLEGHI NON REMAX.
LAVORARE INSIEME E’ VINCERE INSIEME!
La REMAX TEAM nel 2008 ha raggiunto gli obiettivi che si era preposta e ha quasi quadruplicato il suo valore.
Oggi RE/MAX team si configura come uno Studio associato di imprenditori con un forte senso di responsabilità, che svolgono la loro professione tutti i giorni con un respiro internazionale.
Noi imprenditori italiani, siamo forse lontani dalla perfezione astratta dei modelli matematici e dalle vertiginose sofisticazioni finanziarie del mondo anglosassone, ma ci assumiamo quotidianamente responsabilita’ all’interno delle nostre aziende, promuovendone la diffusione e sostenendone con prudenza la crescita. Forse anche per questo il terribile contagio che la crisi internazionale sta spargendo nel mondo trova in Italia qualche anticorpo in più.
Certo, anche il nostro modello originale di sviluppo ha bisogno di imprenditori che non perdano nel tempo la voglia di rischiare, che sappiano adattare le proprie competenze ai crescenti bisogni dei clienti, alle mutevoli condizioni del mercato, alle necessita’ dell’azienda e alla continua legiferazione.
La REMAX TEAM ha inoltre arricchito il modello classico di azienda immobiliare con figure professionali di provenienza diversa dal settore stesso, con una moltitudine di esperienze diverse da quelle strettamente rivolte alle case. Se guardate i curricula dei nostri consulenti vi sorprenderete della varietà dei loro percorsi ma anche dalla logica che li ha condotti a lavorare insieme.
In virtu’ della loro diversa formazine, queste persone sono naturalmente predisposte a importare nell’azienda cambiamenti culturali prima ancora che organizzativi, di mentalita’ prima ancora che di comportamenti operativi.
Questi in primo luogo sono il segreto del nostro modo speciale di lavorare, la loro irripetibile miscela, il loro essere unici.
L’impresa è un organo vincente se non viene considerata una macchina.
L’impresa e’ un essere vivente fatto di persone, un sistema AUTOPOIETICO, che come tale mantiene la propria esistenza nel tempo attraverso la propria capacita’ di auto generarsi.
INNOV - ACTION e’ il neologismo che MOSTRA la visione della REMAX TEAM nel 2009.
INNOVAZIONE E AZIONE.
IL 2008 e’ stato ufficialmente dichiarato un anno di recessione, la crisi e’ trasversale, i dati sono terrorizzanti.
Ma il nostro modo di Essere, il nostro sistema, vince quando il periodo e’ florido e VINCE ancora di piu’ in frangenti di marcato come questo.
Nella famosa crisi del 29 (di cui tanto si parla) molti sono falliti, e molti hanno costruito le loro fortune.
L’ITALIA DEL CINQUECENTO saccheggiata dagli eserciti stranieri, raggiunse i vertici della cultura e dell’arte col Rinascimento.
La crisi fa pulizia delle scorie e fa brillare l’eccellenza.
LA REMAX TEAM vuole essere OGGI l’azienda che rappresenti davvero il nuovo mercato immobiliare, che sia davvero al servizio dei clienti e dei MIGLIORI PROFESSIONISTI IMMOBILIARI DI ROMA.
La remax team Non e’ mai stata e non sara’ mai preconfezionata, pronta all’uso. Dovra’ essere costruita basandosi sul meglio delle nostre tradizioni e tenendo conto del passato, del presente e del futuro.
Periodicamente avremo bisogno di capire come siamo arrivati a essere quelli che siamo, e dovremo ricordare a noi stessi che proprio grazie alle nostre differenze, ai nostri obiettivi condivisi, speranze e sogni comuni, abbiamo un legame tra noi che ci salda e ci salva.
Se noi consulenti immobiliari REMAX E NON, restiamo profondamente individualisti, e’ nostro dovere ricordare che l’ndividualismo che ci caratterizza e‘ sempre stato legato a una serie di valori Comuni, il collante da cui dipende il benessere di ogni societa’.
Diamo valore all’etica, al lavoro di squadra, alla nostra professionalita’ e DIAMO VALORE ALLA COSTELLAZIONE DI COMPORTAMENTI CHE ESPRIMONO IL NOSTRO RISPETTO RECIPROCO: onesta’, equita’, umilta’, gentilezza, cortesia e.. perche no... gioia.
Siamo un impresa commerciale: piu’ siamo, piu’ siamo soddisfatti, piu’ guadagnamo, piu’ possiamo avere le risorse per migliorare il nostro settore, piu’ possiamo soddisfare le necessita’ dei nostri clienti, piu’ possiamo dare opportunita’ di crescita professionale ed economica ai professionisti che ci lavorano..
È necessario costruire e ampliare una rete intrisa di considerazione e di sostegno reciproco, invece di ritirarsi nel proprio guscio, o sparlare del collega che lavora accanto a noi, ognuno di noi deve uscire e Contribuire attivamente alla prosperità e al miglioramento dell’ intera società se vuole migliorare il proprio nido.
...
il cuore della REMAX TEAM e’ l’esperienza e il tempo.
Praticare la «pazienza strategica», non aver fretta di realizzare LE STRATEGIE nell’immediato, far tesoro delle migliori idee e svilupparle nel corso del tempo.
Pazienza strategica non significa lentezza (e chi mi conosce lo sa bene), bensì essere in grado di individuare tempestivamente il momento migliore per sviluppare con rapidità processi e nuovi servizi, mettendoli sul mercato e testandoli con lo stesso.
Il consulente immobiliare REMAX TEAM e’ coinvolto nella scelta e progettazione dei prodotti e dei servizi per i clienti e per tutti consulenti che ci lavorano... condividendo l’esperienza con tutta l’azienda fino a tracciare una mappa corretta dell'ambiente circostante per definire e sviluppare strategie di successo.
Per fare questo è essenziale essere in costante contatto, osservazione, ascolto e intimità col cliente.
Occorre immaginare un sistema aperto, un circolo virtuoso che consenta di generare innovazione adottando modalità organizzative e sistemi informativi nuovi e flessibili.
Ma qual è la nostra cultura organizzativa per attrarre i migliori talenti e creare il circolo virtuoso dell’innovazione?
Per Noi Ancora una volta al centro di tutto c’è il tempo e la sua gestione.
Il nostro impegno nella formazione volge proprio a questo. Partendo da saldi processi aziendali, che ci proteggono, Sviluppare un sistema che sia un trampolino di lancio per l’innovazione, unica costante dei nostri giorni.
Consentire che ognuno abbia del tempo, un budget di ore definito da gestire per potersi occupare di idee innovative. Tutto questo però implica un metodo di lavoro dove la valutazione finale dei risultati e le successive proposte vengano subito elaborati.
L’errore non costituisce un male da fuggire, ma piuttosto un fattore necessario... NOI promuoviamo l’errore a valore.
Io, a volte, genero...caos e disordine ... proprio il contrario dell’efficienza, per sviluppare quante più innovazioni possibili....
....sbagliare e dall’errore capire e ricostruire, per apportare qualcosa di sempre piu’ innovativo in linea con le esigenze del mercato odierno E OLTRE.
Quindi sbagliate. Sbagliate sbagliate... ma SBAGLIATE sempre meglio E traetene vantaggio. Per voi e per la collettivita’.
LA CHIAVE DEL SUCCESSO NEL NOSTRO LAVORO : LA COLLABORAZIONE .
TROVARSI INSIEME E’ UN’INIZIO
RESTARE INSIEME UN PROGRESSO
LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO !
QUASI IL 40 % DEL NOSTRO FATTURATO IN QUEST’ANNO E’ STATO REALIZZATO E RAGGIUNTO GRAZIE ALLA COLABORAZIONE CON COLLEGHI NON REMAX.
LAVORARE INSIEME E’ VINCERE INSIEME!
La REMAX TEAM nel 2008 ha raggiunto gli obiettivi che si era preposta e ha quasi quadruplicato il suo valore.
Oggi RE/MAX team si configura come uno Studio associato di imprenditori con un forte senso di responsabilità, che svolgono la loro professione tutti i giorni con un respiro internazionale.
Noi imprenditori italiani, siamo forse lontani dalla perfezione astratta dei modelli matematici e dalle vertiginose sofisticazioni finanziarie del mondo anglosassone, ma ci assumiamo quotidianamente responsabilita’ all’interno delle nostre aziende, promuovendone la diffusione e sostenendone con prudenza la crescita. Forse anche per questo il terribile contagio che la crisi internazionale sta spargendo nel mondo trova in Italia qualche anticorpo in più.
Certo, anche il nostro modello originale di sviluppo ha bisogno di imprenditori che non perdano nel tempo la voglia di rischiare, che sappiano adattare le proprie competenze ai crescenti bisogni dei clienti, alle mutevoli condizioni del mercato, alle necessita’ dell’azienda e alla continua legiferazione.
La REMAX TEAM ha inoltre arricchito il modello classico di azienda immobiliare con figure professionali di provenienza diversa dal settore stesso, con una moltitudine di esperienze diverse da quelle strettamente rivolte alle case. Se guardate i curricula dei nostri consulenti vi sorprenderete della varietà dei loro percorsi ma anche dalla logica che li ha condotti a lavorare insieme.
In virtu’ della loro diversa formazine, queste persone sono naturalmente predisposte a importare nell’azienda cambiamenti culturali prima ancora che organizzativi, di mentalita’ prima ancora che di comportamenti operativi.
Questi in primo luogo sono il segreto del nostro modo speciale di lavorare, la loro irripetibile miscela, il loro essere unici.
L’impresa è un organo vincente se non viene considerata una macchina.
L’impresa e’ un essere vivente fatto di persone, un sistema AUTOPOIETICO, che come tale mantiene la propria esistenza nel tempo attraverso la propria capacita’ di auto generarsi.
INNOV - ACTION e’ il neologismo che MOSTRA la visione della REMAX TEAM nel 2009.
INNOVAZIONE E AZIONE.
IL 2008 e’ stato ufficialmente dichiarato un anno di recessione, la crisi e’ trasversale, i dati sono terrorizzanti.
Ma il nostro modo di Essere, il nostro sistema, vince quando il periodo e’ florido e VINCE ancora di piu’ in frangenti di marcato come questo.
Nella famosa crisi del 29 (di cui tanto si parla) molti sono falliti, e molti hanno costruito le loro fortune.
L’ITALIA DEL CINQUECENTO saccheggiata dagli eserciti stranieri, raggiunse i vertici della cultura e dell’arte col Rinascimento.
La crisi fa pulizia delle scorie e fa brillare l’eccellenza.
LA REMAX TEAM vuole essere OGGI l’azienda che rappresenti davvero il nuovo mercato immobiliare, che sia davvero al servizio dei clienti e dei MIGLIORI PROFESSIONISTI IMMOBILIARI DI ROMA.
La remax team Non e’ mai stata e non sara’ mai preconfezionata, pronta all’uso. Dovra’ essere costruita basandosi sul meglio delle nostre tradizioni e tenendo conto del passato, del presente e del futuro.
Periodicamente avremo bisogno di capire come siamo arrivati a essere quelli che siamo, e dovremo ricordare a noi stessi che proprio grazie alle nostre differenze, ai nostri obiettivi condivisi, speranze e sogni comuni, abbiamo un legame tra noi che ci salda e ci salva.
Se noi consulenti immobiliari REMAX E NON, restiamo profondamente individualisti, e’ nostro dovere ricordare che l’ndividualismo che ci caratterizza e‘ sempre stato legato a una serie di valori Comuni, il collante da cui dipende il benessere di ogni societa’.
Diamo valore all’etica, al lavoro di squadra, alla nostra professionalita’ e DIAMO VALORE ALLA COSTELLAZIONE DI COMPORTAMENTI CHE ESPRIMONO IL NOSTRO RISPETTO RECIPROCO: onesta’, equita’, umilta’, gentilezza, cortesia e.. perche no... gioia.
Siamo un impresa commerciale: piu’ siamo, piu’ siamo soddisfatti, piu’ guadagnamo, piu’ possiamo avere le risorse per migliorare il nostro settore, piu’ possiamo soddisfare le necessita’ dei nostri clienti, piu’ possiamo dare opportunita’ di crescita professionale ed economica ai professionisti che ci lavorano..
È necessario costruire e ampliare una rete intrisa di considerazione e di sostegno reciproco, invece di ritirarsi nel proprio guscio, o sparlare del collega che lavora accanto a noi, ognuno di noi deve uscire e Contribuire attivamente alla prosperità e al miglioramento dell’ intera società se vuole migliorare il proprio nido.
...
il cuore della REMAX TEAM e’ l’esperienza e il tempo.
Praticare la «pazienza strategica», non aver fretta di realizzare LE STRATEGIE nell’immediato, far tesoro delle migliori idee e svilupparle nel corso del tempo.
Pazienza strategica non significa lentezza (e chi mi conosce lo sa bene), bensì essere in grado di individuare tempestivamente il momento migliore per sviluppare con rapidità processi e nuovi servizi, mettendoli sul mercato e testandoli con lo stesso.
Il consulente immobiliare REMAX TEAM e’ coinvolto nella scelta e progettazione dei prodotti e dei servizi per i clienti e per tutti consulenti che ci lavorano... condividendo l’esperienza con tutta l’azienda fino a tracciare una mappa corretta dell'ambiente circostante per definire e sviluppare strategie di successo.
Per fare questo è essenziale essere in costante contatto, osservazione, ascolto e intimità col cliente.
Occorre immaginare un sistema aperto, un circolo virtuoso che consenta di generare innovazione adottando modalità organizzative e sistemi informativi nuovi e flessibili.
Ma qual è la nostra cultura organizzativa per attrarre i migliori talenti e creare il circolo virtuoso dell’innovazione?
Per Noi Ancora una volta al centro di tutto c’è il tempo e la sua gestione.
Il nostro impegno nella formazione volge proprio a questo. Partendo da saldi processi aziendali, che ci proteggono, Sviluppare un sistema che sia un trampolino di lancio per l’innovazione, unica costante dei nostri giorni.
Consentire che ognuno abbia del tempo, un budget di ore definito da gestire per potersi occupare di idee innovative. Tutto questo però implica un metodo di lavoro dove la valutazione finale dei risultati e le successive proposte vengano subito elaborati.
L’errore non costituisce un male da fuggire, ma piuttosto un fattore necessario... NOI promuoviamo l’errore a valore.
Io, a volte, genero...caos e disordine ... proprio il contrario dell’efficienza, per sviluppare quante più innovazioni possibili....
....sbagliare e dall’errore capire e ricostruire, per apportare qualcosa di sempre piu’ innovativo in linea con le esigenze del mercato odierno E OLTRE.
Quindi sbagliate. Sbagliate sbagliate... ma SBAGLIATE sempre meglio E traetene vantaggio. Per voi e per la collettivita’.
venerdì 30 gennaio 2009
notizie immobiliari - marco ramberti
rate giù, perchè il mercato non riparte?
il corriere della sera, lunedì 26 gen 09
anche se il costo del danaro, ai minimi da quattro anni a questa parte, e la tendenza del mercato a calmierare i prezzi autorizzerebbero all'euforia, i suggerimenti degli esperti sono improntati alla cautela. se è vero infatti che il finanziamento di un mutuo a tasso fisso è sceso di mezzo punto rispetto alla media del 2008 (al 5,5%) e i variabili sono tornati al di sotto della soglia del 4%, bisogna fare comunque i conti con la ciclicità di un'economia sempre più fluttuante. un mutuo variabile, ai tassi attuali è sottoscrivibile solo se si è in grado di sostenere aumenti almeno del 30% della spesa mensile. comunque il vero problema sembra oggi la disponibilità del credito più del costo dello stesso. le banche erogano finanziamenti con il contagocce a privati e imprenditori scottati o direttamente colpiti dalla crisi. questi due fattori determinano insieme la stasi del mercato immobiliare
la crisi rilancia il mercato degli affitti
la stampa, lunedì 26 gen 09
il sole 24 ore, giovedì 29 gen 09
tempi troppo lunghi d'attesa per la vendita degli immobili e poca voglia da parte dei proprietari di abbassare le pretese stanno spingendo sempre più persone ad affittare casa anche in virtù di una redditività stabilmente al 4,9%. la disponibilità di immobili in affitto cresce per la prima volta dopo anni, una situazione inedita per un mercato tradizionalmente asfittico (per le troppe tasse e difficoltà a trovare inquilini di fiducia). la domanda cresce a fronte di canoni di locazione sostanzialmente stabili. opta per l'affitto chi non è soddifatto delle proposte di acquisto, nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni economiche o sociali svantaggiate, immigrati, studenti e i numerosi fuori sede impiegati in pubblici servizi non in grado di far fronte alla spesa per la casa
ma i prezzi non calano a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
nel 2008 le vendite di immobili a milano sono calate del 13%, ma per la borsa immobiliare della camera di commercio di milano i prezzi non sono calati, anzi, hanno fatto addirittura registrare un lieve incremento (+0,4%) nel segmento del "nuovo". un quadro per niente in linea con la preoccupazione creata dalla crisi economica e con l'allungamento dei tempi di vendita delle case che oramai è di circa 7-9 mesi. il bilancio degli ultimi sei mesi parla di numerose zone in cui si sono registrati incrementi di prezzo: conca del navilglio e porta genova (+5%; 5.300 euro/m2), via della spiga e montenapoleone (+2,1%; 11.900 euro/m2), fiera sempione (+1,1%; 4.700 euro/m2), via washington (+1,1%; 4.650 euro/m2) e in maniera meno sensibile i quartieri come brera, istra maciachini e san babila. prezzi pressochè invariati in piazza missori, sant'ambrogio, repubblica-porta nuova, buenos aires, piazzale lagosta, paolo sarpi e viale abruzzi. prezzi giù soltanto nelle aree periferiche della città con il calo più sensibile registrato a lambrate (-3,2%; 3.050 euro/m2)
francia, soffre il settore delle nuove costruzioni
lefigaro.fr, mercoledì 28 gen 09
stando agli ultimi dati pubblicati dal ministero dell’ecologia francese, nel 2008 il numero di nuove costruzioni è diminuito del 15,7% rispetto al 2007, passando da 437.086 unità a 368.609, raggiungendo così un livello paragonabile a quello osservato a fine 2004. nell’ultimo trimestre del 2008, il numero di nuove costruzioni messe in cantiere ha subito una caduta del 16% rispetto allo stesso periodo del 2007, con differenze significative a seconda delle regioni: normandia (-38,8%), borgogna (-32,7%), loira (-28,1%) e costa azzurra (-19,5%) le zone che hanno sofferto maggiormente. va un po’ meglio per la zona champagne-ardenne (-4,3%) e l’ile de france (-4,7%). nel complesso, il ribasso è stato più marcato per gli appartamenti (-17,2%) che per le case indipendenti (-14,3%). sono stati accordati meno permessi di nuove costruzioni nel 2008 rispetto all'anno precedente (-16,7%). di fronte alla crisi, non resta che “svendere”: l’agenzia kaufman and broad ha pubblicato sul sito vente-privée.com offerte di vendita per 122 abitazioni che potranno essere acquistate con circa il 10% di sconto, ma solo per una settimana
retail, è mantova la città lombarda con gli affitti più cari
il sole 24 ore lombardia, mercoledì 28 gen 09
in lombardia l’affitto tiene per uffici e negozi. a testimoniarlo sono i dati dell’ultimo rapporto nomisma “il mercato della locazione in lombardia”, che ha condotto lo studio su un campione di otto province lombarde confrontando i canoni di locazione del secondo semestre 2008 con quelli registrati nel primo semestre. emerge una sostanziale staticità dei prezzi, che dovrebbe perdurare anche nel primo semestre del 2009. in lombardia la domanda di uffici in affitto non accenna a calare, tengono infatti i canoni di locazione, per una media regionale ponderata tra centro e periferia di 695 euro. como è la città più economica (si va dai 373 euro per un vano ai 597 per 4 vani), contrapposta alla più cara milano (dai 664 euro per un vano ai 1.364 per 4 vani). stesso discorso sul fronte delle attività commerciali, dove domanda e contratti stipulati si mantengono sulla stessa media registrata nel primo semestre 2008. i canoni d’affitto hanno registrato una lieve contrazione del 0,6% nel secondo semestre dell’anno scorso. ancora una volta, è como la città meno cara (si va dai 443 euro per un negozio con una vetrina, agli 829 euro richiesti per un locale con 4 vetrine), mentre la più cara è mantova con i suoi 2.857 euro richiesti per un affitto mensile di un negozio di 4 vetrine. va meno bene per il mercato dei capannoni, per il quale nomisma prevede un’ulteriore lieve contrazione di domanda e prezzi nell'anno in corso dopo quella già registrata nel secondo semestre del 2008
la crisi va in provincia
lanazione.ilsole24ore.com, sabato 24 gen 09
laprovinciadivarese.it, domenica 25 gen 09
il mercato immobiliare in provincia segna il passo. se a lucca, secondo un'inchiesta condotta dal quotidiano la nazione, i contratti di compravendita stipulati lo scorso anno sono ben 5.000 in meno rispetto al 2007, a varese i dati dell’agenzia del territorio fotografano un -14% nelle transazioni da gennaio a settembre. il risultato, nel caso di lucca, è la calmierazione dei prezzi (da 3.000 a 2.000 euro/m2 in periferia), mentre a varese si avverte un calo complessivo dei prezzi nell'ordine dell’8-10%. per uscire dal momento difficile tuttavia a la ricetta c'è, secondo claudio piccoli, che intravede nella professionalità degli addetti ai lavori e nella qualità delle soluzioni abitative le carte vincenti per la ripresa del mercato
brusca caduta del real estate in gran bretagna: -16,6% a gennaio 2009
times.co.uk, giovedì 29 gen 09
inizio d’anno negativo per il mercato del mattone d’oltremanica. secondo i dati diffusi da nationwide, la principale società di costruzioni britannica, gennaio 2009 si apre in negativo con un ulteriore diminuzione delle quotazioni di 1,3% rispetto al mese passato, portando i prezzi delle case a -16,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. nationwide tiene a sottolineare anche l’aspetto positivo: la diminuzione dell’1,3% registrata a gennaio è comunque inferiore al -2,5% di dicembre rispetto a novembre 2008. però - riconosce martin gahbauer, senior economy della società - anche se il trend trimestrale sembra essere in leggera ripresa è ancora troppo presto per poter sperare in una risalita decisa nel breve termine. anche la vendita di case ha registrato un deciso calo: record negativo a novembre 2008, con soli 27.000 concessioni di mutui e una irrisoria ripresa in dicembre. mentre infatti le domande d’acquisto tendono a risalire, gli istituti di credito rimangono restii a concedere mutui. secondo gahbauer, tre fattori spiegano questa situazione di stallo: la paura di impegnarsi in un contesto di recessione, le condizioni di prestito troppo restrittive e i prezzi delle case ancora troppo elevati rispetto agli stipendi. la soluzione? o si attende la fine della crisi, oppure bisogna sperare in interventi governativi che migliorino la disponibilità di credito da parte delle famiglie britanniche
patrimonio immobiliare italiano: i conti non tornano al fisco
l’unità, venerdì 30 gen 09
è di qualche tempo fa la notizia della prima mappatura del patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’agenzia del territorio. un lavoro difficile, quello di incrociare i dati del catasto con quelli dell’agenzia delle entrate. e così saltano fuori le prime contraddizioni, dovute soprattutto ai buchi delle banche dati delle due agenzie e a evoluzioni storiche e legislative che non sempre hanno agito in ugual modo su entrambe. così si arriva alla situazione attuale: secondo il database del catasto, sul territorio italiano sarebbero presenti 55 milioni di unità immobiliari, a fronte di 39 milioni di intestatari. stando invece agli archivi dell’agenzia delle entrate, i contribuenti sono 35 milioni. sarebbero quindi 4 i milioni di intestatari che sfuggirebbero al fisco. si tratta di cifre consistenti, se si considera che il settore immobiliare in italia vale da solo circa 3.500 miliardi di euro (dato relativo al patrimonio residenziale del 2005). nel 2007, il mattone ha riempito le casse del fisco di 36,6 miliardi di euro; di questi, il 31,26% (vale a dire circa 10 miliardi) sono garantiti dall’ici, il 20% da iva e irpef (con 7 miliardi di rendite ciascuna) e il 14% dall’imposta di registro (5 miliardi circa di entrate). a chiudere c'è l’imposta ipotecaria e catastale, con circa 3 miliardi e mezzo
le ultime sfide del mattone ecologico
il sole 24 ore, martedì 27 gen 09
importanti le anticipazioni emerse dal bau di monaco, il più importante salone europeo per le tecnologie edilizie. legno e materiali che favoriscono la ventilazione e la traspirazione delle case ecologiche rappresentano le principali tendenze nel mercato delle costruzioni ecocompatibili. non solo: collettori solari al posto degli scaldabagni elettrici, murature isolanti per proteggere gli interni dal clima caldo e secco dei mesi estivi, tecnologie intelligenti ed elettrodomestici "verdi" per ridurre gli sprechi di energia. soprattutto il messaggio che “bio” non è sinonimo di lusso in quanto il costo iniziale è ricompensato dai risparmi in termini di consumi energetici nel lungo periodo
prestiti immobiliari in caduta libera
denaro.it, mercoledì 28 gen 09
mutui in calo del 5,59% nel mezzogiorno per un erogato complessivo di 5.445 milioni di euro (nell'intera penisola la flessione è pari al 6,9 per cento). è quanto emerge dall'analisi sull'andamento dei mutui nel sud italia effettuata da unicredit consumer financing sulla base dei dati forniti dalla banca d'italia. secondo la ricerca "osservatorio mutui casa alle famiglie", si riduce il peso della campania il cui importo finanziato è ridotto del 4,85% sul totale nazionale rispetto al 5,23 per cento precedente (del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2007). a risentire di più della diminuzione dei mutui, la provincia di caserta (-22,5%) e di salerno (-18,5%). il calo delle erogazioni di mutui alle famiglie è il principale fattore legato al rallentamento del mercato immobiliare le cui compravendite sono calate del 14% nel 2008
il corriere della sera, lunedì 26 gen 09
anche se il costo del danaro, ai minimi da quattro anni a questa parte, e la tendenza del mercato a calmierare i prezzi autorizzerebbero all'euforia, i suggerimenti degli esperti sono improntati alla cautela. se è vero infatti che il finanziamento di un mutuo a tasso fisso è sceso di mezzo punto rispetto alla media del 2008 (al 5,5%) e i variabili sono tornati al di sotto della soglia del 4%, bisogna fare comunque i conti con la ciclicità di un'economia sempre più fluttuante. un mutuo variabile, ai tassi attuali è sottoscrivibile solo se si è in grado di sostenere aumenti almeno del 30% della spesa mensile. comunque il vero problema sembra oggi la disponibilità del credito più del costo dello stesso. le banche erogano finanziamenti con il contagocce a privati e imprenditori scottati o direttamente colpiti dalla crisi. questi due fattori determinano insieme la stasi del mercato immobiliare
la crisi rilancia il mercato degli affitti
la stampa, lunedì 26 gen 09
il sole 24 ore, giovedì 29 gen 09
tempi troppo lunghi d'attesa per la vendita degli immobili e poca voglia da parte dei proprietari di abbassare le pretese stanno spingendo sempre più persone ad affittare casa anche in virtù di una redditività stabilmente al 4,9%. la disponibilità di immobili in affitto cresce per la prima volta dopo anni, una situazione inedita per un mercato tradizionalmente asfittico (per le troppe tasse e difficoltà a trovare inquilini di fiducia). la domanda cresce a fronte di canoni di locazione sostanzialmente stabili. opta per l'affitto chi non è soddifatto delle proposte di acquisto, nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni economiche o sociali svantaggiate, immigrati, studenti e i numerosi fuori sede impiegati in pubblici servizi non in grado di far fronte alla spesa per la casa
ma i prezzi non calano a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
nel 2008 le vendite di immobili a milano sono calate del 13%, ma per la borsa immobiliare della camera di commercio di milano i prezzi non sono calati, anzi, hanno fatto addirittura registrare un lieve incremento (+0,4%) nel segmento del "nuovo". un quadro per niente in linea con la preoccupazione creata dalla crisi economica e con l'allungamento dei tempi di vendita delle case che oramai è di circa 7-9 mesi. il bilancio degli ultimi sei mesi parla di numerose zone in cui si sono registrati incrementi di prezzo: conca del navilglio e porta genova (+5%; 5.300 euro/m2), via della spiga e montenapoleone (+2,1%; 11.900 euro/m2), fiera sempione (+1,1%; 4.700 euro/m2), via washington (+1,1%; 4.650 euro/m2) e in maniera meno sensibile i quartieri come brera, istra maciachini e san babila. prezzi pressochè invariati in piazza missori, sant'ambrogio, repubblica-porta nuova, buenos aires, piazzale lagosta, paolo sarpi e viale abruzzi. prezzi giù soltanto nelle aree periferiche della città con il calo più sensibile registrato a lambrate (-3,2%; 3.050 euro/m2)
francia, soffre il settore delle nuove costruzioni
lefigaro.fr, mercoledì 28 gen 09
stando agli ultimi dati pubblicati dal ministero dell’ecologia francese, nel 2008 il numero di nuove costruzioni è diminuito del 15,7% rispetto al 2007, passando da 437.086 unità a 368.609, raggiungendo così un livello paragonabile a quello osservato a fine 2004. nell’ultimo trimestre del 2008, il numero di nuove costruzioni messe in cantiere ha subito una caduta del 16% rispetto allo stesso periodo del 2007, con differenze significative a seconda delle regioni: normandia (-38,8%), borgogna (-32,7%), loira (-28,1%) e costa azzurra (-19,5%) le zone che hanno sofferto maggiormente. va un po’ meglio per la zona champagne-ardenne (-4,3%) e l’ile de france (-4,7%). nel complesso, il ribasso è stato più marcato per gli appartamenti (-17,2%) che per le case indipendenti (-14,3%). sono stati accordati meno permessi di nuove costruzioni nel 2008 rispetto all'anno precedente (-16,7%). di fronte alla crisi, non resta che “svendere”: l’agenzia kaufman and broad ha pubblicato sul sito vente-privée.com offerte di vendita per 122 abitazioni che potranno essere acquistate con circa il 10% di sconto, ma solo per una settimana
retail, è mantova la città lombarda con gli affitti più cari
il sole 24 ore lombardia, mercoledì 28 gen 09
in lombardia l’affitto tiene per uffici e negozi. a testimoniarlo sono i dati dell’ultimo rapporto nomisma “il mercato della locazione in lombardia”, che ha condotto lo studio su un campione di otto province lombarde confrontando i canoni di locazione del secondo semestre 2008 con quelli registrati nel primo semestre. emerge una sostanziale staticità dei prezzi, che dovrebbe perdurare anche nel primo semestre del 2009. in lombardia la domanda di uffici in affitto non accenna a calare, tengono infatti i canoni di locazione, per una media regionale ponderata tra centro e periferia di 695 euro. como è la città più economica (si va dai 373 euro per un vano ai 597 per 4 vani), contrapposta alla più cara milano (dai 664 euro per un vano ai 1.364 per 4 vani). stesso discorso sul fronte delle attività commerciali, dove domanda e contratti stipulati si mantengono sulla stessa media registrata nel primo semestre 2008. i canoni d’affitto hanno registrato una lieve contrazione del 0,6% nel secondo semestre dell’anno scorso. ancora una volta, è como la città meno cara (si va dai 443 euro per un negozio con una vetrina, agli 829 euro richiesti per un locale con 4 vetrine), mentre la più cara è mantova con i suoi 2.857 euro richiesti per un affitto mensile di un negozio di 4 vetrine. va meno bene per il mercato dei capannoni, per il quale nomisma prevede un’ulteriore lieve contrazione di domanda e prezzi nell'anno in corso dopo quella già registrata nel secondo semestre del 2008
la crisi va in provincia
lanazione.ilsole24ore.com, sabato 24 gen 09
laprovinciadivarese.it, domenica 25 gen 09
il mercato immobiliare in provincia segna il passo. se a lucca, secondo un'inchiesta condotta dal quotidiano la nazione, i contratti di compravendita stipulati lo scorso anno sono ben 5.000 in meno rispetto al 2007, a varese i dati dell’agenzia del territorio fotografano un -14% nelle transazioni da gennaio a settembre. il risultato, nel caso di lucca, è la calmierazione dei prezzi (da 3.000 a 2.000 euro/m2 in periferia), mentre a varese si avverte un calo complessivo dei prezzi nell'ordine dell’8-10%. per uscire dal momento difficile tuttavia a la ricetta c'è, secondo claudio piccoli, che intravede nella professionalità degli addetti ai lavori e nella qualità delle soluzioni abitative le carte vincenti per la ripresa del mercato
brusca caduta del real estate in gran bretagna: -16,6% a gennaio 2009
times.co.uk, giovedì 29 gen 09
inizio d’anno negativo per il mercato del mattone d’oltremanica. secondo i dati diffusi da nationwide, la principale società di costruzioni britannica, gennaio 2009 si apre in negativo con un ulteriore diminuzione delle quotazioni di 1,3% rispetto al mese passato, portando i prezzi delle case a -16,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. nationwide tiene a sottolineare anche l’aspetto positivo: la diminuzione dell’1,3% registrata a gennaio è comunque inferiore al -2,5% di dicembre rispetto a novembre 2008. però - riconosce martin gahbauer, senior economy della società - anche se il trend trimestrale sembra essere in leggera ripresa è ancora troppo presto per poter sperare in una risalita decisa nel breve termine. anche la vendita di case ha registrato un deciso calo: record negativo a novembre 2008, con soli 27.000 concessioni di mutui e una irrisoria ripresa in dicembre. mentre infatti le domande d’acquisto tendono a risalire, gli istituti di credito rimangono restii a concedere mutui. secondo gahbauer, tre fattori spiegano questa situazione di stallo: la paura di impegnarsi in un contesto di recessione, le condizioni di prestito troppo restrittive e i prezzi delle case ancora troppo elevati rispetto agli stipendi. la soluzione? o si attende la fine della crisi, oppure bisogna sperare in interventi governativi che migliorino la disponibilità di credito da parte delle famiglie britanniche
patrimonio immobiliare italiano: i conti non tornano al fisco
l’unità, venerdì 30 gen 09
è di qualche tempo fa la notizia della prima mappatura del patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’agenzia del territorio. un lavoro difficile, quello di incrociare i dati del catasto con quelli dell’agenzia delle entrate. e così saltano fuori le prime contraddizioni, dovute soprattutto ai buchi delle banche dati delle due agenzie e a evoluzioni storiche e legislative che non sempre hanno agito in ugual modo su entrambe. così si arriva alla situazione attuale: secondo il database del catasto, sul territorio italiano sarebbero presenti 55 milioni di unità immobiliari, a fronte di 39 milioni di intestatari. stando invece agli archivi dell’agenzia delle entrate, i contribuenti sono 35 milioni. sarebbero quindi 4 i milioni di intestatari che sfuggirebbero al fisco. si tratta di cifre consistenti, se si considera che il settore immobiliare in italia vale da solo circa 3.500 miliardi di euro (dato relativo al patrimonio residenziale del 2005). nel 2007, il mattone ha riempito le casse del fisco di 36,6 miliardi di euro; di questi, il 31,26% (vale a dire circa 10 miliardi) sono garantiti dall’ici, il 20% da iva e irpef (con 7 miliardi di rendite ciascuna) e il 14% dall’imposta di registro (5 miliardi circa di entrate). a chiudere c'è l’imposta ipotecaria e catastale, con circa 3 miliardi e mezzo
le ultime sfide del mattone ecologico
il sole 24 ore, martedì 27 gen 09
importanti le anticipazioni emerse dal bau di monaco, il più importante salone europeo per le tecnologie edilizie. legno e materiali che favoriscono la ventilazione e la traspirazione delle case ecologiche rappresentano le principali tendenze nel mercato delle costruzioni ecocompatibili. non solo: collettori solari al posto degli scaldabagni elettrici, murature isolanti per proteggere gli interni dal clima caldo e secco dei mesi estivi, tecnologie intelligenti ed elettrodomestici "verdi" per ridurre gli sprechi di energia. soprattutto il messaggio che “bio” non è sinonimo di lusso in quanto il costo iniziale è ricompensato dai risparmi in termini di consumi energetici nel lungo periodo
prestiti immobiliari in caduta libera
denaro.it, mercoledì 28 gen 09
mutui in calo del 5,59% nel mezzogiorno per un erogato complessivo di 5.445 milioni di euro (nell'intera penisola la flessione è pari al 6,9 per cento). è quanto emerge dall'analisi sull'andamento dei mutui nel sud italia effettuata da unicredit consumer financing sulla base dei dati forniti dalla banca d'italia. secondo la ricerca "osservatorio mutui casa alle famiglie", si riduce il peso della campania il cui importo finanziato è ridotto del 4,85% sul totale nazionale rispetto al 5,23 per cento precedente (del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2007). a risentire di più della diminuzione dei mutui, la provincia di caserta (-22,5%) e di salerno (-18,5%). il calo delle erogazioni di mutui alle famiglie è il principale fattore legato al rallentamento del mercato immobiliare le cui compravendite sono calate del 14% nel 2008
Cos'è la felicita'?
In definitiva, la felicità risiede in un forte senso di sé. Non si
fonda sulle apparenze esteriori
né sulla vanità. Essa dipende da come vi sentite dentro; è una
profonda eco nella vostra vita.
Vivere con gioia, motivati da un profondo senso di missione, e
realizzare i nostri scopi:
questa è la felicità. Anche se indaffaratissime, le persone che vivono
così sono molto più
felici di quelle che hanno molto tempo disponibile ma si sentono vuote
dentro.
Daisaku Ikeda
fonda sulle apparenze esteriori
né sulla vanità. Essa dipende da come vi sentite dentro; è una
profonda eco nella vostra vita.
Vivere con gioia, motivati da un profondo senso di missione, e
realizzare i nostri scopi:
questa è la felicità. Anche se indaffaratissime, le persone che vivono
così sono molto più
felici di quelle che hanno molto tempo disponibile ma si sentono vuote
dentro.
Daisaku Ikeda
mercoledì 28 gennaio 2009
Case, nelle grandi città prezzi subito in calo
di Alberto Annicchiarico
28 GENNAIO 2009
Arrivano dal mercato online i primi segnali di cedimento sul fronte dei prezzi per il mercato immobiliare italiano. I dati di gennaio 2009, elaborati da Immobiliare.it, leader degli annunci di settore con oltre 3 milioni di visitatori ogni mese e più di 8 mila agenzie attive nella vendita, dicono che negli ultimi sei mesi in tutte le dieci più grandi città italiane è stata registrata un'erosione della valutazione al metro quadro. Le previsioni più recenti - dopo un 2008 all'insegna del calo marcato delle compravendite ma con prezzi ancora stabili - parlavano di cali compresi tra il 2 e il 4% (Tecnocasa) fino al -6% complessivo messo nel conto da Gabetti.
Dall'evoluzione delle quotazioni rilevate in rete da Immobiliare.it emerge che la slavina è già cominciata, anche grazie, spiega l'amministratore delegato Carlo Giordano, «ad una motivazione maggiore alla vendita e a una grande offerta di nuovo in aree extra-urbane). Guidano i ribassi Roma con un -5,3% e un prezzo di 4.797 euro al metro, Venezia con -4,7% e 3.884 euro, Firenze (4.437 euro) e Bari (2.863) con -4,4 per cento (si veda la tabella per il quadro complessivo).
Mostrano maggior tenuta Milano (-1,6% ma addirittura solo -0,7% se si tiene conto dell'intera provincia) e soprattutto Torino (-0,5%) e Genova (-0,6%). I cali risultano più contenuti se si guarda anche ad altre province di grandi città, dove l'inerzia della dinamica dei prezzi si fa sentire insieme a una maggiore quantità di nuovo costruito extra-urbano: Roma -3,8%, Firenze -1,3%. In controtendenza, per minore offerta e incidenza delle nuove costruzioni, realtà come Croemano (+4,8%), Trieste e Como (+3,7%), Palermo (+2,2%) .
I prezzi però non dicono tutto. Negli ultimi sei mesi, spiega Giordano al Sole24Ore.com complessivamente «comprare casa è diventato più difficile». I motivi? «L'accesso al credito in forma di mutuo è stato drasticamente ridotto da parte delle banche, rendendo così difficile l'acquisto della casa a ampie fasce di popolazione. La discesa dell'indice di fiducia dei consumatori e il severo deterioramento delle "prefigurazioni future" - secondo un'analisi Eurisko tra un anno andrà ancora peggio - convince le persone a rinviare grandi investimenti come la casa di proprietà».
Risultato: il tempo di vendita medio si è allungato ulteriormente, passando da 4,3 mesi a 6,2 mesi. Ed ecco che quelli che hanno più necessità di vendere magari fanno uno sconto maggiore: secondo un focus group di Immobiliare.it su un panel di agenzie immobiliari, sul primo prezzo di richiesta si è passati da un 3-4% ad 5-6 per cento. Starsene alla finestra per qualche mese potrebbe voler dire fare migliori affari, quindi, ma non è il caso di aspettarsi un crollo del mercato.
«Con la debolezza e l'incertezza che regna sovrana su Borsa, fondi e perfino titoli di Stato (i rendimenti sono ai minimi, con il Bot a 6 mesi sotto l'1% netto, ndr) la casa - conclude Giordano - rimane un investimento sicuro e quindi il suo valore nel mercato rimane solido. Inoltre l'Italia non può essere paragonata, per esempio, alla Spagna, dove il raddoppio dell'offerta abitativa tramite nuove costruzioni nell'ultimo decennio si associa adesso a una caduta verticale delle quotazioni».
28 GENNAIO 2009
Arrivano dal mercato online i primi segnali di cedimento sul fronte dei prezzi per il mercato immobiliare italiano. I dati di gennaio 2009, elaborati da Immobiliare.it, leader degli annunci di settore con oltre 3 milioni di visitatori ogni mese e più di 8 mila agenzie attive nella vendita, dicono che negli ultimi sei mesi in tutte le dieci più grandi città italiane è stata registrata un'erosione della valutazione al metro quadro. Le previsioni più recenti - dopo un 2008 all'insegna del calo marcato delle compravendite ma con prezzi ancora stabili - parlavano di cali compresi tra il 2 e il 4% (Tecnocasa) fino al -6% complessivo messo nel conto da Gabetti.
Dall'evoluzione delle quotazioni rilevate in rete da Immobiliare.it emerge che la slavina è già cominciata, anche grazie, spiega l'amministratore delegato Carlo Giordano, «ad una motivazione maggiore alla vendita e a una grande offerta di nuovo in aree extra-urbane). Guidano i ribassi Roma con un -5,3% e un prezzo di 4.797 euro al metro, Venezia con -4,7% e 3.884 euro, Firenze (4.437 euro) e Bari (2.863) con -4,4 per cento (si veda la tabella per il quadro complessivo).
Mostrano maggior tenuta Milano (-1,6% ma addirittura solo -0,7% se si tiene conto dell'intera provincia) e soprattutto Torino (-0,5%) e Genova (-0,6%). I cali risultano più contenuti se si guarda anche ad altre province di grandi città, dove l'inerzia della dinamica dei prezzi si fa sentire insieme a una maggiore quantità di nuovo costruito extra-urbano: Roma -3,8%, Firenze -1,3%. In controtendenza, per minore offerta e incidenza delle nuove costruzioni, realtà come Croemano (+4,8%), Trieste e Como (+3,7%), Palermo (+2,2%) .
I prezzi però non dicono tutto. Negli ultimi sei mesi, spiega Giordano al Sole24Ore.com complessivamente «comprare casa è diventato più difficile». I motivi? «L'accesso al credito in forma di mutuo è stato drasticamente ridotto da parte delle banche, rendendo così difficile l'acquisto della casa a ampie fasce di popolazione. La discesa dell'indice di fiducia dei consumatori e il severo deterioramento delle "prefigurazioni future" - secondo un'analisi Eurisko tra un anno andrà ancora peggio - convince le persone a rinviare grandi investimenti come la casa di proprietà».
Risultato: il tempo di vendita medio si è allungato ulteriormente, passando da 4,3 mesi a 6,2 mesi. Ed ecco che quelli che hanno più necessità di vendere magari fanno uno sconto maggiore: secondo un focus group di Immobiliare.it su un panel di agenzie immobiliari, sul primo prezzo di richiesta si è passati da un 3-4% ad 5-6 per cento. Starsene alla finestra per qualche mese potrebbe voler dire fare migliori affari, quindi, ma non è il caso di aspettarsi un crollo del mercato.
«Con la debolezza e l'incertezza che regna sovrana su Borsa, fondi e perfino titoli di Stato (i rendimenti sono ai minimi, con il Bot a 6 mesi sotto l'1% netto, ndr) la casa - conclude Giordano - rimane un investimento sicuro e quindi il suo valore nel mercato rimane solido. Inoltre l'Italia non può essere paragonata, per esempio, alla Spagna, dove il raddoppio dell'offerta abitativa tramite nuove costruzioni nell'ultimo decennio si associa adesso a una caduta verticale delle quotazioni».
venerdì 23 gennaio 2009
notizie immobiliare - marco ramberti
bollettino di notizie immobiliari
venerdì 23 gennaio 2009, anno tre, numero 57 14.895 sottoscrizioni
mutui sotto il 4%, ma le banche non si adeguano
repubblica.it, giovedì 22 gen 09
il decreto legge anti-crisi fissa al 4% il tetto massimo da applicare ai mutui a tasso variabile. tuttavia molti utenti si ritrovano ancora a dover pagare rate a un tasso superiore, anche se al livello attuale dei saggi questa soglia non dovrebbe essere mai oltrepassata. come è possibile? mancano decreti attuativi, inoltre la circolare diffusa dal ministero del tesoro, che concede alle banche tempo fino a fine febbraio per adeguarsi alla disposizione di legge, "autorizza" gli istituti di credito a prendere tempo. nel frattempo se contrazione delle rate c'è stata, questa è dovuta alla caduta vertiginosa delleuribor e non allintervento degli istituti di credito tanto che mauro novelli, segretario generale dell'adusbef mette in guardia i consumatori invitandoli a prestare attenzione allo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. se questo è troppo alto vale la pena di rinegoziarlo. per novelli "è meglio che passare a un altro mutuo"
il 2009 è l'anno giusto per comprare
finanza e mercati, venerdì 23 gen 09
i venditori si mettano il cuore in pace: la corsa al ribasso dei prezzi delle abitazioni e la flessione delle compravendite proseguirà per tutto il 2009. queste le previsioni dellultimo report diffuso da hamptons international, colosso britannico dellintermediazione immobiliare, che nello specifico prevede per il nostro paese un ulteriore ribasso delle compravendite di 30 punti percentuali, ribasso che va ad aggiungersi al crollo del 15% sofferto nel secondo semestre del 2008 e che porterà a un calo dei prezzi pari al 30%. in controtendenza solo milano, roma e il sud dellitalia, dove i prezzi degli immobili dovrebbero tenere. pessime le previsioni per il mercato immobiliare britannico che, dopo aver visto i prezzi delle case crollare del 25% nel secondo semestre dell'anno scorso, potrebbe dover affrontare un ulteriore deprezzamento delle abitazioni (-25%) nel 2009. appena più contenuti i cali pronosticati per india (-15/20%), oman (-15/20%), dove è previsto anche un calo dei canoni daffitto, e dubai (-20%). per il marocco, invece, si parla di una diminuzione prevista per i prezzi degli immobili del 5-10%, che interesserà soprattutto zone turistiche come marrakech e tangeri
case: prezzi in caduta libera tranne a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
l'analisi comparativa del sole 24 ore circa l'andamento dei prezzi degli immobili nelle principali città italiane tra il 2006 e il 2008 ha rilevato valori in discesa con picchi del -18%. firenze e torino le città che hanno risentito di più della crisi con quotazioni che sono andate giù in maniera decisa in alcuni quartieri (tra il -10% e -18% rispetto a due anni fa). meno generalizzati i cali nelle altre città, dove la retromarcia dei prezzi ha interessato soltanto alcune zone. a roma, per esempio, l'andamento negativo ha toccato la zona di piazza epiro (-16%), porta portese (-13%), aurelia-boccea (-9%) e appio latino (-6%) mentre altre aree registrano rincari. a bologna e genova prezzi in discesa tra il 5%-14% rispetto a due anni fa. crollate le quotazioni a napoli nei quartieri vomero-arenella (-15%) e montesanto (-8%). a palermo hanno preso la china discendente i quartieri del centro storico (-15%), pallavicino e montepellegrino-fiera (-12%), libertà (-8%). in questo contesto milano è l'unica città dove i prezzi sono stabili con aumenti contenuti in corso vittorio emanuele, solferino, porta romana, san siro, tito livio, sarpi-canonica e rubens-gambara
venti di crisi sul mattone polacco
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
la crisi mondiale investe anche il mattone polacco. quella che fino a pochi mesi fa era considerata la tigre dell'est europa per il suo rapido sviluppo soprattutto nel mercato immobiliare (record delle compravendite nell'ordine del 50% nel 2007), segna il passo. tra i problemi che bloccano la crescita, le difficoltà ad ottenere un mutuo. le previsioni per il 2009 calcolano un 45% di invenduto (a settembre 2008 era pari al 19%) con una consistente caduta dei prezzi. a varsavia le quotazioni medie per le nuove abitazioni erano pari a 8.900 sloty (circa 2.350 euro/m2) nel terzo trimestre 2008, con prezzi che andavano livellandosi verso l'alto per via della riqualificazioni di ex quartieri operai divenuti improvvisamente trendy
banche/abi: meno prestiti ma anche mutui meno salati
virgilio.alice.it, venerdì 22 gen 09
a novembre 2008, i finanziamenti bancari alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, hanno registrato una contrazione annua del 2,2% contro un aumento del 10,2% di novembre 2007. una frenata dovuta alla netta flessione registrata nell'ultimo anno nel mercato immobiliare (-14% di compravendite secondo l'agenzia del territorio). il bollettino dell'associazione bancaria italiana (abi) di gennaio mette poi in rilievo come a dicembre il tasso sui mutui concessi alle famiglie, che stanno manifestando una preferenza per il fisso, sia tornato ai livelli di gennaio 2007, al 5,08%, quasi mezzo punto in meno rispetto a novembre (5,54%). un andamento "in linea con le indicazioni della Bce e con l'andamento delle condizioni del mercato interbancario" che, dopo le tensioni, sembra avviarsi verso una fase di normalizzazione
affitti in francia: corsa al rialzo o tendenza al ribasso?
le figaro.fr, giovedì 15 gen 09
notizie contrastanti quelle che provengono da oltralpe a proposito del mercato degli affitti francese. secondo la rete immobiliare century 21, laumento dei canoni di locazione a livello nazionale ha subito un deciso rallentamento, passando dal 5,1% di crescita media del 2005 al 2,1% di inizio 2008, per poi crollare di 2,4 punti percentuali a fine anno. il gruppo, inoltre, prevede che i canoni daffitto possano continuare a scendere fino al 2012. allopposto, fnaim ha previsto per il 2008 una crescita media degli affitti di 2,6 punti percentuali su base annua, confermando così una tendenza allaumento che persiste ormai da dieci anni. ancora diversa lopinione di michel mouillart, stimato professore di economia secondo il quale i canoni daffitto continuano a crescere, ma comunque a ritmi inferiori rispetto agli anni passati e mantenendosi al di sotto del tasso dinflazione. intanto, secondo gli ultimi dati diffusi dallinsee (listituto nazionale di statistica e di studi economici), lirl (il tasso utilizzato per fissare laumento dei canoni daffitto) è cresciuto del 2,83% nel quarto trimestre del 2008; ciò significa che i proprietari, al momento della rivalutazione annuale del bene, possono chiedere un aumento del prezzo dellaffitto pari al 2,83%, ma solo se tale possibilità è prevista nel contratto di locazione
tendenze nel mercato del lusso: la casa delle belle arti
milano e finanza, sabato 17 gen 09
lultima tendenza nel segmento delle abitazioni di pregio-lusso riguarda gli immobili tutelati dalle belle arti. secondo lultimo studio condotto da gabetti, il 47,5% degli acquirenti del settore ricerca soprattutto edifici dotati di elementi artistici (la facciata storica, gli interni depoca, gli affreschi, i mosaici e i pavimenti originali), situati nel centro storico delle città darte come roma, firenze, venezia, milano. si tratta di una tipologia abitativa votata allesclusività, richiesta soprattutto da professionisti, imprenditori italiani e stranieri. secondo lufficio studi gabetti anche il mercato del lusso, pur avendo risentito meno della crisi rispetto ad altri settori, ha fatto registrare per il secondo semestre del 2008 una diminuzione sia del numero delle transazioni sia dei prezzi. nel capoluogo lombardo si registra la contrazione più sensibile (-12%); tengono solo le vie del quadrilatero della moda, dove per un immobile di lusso si può arrivare a spendere fino a 25mila euro al m2, 23mila se da ristrutturare. appena più contenuti i prezzi in altre zone molto ricercate come magenta (fino a 11mila euro al m2 per un appartamento di super-lusso, che possono scendere a 8mila se da ristrutturare), brera (9.500 euro/m2 ristrutturato; 8mila da ristrutturare) e porta venezia (dove non si scende mai al di sotto di 7.500 euro /m2). quanto ai canoni daffitto annuali, si passa da un massimo di 360 euro/m2 richiesti nel quadrilatero della moda, a un minimo di 200 euro/m2 in zona magenta. la contrazione delle quotazioni è stata invece più contenuta nella capitale (-6%), dove per unabitazione di lusso nelle zone esclusive di piazza di spagna e piazza navona si può arrivare a spendere 25mila euro/m2, 23mila o 20mila se da ristrutturare. i canoni daffitto annuali più elevati si registrano invece in via tre orologi (360 euro/m2) mentre in piazza navona e piazza di spagna difficilmente superano i 300 euro/m2
italia, aumentano gli investimenti nel mattone nel IV trimestre 2008
finanza e mercati, venerdì 16 gen 09
secondo lultimo studio condotto da cb richard elllis, società internazionale di consulenza , nel nostro paese gli investimenti nel mattone sono cresciuti del 182% nellultimo trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, raggiungendo quota 2,61 miliardi di euro. il merito sarebbe da imputare ai fondi lanciati dalle due principali banche italiane, unicredit e sanpaolo, per un totale di 1,65 miliardi di euro, più della metà dellinvestimento complessivo. trimestre positivo anche per limmobiliare francese, dove gli investimenti sono aumentati del 13% per toccare quota 2,8 miliardi, e per il mercato tedesco, forte dei 3,8 miliardi di euro investiti con una crescita media del 2%. si tratta però delle uniche note positive in un mercato europeo che ha visto i propri investimenti nellimmobiliare soffrire una perdita del 29% e fermarsi a 19,5 miliardi di euro. fanalino di coda sono l'area scandinava (-77% a 2 miliardi), la spagna (-43% a 814 millioni) e il regno unito (-7% a 4,9 miliardi)
in italia cresce il rischio insolvenza
il mattino, domenica 18 gen 09
lallarme è lanciato dallultimo rapporto censis, relativo al primo semestre del 2008: il 12,5% delle famiglie italiane che hanno contratto un mutuo sono a rischio insolvenza. secondo il rapporto, tra queste famiglie solo il 3% si troverebbe in vero pericolo, non avendo rispettato le scadenze delle rate; il 9,7% dichiara invece grandi difficoltà nel pagamento, pur riuscendo ancora per il momento a rispettare i termini, mentre il 30% lamenta solo qualche difficoltà. appena più positiva la situazione sul fronte del credito al consumo, dove solo il 5,6% delle famiglie che hanno contratto finanziamenti si trovano in difficoltà, mentre il 70% ammette di non avere particolari problemi nel rispettare le scadenze rateali
quanto varrebbe la casa bianca se fosse in vendita?
zillow.com, lunedì 19 gen 09
barack obama, primo presidente afroamericano degli stati uniti, già risiede nella casa più famosa del mondo: la casa bianca. gli esperti di zillow.com, uno dei principali portali immobiliari degli stati uniti, hanno provato a stimarne il valore di mercato. la casa bianca, costruita in otto anni, tra il 1792 e il 1800 costò 232.372 dollari. il suo attuale valore di mercato - secondo gli esperti - sarebbe di 308.058.000 dollari (circa 232.661.000 euro)
torna di moda il mutuo a tasso variabile
il messaggero, venerdì 16 gen 09
in soli 3 mesi l'euribor si è più che dimezzato toccando quota 2,51% (a ottobre era al 5,39%). in soldoni una riduzione della rata mensile pari a 175-180 euro con un risparmio annuo per le famiglie pari a 2mila euro. ai tassi attuali il "bonus" può addirittura salire quanto più lunga è la durata del mutuo e dell'importo finanziato. per esempio, lo sconto può toccare i 330 euro/mese per chi ha un prestito a 30 anni di 200mila euro. dunque il mutuo a tasso variabile potrebbe tornare di moda anche per via delle tante soluzioni paracadute introdotte dai governi per far fronte ai continui rialzi del costo del danaro operati dalla banca centrale europea. dal primo gennaio è entrata in vigore la disposizione contenuta nel decreto anti-crisi che introduce un tetto del 4% alle rate del mutuo a tasso variabile al di sopra del quale interviene lo stato accollandosi la differenza degli interessi; dal 2007 c'è la portabilità del mutuo (introdotta da bersani-governo prodi) che permette di trasferire il mutuo ad un'altra banca a condizioni migliori; infine, da gennaio sono disponibili mutui ai tassi bce, con il vantaggio di una maggiore stabilità rispetto a quelli indicizzati euribor, ma anche degli spread più salati compresi tra l'1,5% e il 2%
venerdì 23 gennaio 2009, anno tre, numero 57 14.895 sottoscrizioni
mutui sotto il 4%, ma le banche non si adeguano
repubblica.it, giovedì 22 gen 09
il decreto legge anti-crisi fissa al 4% il tetto massimo da applicare ai mutui a tasso variabile. tuttavia molti utenti si ritrovano ancora a dover pagare rate a un tasso superiore, anche se al livello attuale dei saggi questa soglia non dovrebbe essere mai oltrepassata. come è possibile? mancano decreti attuativi, inoltre la circolare diffusa dal ministero del tesoro, che concede alle banche tempo fino a fine febbraio per adeguarsi alla disposizione di legge, "autorizza" gli istituti di credito a prendere tempo. nel frattempo se contrazione delle rate c'è stata, questa è dovuta alla caduta vertiginosa delleuribor e non allintervento degli istituti di credito tanto che mauro novelli, segretario generale dell'adusbef mette in guardia i consumatori invitandoli a prestare attenzione allo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. se questo è troppo alto vale la pena di rinegoziarlo. per novelli "è meglio che passare a un altro mutuo"
il 2009 è l'anno giusto per comprare
finanza e mercati, venerdì 23 gen 09
i venditori si mettano il cuore in pace: la corsa al ribasso dei prezzi delle abitazioni e la flessione delle compravendite proseguirà per tutto il 2009. queste le previsioni dellultimo report diffuso da hamptons international, colosso britannico dellintermediazione immobiliare, che nello specifico prevede per il nostro paese un ulteriore ribasso delle compravendite di 30 punti percentuali, ribasso che va ad aggiungersi al crollo del 15% sofferto nel secondo semestre del 2008 e che porterà a un calo dei prezzi pari al 30%. in controtendenza solo milano, roma e il sud dellitalia, dove i prezzi degli immobili dovrebbero tenere. pessime le previsioni per il mercato immobiliare britannico che, dopo aver visto i prezzi delle case crollare del 25% nel secondo semestre dell'anno scorso, potrebbe dover affrontare un ulteriore deprezzamento delle abitazioni (-25%) nel 2009. appena più contenuti i cali pronosticati per india (-15/20%), oman (-15/20%), dove è previsto anche un calo dei canoni daffitto, e dubai (-20%). per il marocco, invece, si parla di una diminuzione prevista per i prezzi degli immobili del 5-10%, che interesserà soprattutto zone turistiche come marrakech e tangeri
case: prezzi in caduta libera tranne a milano
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
l'analisi comparativa del sole 24 ore circa l'andamento dei prezzi degli immobili nelle principali città italiane tra il 2006 e il 2008 ha rilevato valori in discesa con picchi del -18%. firenze e torino le città che hanno risentito di più della crisi con quotazioni che sono andate giù in maniera decisa in alcuni quartieri (tra il -10% e -18% rispetto a due anni fa). meno generalizzati i cali nelle altre città, dove la retromarcia dei prezzi ha interessato soltanto alcune zone. a roma, per esempio, l'andamento negativo ha toccato la zona di piazza epiro (-16%), porta portese (-13%), aurelia-boccea (-9%) e appio latino (-6%) mentre altre aree registrano rincari. a bologna e genova prezzi in discesa tra il 5%-14% rispetto a due anni fa. crollate le quotazioni a napoli nei quartieri vomero-arenella (-15%) e montesanto (-8%). a palermo hanno preso la china discendente i quartieri del centro storico (-15%), pallavicino e montepellegrino-fiera (-12%), libertà (-8%). in questo contesto milano è l'unica città dove i prezzi sono stabili con aumenti contenuti in corso vittorio emanuele, solferino, porta romana, san siro, tito livio, sarpi-canonica e rubens-gambara
venti di crisi sul mattone polacco
il sole 24 ore, sabato 17 gen 09
la crisi mondiale investe anche il mattone polacco. quella che fino a pochi mesi fa era considerata la tigre dell'est europa per il suo rapido sviluppo soprattutto nel mercato immobiliare (record delle compravendite nell'ordine del 50% nel 2007), segna il passo. tra i problemi che bloccano la crescita, le difficoltà ad ottenere un mutuo. le previsioni per il 2009 calcolano un 45% di invenduto (a settembre 2008 era pari al 19%) con una consistente caduta dei prezzi. a varsavia le quotazioni medie per le nuove abitazioni erano pari a 8.900 sloty (circa 2.350 euro/m2) nel terzo trimestre 2008, con prezzi che andavano livellandosi verso l'alto per via della riqualificazioni di ex quartieri operai divenuti improvvisamente trendy
banche/abi: meno prestiti ma anche mutui meno salati
virgilio.alice.it, venerdì 22 gen 09
a novembre 2008, i finanziamenti bancari alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, hanno registrato una contrazione annua del 2,2% contro un aumento del 10,2% di novembre 2007. una frenata dovuta alla netta flessione registrata nell'ultimo anno nel mercato immobiliare (-14% di compravendite secondo l'agenzia del territorio). il bollettino dell'associazione bancaria italiana (abi) di gennaio mette poi in rilievo come a dicembre il tasso sui mutui concessi alle famiglie, che stanno manifestando una preferenza per il fisso, sia tornato ai livelli di gennaio 2007, al 5,08%, quasi mezzo punto in meno rispetto a novembre (5,54%). un andamento "in linea con le indicazioni della Bce e con l'andamento delle condizioni del mercato interbancario" che, dopo le tensioni, sembra avviarsi verso una fase di normalizzazione
affitti in francia: corsa al rialzo o tendenza al ribasso?
le figaro.fr, giovedì 15 gen 09
notizie contrastanti quelle che provengono da oltralpe a proposito del mercato degli affitti francese. secondo la rete immobiliare century 21, laumento dei canoni di locazione a livello nazionale ha subito un deciso rallentamento, passando dal 5,1% di crescita media del 2005 al 2,1% di inizio 2008, per poi crollare di 2,4 punti percentuali a fine anno. il gruppo, inoltre, prevede che i canoni daffitto possano continuare a scendere fino al 2012. allopposto, fnaim ha previsto per il 2008 una crescita media degli affitti di 2,6 punti percentuali su base annua, confermando così una tendenza allaumento che persiste ormai da dieci anni. ancora diversa lopinione di michel mouillart, stimato professore di economia secondo il quale i canoni daffitto continuano a crescere, ma comunque a ritmi inferiori rispetto agli anni passati e mantenendosi al di sotto del tasso dinflazione. intanto, secondo gli ultimi dati diffusi dallinsee (listituto nazionale di statistica e di studi economici), lirl (il tasso utilizzato per fissare laumento dei canoni daffitto) è cresciuto del 2,83% nel quarto trimestre del 2008; ciò significa che i proprietari, al momento della rivalutazione annuale del bene, possono chiedere un aumento del prezzo dellaffitto pari al 2,83%, ma solo se tale possibilità è prevista nel contratto di locazione
tendenze nel mercato del lusso: la casa delle belle arti
milano e finanza, sabato 17 gen 09
lultima tendenza nel segmento delle abitazioni di pregio-lusso riguarda gli immobili tutelati dalle belle arti. secondo lultimo studio condotto da gabetti, il 47,5% degli acquirenti del settore ricerca soprattutto edifici dotati di elementi artistici (la facciata storica, gli interni depoca, gli affreschi, i mosaici e i pavimenti originali), situati nel centro storico delle città darte come roma, firenze, venezia, milano. si tratta di una tipologia abitativa votata allesclusività, richiesta soprattutto da professionisti, imprenditori italiani e stranieri. secondo lufficio studi gabetti anche il mercato del lusso, pur avendo risentito meno della crisi rispetto ad altri settori, ha fatto registrare per il secondo semestre del 2008 una diminuzione sia del numero delle transazioni sia dei prezzi. nel capoluogo lombardo si registra la contrazione più sensibile (-12%); tengono solo le vie del quadrilatero della moda, dove per un immobile di lusso si può arrivare a spendere fino a 25mila euro al m2, 23mila se da ristrutturare. appena più contenuti i prezzi in altre zone molto ricercate come magenta (fino a 11mila euro al m2 per un appartamento di super-lusso, che possono scendere a 8mila se da ristrutturare), brera (9.500 euro/m2 ristrutturato; 8mila da ristrutturare) e porta venezia (dove non si scende mai al di sotto di 7.500 euro /m2). quanto ai canoni daffitto annuali, si passa da un massimo di 360 euro/m2 richiesti nel quadrilatero della moda, a un minimo di 200 euro/m2 in zona magenta. la contrazione delle quotazioni è stata invece più contenuta nella capitale (-6%), dove per unabitazione di lusso nelle zone esclusive di piazza di spagna e piazza navona si può arrivare a spendere 25mila euro/m2, 23mila o 20mila se da ristrutturare. i canoni daffitto annuali più elevati si registrano invece in via tre orologi (360 euro/m2) mentre in piazza navona e piazza di spagna difficilmente superano i 300 euro/m2
italia, aumentano gli investimenti nel mattone nel IV trimestre 2008
finanza e mercati, venerdì 16 gen 09
secondo lultimo studio condotto da cb richard elllis, società internazionale di consulenza , nel nostro paese gli investimenti nel mattone sono cresciuti del 182% nellultimo trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, raggiungendo quota 2,61 miliardi di euro. il merito sarebbe da imputare ai fondi lanciati dalle due principali banche italiane, unicredit e sanpaolo, per un totale di 1,65 miliardi di euro, più della metà dellinvestimento complessivo. trimestre positivo anche per limmobiliare francese, dove gli investimenti sono aumentati del 13% per toccare quota 2,8 miliardi, e per il mercato tedesco, forte dei 3,8 miliardi di euro investiti con una crescita media del 2%. si tratta però delle uniche note positive in un mercato europeo che ha visto i propri investimenti nellimmobiliare soffrire una perdita del 29% e fermarsi a 19,5 miliardi di euro. fanalino di coda sono l'area scandinava (-77% a 2 miliardi), la spagna (-43% a 814 millioni) e il regno unito (-7% a 4,9 miliardi)
in italia cresce il rischio insolvenza
il mattino, domenica 18 gen 09
lallarme è lanciato dallultimo rapporto censis, relativo al primo semestre del 2008: il 12,5% delle famiglie italiane che hanno contratto un mutuo sono a rischio insolvenza. secondo il rapporto, tra queste famiglie solo il 3% si troverebbe in vero pericolo, non avendo rispettato le scadenze delle rate; il 9,7% dichiara invece grandi difficoltà nel pagamento, pur riuscendo ancora per il momento a rispettare i termini, mentre il 30% lamenta solo qualche difficoltà. appena più positiva la situazione sul fronte del credito al consumo, dove solo il 5,6% delle famiglie che hanno contratto finanziamenti si trovano in difficoltà, mentre il 70% ammette di non avere particolari problemi nel rispettare le scadenze rateali
quanto varrebbe la casa bianca se fosse in vendita?
zillow.com, lunedì 19 gen 09
barack obama, primo presidente afroamericano degli stati uniti, già risiede nella casa più famosa del mondo: la casa bianca. gli esperti di zillow.com, uno dei principali portali immobiliari degli stati uniti, hanno provato a stimarne il valore di mercato. la casa bianca, costruita in otto anni, tra il 1792 e il 1800 costò 232.372 dollari. il suo attuale valore di mercato - secondo gli esperti - sarebbe di 308.058.000 dollari (circa 232.661.000 euro)
torna di moda il mutuo a tasso variabile
il messaggero, venerdì 16 gen 09
in soli 3 mesi l'euribor si è più che dimezzato toccando quota 2,51% (a ottobre era al 5,39%). in soldoni una riduzione della rata mensile pari a 175-180 euro con un risparmio annuo per le famiglie pari a 2mila euro. ai tassi attuali il "bonus" può addirittura salire quanto più lunga è la durata del mutuo e dell'importo finanziato. per esempio, lo sconto può toccare i 330 euro/mese per chi ha un prestito a 30 anni di 200mila euro. dunque il mutuo a tasso variabile potrebbe tornare di moda anche per via delle tante soluzioni paracadute introdotte dai governi per far fronte ai continui rialzi del costo del danaro operati dalla banca centrale europea. dal primo gennaio è entrata in vigore la disposizione contenuta nel decreto anti-crisi che introduce un tetto del 4% alle rate del mutuo a tasso variabile al di sopra del quale interviene lo stato accollandosi la differenza degli interessi; dal 2007 c'è la portabilità del mutuo (introdotta da bersani-governo prodi) che permette di trasferire il mutuo ad un'altra banca a condizioni migliori; infine, da gennaio sono disponibili mutui ai tassi bce, con il vantaggio di una maggiore stabilità rispetto a quelli indicizzati euribor, ma anche degli spread più salati compresi tra l'1,5% e il 2%
Crisi
Il termine "crisi" - dal greco krisis (separazione, scelta, giudizio, decisione, usato nel contesto medico, teol. e giur.) - fu utilizzato in it. a partire dall'inizio del XIV, in franc. dal XVII e in ted. dal XVIII sec., per caratterizzare dapprima situazioni militari, poi anche politiche, che esigevano una decisione, risp. interventi concreti da parte degli attori coinvolti. Da allora, diagnosticare una crisi serve anche a giustificare un intervento; allo stesso modo, gruppi d'interesse, attraverso i loro discorsi, possono creare crisi reali o fittizie al fine di realizzare i propri obiettivi. Nell'epoca delle rivoluzioni il concetto esprimeva, nella filosofia della storia, "una nuova esperienza del tempo", e costituiva "il fattore e l'indice di un cambiamento di epoca" irripetibile, che modificava la storia in maniera "fondamentale" (Reinhart Koselleck). Nello stesso tempo, il termine veniva sempre più utilizzato, anche in altri campi scientifici e nel linguaggio corrente, per indicare situazioni problematiche di ogni genere, irrisolvibili con le tradizionali tecniche di soluzione dei problemi e che esigevano strategie specifiche di gestione. Tali situazioni possono essere uniche, ripetersi o raggiungere lo stadio di crisi croniche. A seconda del punto di vista dell'osservatore, esse possono essere giudicate come positive o negative. Le teorie delle crisi, sviluppate dalla sociologia e poi recepite dalla storia, cercano di spiegare le cause, lo sviluppo e le possibilità di porre termine alle crisi sociali e politiche. Le crisi sono concepite come perturbazioni delle relazioni all'interno di un sistema (o ambiente), capaci di mettere in pericolo la sopravvivenza dello stesso sistema o di una parte importante delle sue strutture. Questa impostazione fa sì che nelle discussioni sociologiche vengano messi in primo piano i problemi che riguardano l'adattamento del sistema al mondo contemporaneo, della stabilità e del cambiamento, della complessità crescente e del modo in cui è affrontata, e ci si concentri sui conflitti sociali che ne scaturiscono.
Nel XIX sec. la nozione di crisi venne utilizzata anche in contesti economici, in sostituzione di espressioni più vecchie quali ricaduta o ristagno. Per Crisi economica in senso stretto si intende la svolta brusca nel ciclo della Congiuntura , che passa dall'espansione alla recessione in un quadro di fallimenti, forti cadute dei corsi borsistici e sensibile diminuzione dei prezzi. Tuttavia, nel linguaggio corrente e storico, la crisi non indica unicamente il breve lasso di tempo della svolta congiunturale, ma anche il seguente periodo di depressione. Durante l'epoca preindustriale le Crisi demografiche ed economiche erano sovente causate da catastrofi naturali, epidemie (anche epizoozie), cattivi raccolti, guerre ecc. (Crisi del tardo Medioevo ), alcune volte da speculazioni, più frequenti con l'avvento dell'industrializzazione (ferrovie, miniere ecc.). A causa dei rapidi cambiamenti delle tecniche e delle condizioni di produzione, interi settori persero la loro competitività ripetutamente e in brevissimo tempo; nel mondo politico ed economico tali fenomeni sono definiti crisi strutturali. In seguito alla crescente interdipendenza delle economie nazionali e del costituirsi di un mercato mondiale, le crisi economiche in uno Stato si ripercuotono spesso direttamente anche su altri Stati o sul mondo intero, come è spesso avvenuto dalla metà del XIX sec. Verso la fine del XX sec. la dipendenza intern. è ulteriormente aumentata.
Le crisi politiche e sociali sono variamente collegate a quelle economiche. Carestie persistenti provocarono la messa in discussione dei poteri legittimi e lo scoppio di rivolte già molto prima dell'età moderna. In senso inverso, grandi crisi sociali o politiche sfociano in crisi economiche, perché, quando il futuro appare incerto, di regola gli investimenti diminuiscono trasformando così le crisi politiche in crisi economiche.
Fino agli anni 1970-80 la storiografia sviz. non prestò molta attenzione allo studio delle crisi, perché considerava l'ininterrotta continuità territoriale e politica del Paese come la sua caratteristica per eccellenza. La storiografia coltivò la tesi riduttiva secondo cui il "caso particolare" (Sonderfall) della Svizzera si basava su sottili e ponderate strategie di superamento dei conflitti grazie alle quali era stato garantito il mantenimento dell'"unione nelle diversità". In questa visione della storia, le crisi, come punti di svolta dello sviluppo storico e fasi di rottura nella vita sociale, trovarono poco spazio.
Questi fenomeni, trascurati per molti anni dai grandi rappresentanti della storiografia nazionale, attirarono comunque l'attenzione di singoli studiosi, che, almeno agli inizi, occupavano una posizione piuttosto marginale. Siccome l'attualità di una crisi stimola lo studio delle crisi del passato, la moltiplicazione di studi dedicati a questo argomento è esso stesso indice di periodi difficili; le date di pubblicazione delle opere cui si fa qui riferimento permettono di costruire un "calendario delle crisi" sviz.: vi figurano, come epoche di cambiamento sociale accelerato o innovatrici, il decennio 1890-1900, i primi anni 1920-30 e 1930-40 e gli anni 1970-80.
Jacob Buckhardt distingue nel processo storico tra "influssi e intrecci progressivi e costanti delle grandi potenze mondiali" e "processi accelerati" o "crisi storiche", durante le quali si realizzano in poche settimane evoluzioni che solitamente avrebbero bisogno di sec.; egli dunque differenzia lo stato di crisi da quello normale, che comunque non deve necessariamente essere privo di conflitti. La fenomenologia della crisi di Burckhardt si basa sull'analisi della Rivoluzione franc. del 1789. Centrale è per lui il carattere contagioso della crisi, che investe cerchie sempre più ampie, si trasmette in tutte le relazioni sociali e infine mette in discussione anche il potere politico. Tipico di questo processo non è solo il pessimismo, che Burckhardt ricollega alla restaurazione, alla fine della Rivoluzione franc., di un nuovo ancien régime, ma anche il potenziale creativo che si osserva quando le "barriere sono state abbattute o sono in procinto di esserlo". Va tuttavia notato che Burckhardt non ha esposto in modo preciso il concetto di crisi e nemmeno lo ha applicato empiricamente alla Svizzera.
Durante il periodo fra le due guerre mondiali la discussione sulle crisi fu rilanciata da esponenti molto marcatamente di sinistra o di destra. All'immagine di una storia armoniosa improntata alla continuità proposta dagli storici vicini al radicalismo, il politico socialista Robert Grimm oppose una concezione orientata sulle teorie di Karl Marx, secondo cui il motore del processo storico era la lotta di classe e il suo inasprimento, che culminava nelle crisi rivoluzionarie. La lotta dei Conf. per la libertà, la nascita delle corporazioni, la Riforma e la guerra dei contadini, l'Elvetica e la fondazione dello Stato fed. sarebbero il risultato delle lotte di classe motivate da interessi economici, durante le quali avverrebbe, sotto forma di crisi, la transizione da una forma di società a quella successiva. In questo contesto, Grimm interpretò coerentemente lo sciopero generale del 1918 e la stabilizzazione conservatrice che fece seguito alla sua repressione come crisi della democrazia liberale in fase di transizione verso un regime autoritario.
Anche l'interpretazione della storia della Svizzera proposta dall'intellettuale di destra Gonzague de Reynold si inserì nel contesto della "crisi del liberalismo". Egli contestò la concezione lineare del progresso sostenuta dalla storiografia liberale e rifiutò categoricamente le idee del 1789: il "democratismo" importato dall'estero, responsabile dei sovvertimenti del 1789 e del 1848, avrebbe reso estranea la Svizzera a se stessa e aperto un abisso fra il "Paese legale" e il "Paese vivente". La Svizzera, "resa malata" dalla cesura con la tradizione della Conf. prerivoluzionaria, avrebbe avuto bisogno di un uomo che, basandosi sulla fam. cristiana e sulle strutture dello stato corporativo, l'avrebbe condotta fuori dalla crisi. De Reynold definì la crisi come quel "decisivo lasso di tempo in cui matura una svolta della quale nessuno sa se sarà salutare o nefasta"; con questa definizione, orientata al concetto medico di crisi (ossia la fase decisiva di una malattia), de Reynold restò fedele al suo modello organico della società. Non mancò però di sottolineare che la storia è un processo aperto e si distanziò dal credo liberale del progressivo perfezionamento dei rapporti all'interno della nazione.
Diversamente dall'attacco di Grimm, che passò quasi inosservato, l'analisi di de Reynold provocò violenti proteste da parte dei liberali e della sinistra. La maggior parte degli storici si concentrò - soprattutto negli anni della difesa spirituale del Paese - sull'esposizione di un cammino rettilineo della Svizzera; sentendosi chiamati a definire un'identità nazionale, non ritenevano di potersi occupare sistematicamente di crisi.
Fu solo nel 1968 che a questa visione storica così piatta venne opposta un'altra prospettiva che riprese il concetto di "malaise elvetica" espresso alcuni anni prima nel campo borghese e, sotto l'influsso della Scuola di Francoforte, lo interpretò in chiave neomarxista. La crisi della "società tardoborghese" fu analizzata sullo sfondo di una concezione della storia che si distanziava esplicitamente dalla semplice elencazione e narrazione di fatti storici, e intendeva per contro spiegare e chiarire non solo il passato ma anche il presente. Secondo questa concezione, la crisi non era un prodotto del caso ma una conseguenza del tardo capitalismo: era il risultato delle contraddizioni fra le forze produttive dinamiche e le condizioni di produzione statiche, soggette a bruschi adattamenti nel corso del processo storico.
L'approccio creativo con il marxismo avviò, a partire dagli anni 1970-80, un'apertura della storia nei confronti della sociologia, che si tradusse in un interesse crescente per i fenomeni di crisi. Negli anni 1980-90 Hansjörg Siegenthaler sviluppò un modello del Mutamento sociale che pone sistematicamente in relazione crescita economica e crisi sociali: la crescita economica provoca inevitabilmente rotture nella società perché causa disparità nell'evoluzione dei prezzi, un aumento della mobilità sociale e tensioni nel sistema delle norme e degli status. Gli attori individuali e collettivi perdono di conseguenza la fiducia nei modelli di riferimento esistenti, il che frena le attività orientate verso il futuro e in particolare gli investimenti. Contemporaneamente si apre il "mercato delle idee" e le diverse interpretazioni della realtà inaspriscono i conflitti sociali. Dopo un periodo ricco di conflitti e caratterizzato da processi di integrazione ed esclusione riescono a sopravvivere solo quegli attori in grado di creare un nuovo insieme stabile di idee e istituzioni. Il modello distingue dunque due "stati di aggregazione" delle società moderne: da un lato la fase normale, strutturalmente determinata, in cui l'orientamento stabile favorisce la crescita economica e i conflitti sociali vengono risolti nel quadro delle istituzioni previste a tale scopo; dall'altro la fase di crisi, più breve, durante la quale vanno faticosamente create le nuove strutture.
È possibile fondare il modello su basi microsociologiche se si premette che l'azione sociale dipende dalle interpretazioni del mondo, di cui gli attori collettivi sono i mediatori. Partendo dalla considerazione che gli attori sociali devono sottoporre il mondo a un'interpretazione intersoggettiva, Kurt Imhof e Gaetano Romano hanno ampliato il modello di Siegenthaler, nel quadro della teoria della comunicazione, attribuendo ai discorsi pubblici la genesi e la riproduzione delle visioni del mondo. Nei diversi luoghi in cui si esprime l'"opinione pubblica" vengono prodotti modelli interpretativi e orientativi, costruite identità proprie e altrui, e viene stabilita una capacità di definizione politica. Questo processo necessita tuttavia di tempo, perché i processi di modernizzazione menz. svalutano i modelli interpretativi esistenti, creano spazi per movimenti concorrenti e nuovi media, che a loro volta modificano l'opinione pubblica. Si può dunque descrivere il cambiamento sociale come una sorta di crisi che provoca una mutazione strutturale dell'opinione pubblica.
Questo approccio, che considera la storia moderna della Svizzera come una successione di processi di crisi e di stabilizzazione, è stato applicato a più riprese, in particolare nelle recenti ricerche sullo Stato fed. Temi quali la questione europea, le tensioni fra le regioni linguistiche e le discussioni sulla Svizzera durante la seconda guerra mondiale (anni 1990-2000) hanno costantemente rafforzato l'interesse degli storici per il fenomeno delle crisi.
Nel XIX sec. la nozione di crisi venne utilizzata anche in contesti economici, in sostituzione di espressioni più vecchie quali ricaduta o ristagno. Per Crisi economica in senso stretto si intende la svolta brusca nel ciclo della Congiuntura , che passa dall'espansione alla recessione in un quadro di fallimenti, forti cadute dei corsi borsistici e sensibile diminuzione dei prezzi. Tuttavia, nel linguaggio corrente e storico, la crisi non indica unicamente il breve lasso di tempo della svolta congiunturale, ma anche il seguente periodo di depressione. Durante l'epoca preindustriale le Crisi demografiche ed economiche erano sovente causate da catastrofi naturali, epidemie (anche epizoozie), cattivi raccolti, guerre ecc. (Crisi del tardo Medioevo ), alcune volte da speculazioni, più frequenti con l'avvento dell'industrializzazione (ferrovie, miniere ecc.). A causa dei rapidi cambiamenti delle tecniche e delle condizioni di produzione, interi settori persero la loro competitività ripetutamente e in brevissimo tempo; nel mondo politico ed economico tali fenomeni sono definiti crisi strutturali. In seguito alla crescente interdipendenza delle economie nazionali e del costituirsi di un mercato mondiale, le crisi economiche in uno Stato si ripercuotono spesso direttamente anche su altri Stati o sul mondo intero, come è spesso avvenuto dalla metà del XIX sec. Verso la fine del XX sec. la dipendenza intern. è ulteriormente aumentata.
Le crisi politiche e sociali sono variamente collegate a quelle economiche. Carestie persistenti provocarono la messa in discussione dei poteri legittimi e lo scoppio di rivolte già molto prima dell'età moderna. In senso inverso, grandi crisi sociali o politiche sfociano in crisi economiche, perché, quando il futuro appare incerto, di regola gli investimenti diminuiscono trasformando così le crisi politiche in crisi economiche.
Fino agli anni 1970-80 la storiografia sviz. non prestò molta attenzione allo studio delle crisi, perché considerava l'ininterrotta continuità territoriale e politica del Paese come la sua caratteristica per eccellenza. La storiografia coltivò la tesi riduttiva secondo cui il "caso particolare" (Sonderfall) della Svizzera si basava su sottili e ponderate strategie di superamento dei conflitti grazie alle quali era stato garantito il mantenimento dell'"unione nelle diversità". In questa visione della storia, le crisi, come punti di svolta dello sviluppo storico e fasi di rottura nella vita sociale, trovarono poco spazio.
Questi fenomeni, trascurati per molti anni dai grandi rappresentanti della storiografia nazionale, attirarono comunque l'attenzione di singoli studiosi, che, almeno agli inizi, occupavano una posizione piuttosto marginale. Siccome l'attualità di una crisi stimola lo studio delle crisi del passato, la moltiplicazione di studi dedicati a questo argomento è esso stesso indice di periodi difficili; le date di pubblicazione delle opere cui si fa qui riferimento permettono di costruire un "calendario delle crisi" sviz.: vi figurano, come epoche di cambiamento sociale accelerato o innovatrici, il decennio 1890-1900, i primi anni 1920-30 e 1930-40 e gli anni 1970-80.
Jacob Buckhardt distingue nel processo storico tra "influssi e intrecci progressivi e costanti delle grandi potenze mondiali" e "processi accelerati" o "crisi storiche", durante le quali si realizzano in poche settimane evoluzioni che solitamente avrebbero bisogno di sec.; egli dunque differenzia lo stato di crisi da quello normale, che comunque non deve necessariamente essere privo di conflitti. La fenomenologia della crisi di Burckhardt si basa sull'analisi della Rivoluzione franc. del 1789. Centrale è per lui il carattere contagioso della crisi, che investe cerchie sempre più ampie, si trasmette in tutte le relazioni sociali e infine mette in discussione anche il potere politico. Tipico di questo processo non è solo il pessimismo, che Burckhardt ricollega alla restaurazione, alla fine della Rivoluzione franc., di un nuovo ancien régime, ma anche il potenziale creativo che si osserva quando le "barriere sono state abbattute o sono in procinto di esserlo". Va tuttavia notato che Burckhardt non ha esposto in modo preciso il concetto di crisi e nemmeno lo ha applicato empiricamente alla Svizzera.
Durante il periodo fra le due guerre mondiali la discussione sulle crisi fu rilanciata da esponenti molto marcatamente di sinistra o di destra. All'immagine di una storia armoniosa improntata alla continuità proposta dagli storici vicini al radicalismo, il politico socialista Robert Grimm oppose una concezione orientata sulle teorie di Karl Marx, secondo cui il motore del processo storico era la lotta di classe e il suo inasprimento, che culminava nelle crisi rivoluzionarie. La lotta dei Conf. per la libertà, la nascita delle corporazioni, la Riforma e la guerra dei contadini, l'Elvetica e la fondazione dello Stato fed. sarebbero il risultato delle lotte di classe motivate da interessi economici, durante le quali avverrebbe, sotto forma di crisi, la transizione da una forma di società a quella successiva. In questo contesto, Grimm interpretò coerentemente lo sciopero generale del 1918 e la stabilizzazione conservatrice che fece seguito alla sua repressione come crisi della democrazia liberale in fase di transizione verso un regime autoritario.
Anche l'interpretazione della storia della Svizzera proposta dall'intellettuale di destra Gonzague de Reynold si inserì nel contesto della "crisi del liberalismo". Egli contestò la concezione lineare del progresso sostenuta dalla storiografia liberale e rifiutò categoricamente le idee del 1789: il "democratismo" importato dall'estero, responsabile dei sovvertimenti del 1789 e del 1848, avrebbe reso estranea la Svizzera a se stessa e aperto un abisso fra il "Paese legale" e il "Paese vivente". La Svizzera, "resa malata" dalla cesura con la tradizione della Conf. prerivoluzionaria, avrebbe avuto bisogno di un uomo che, basandosi sulla fam. cristiana e sulle strutture dello stato corporativo, l'avrebbe condotta fuori dalla crisi. De Reynold definì la crisi come quel "decisivo lasso di tempo in cui matura una svolta della quale nessuno sa se sarà salutare o nefasta"; con questa definizione, orientata al concetto medico di crisi (ossia la fase decisiva di una malattia), de Reynold restò fedele al suo modello organico della società. Non mancò però di sottolineare che la storia è un processo aperto e si distanziò dal credo liberale del progressivo perfezionamento dei rapporti all'interno della nazione.
Diversamente dall'attacco di Grimm, che passò quasi inosservato, l'analisi di de Reynold provocò violenti proteste da parte dei liberali e della sinistra. La maggior parte degli storici si concentrò - soprattutto negli anni della difesa spirituale del Paese - sull'esposizione di un cammino rettilineo della Svizzera; sentendosi chiamati a definire un'identità nazionale, non ritenevano di potersi occupare sistematicamente di crisi.
Fu solo nel 1968 che a questa visione storica così piatta venne opposta un'altra prospettiva che riprese il concetto di "malaise elvetica" espresso alcuni anni prima nel campo borghese e, sotto l'influsso della Scuola di Francoforte, lo interpretò in chiave neomarxista. La crisi della "società tardoborghese" fu analizzata sullo sfondo di una concezione della storia che si distanziava esplicitamente dalla semplice elencazione e narrazione di fatti storici, e intendeva per contro spiegare e chiarire non solo il passato ma anche il presente. Secondo questa concezione, la crisi non era un prodotto del caso ma una conseguenza del tardo capitalismo: era il risultato delle contraddizioni fra le forze produttive dinamiche e le condizioni di produzione statiche, soggette a bruschi adattamenti nel corso del processo storico.
L'approccio creativo con il marxismo avviò, a partire dagli anni 1970-80, un'apertura della storia nei confronti della sociologia, che si tradusse in un interesse crescente per i fenomeni di crisi. Negli anni 1980-90 Hansjörg Siegenthaler sviluppò un modello del Mutamento sociale che pone sistematicamente in relazione crescita economica e crisi sociali: la crescita economica provoca inevitabilmente rotture nella società perché causa disparità nell'evoluzione dei prezzi, un aumento della mobilità sociale e tensioni nel sistema delle norme e degli status. Gli attori individuali e collettivi perdono di conseguenza la fiducia nei modelli di riferimento esistenti, il che frena le attività orientate verso il futuro e in particolare gli investimenti. Contemporaneamente si apre il "mercato delle idee" e le diverse interpretazioni della realtà inaspriscono i conflitti sociali. Dopo un periodo ricco di conflitti e caratterizzato da processi di integrazione ed esclusione riescono a sopravvivere solo quegli attori in grado di creare un nuovo insieme stabile di idee e istituzioni. Il modello distingue dunque due "stati di aggregazione" delle società moderne: da un lato la fase normale, strutturalmente determinata, in cui l'orientamento stabile favorisce la crescita economica e i conflitti sociali vengono risolti nel quadro delle istituzioni previste a tale scopo; dall'altro la fase di crisi, più breve, durante la quale vanno faticosamente create le nuove strutture.
È possibile fondare il modello su basi microsociologiche se si premette che l'azione sociale dipende dalle interpretazioni del mondo, di cui gli attori collettivi sono i mediatori. Partendo dalla considerazione che gli attori sociali devono sottoporre il mondo a un'interpretazione intersoggettiva, Kurt Imhof e Gaetano Romano hanno ampliato il modello di Siegenthaler, nel quadro della teoria della comunicazione, attribuendo ai discorsi pubblici la genesi e la riproduzione delle visioni del mondo. Nei diversi luoghi in cui si esprime l'"opinione pubblica" vengono prodotti modelli interpretativi e orientativi, costruite identità proprie e altrui, e viene stabilita una capacità di definizione politica. Questo processo necessita tuttavia di tempo, perché i processi di modernizzazione menz. svalutano i modelli interpretativi esistenti, creano spazi per movimenti concorrenti e nuovi media, che a loro volta modificano l'opinione pubblica. Si può dunque descrivere il cambiamento sociale come una sorta di crisi che provoca una mutazione strutturale dell'opinione pubblica.
Questo approccio, che considera la storia moderna della Svizzera come una successione di processi di crisi e di stabilizzazione, è stato applicato a più riprese, in particolare nelle recenti ricerche sullo Stato fed. Temi quali la questione europea, le tensioni fra le regioni linguistiche e le discussioni sulla Svizzera durante la seconda guerra mondiale (anni 1990-2000) hanno costantemente rafforzato l'interesse degli storici per il fenomeno delle crisi.
lunedì 12 gennaio 2009
Notizie immobiliari - Marco Ramberti
bollettino di notizie immobiliari
venerdì 9 gennaio 2009, anno tre, numero 55 14.234 sottoscrizioni
il 2009 premierà il mattone di qualità
il sole 24 ore, sabato 3 gen 2009
l'andamento a ribasso delle compravendite immobiliari inizia ad avere effetto sui prezzi. l'ultima rilevazione di scenari immobiliari di dicembre 2008 nelle principali città italiane mostra un incremento nominale dell'1,4%, con una variazione trimestrale a ribasso (-2%). i dati di scenari immobiliari mostrano quotazioni in crescita nelle zone semicentrali di 10 grandi città con valori che però in nessun caso superano il tasso d'inflazione medio rilevato dall'istat nell'anno appena trascorso, pari al 3,3%. tuttavia se si va più nel dettaglio delle zone cittadine, si possono già scorgere ribassi consistenti a partire dalle zone periferiche delle città (anche oltre il 10%). per il 2009 gli esperti prevedono cali nell'ordine del 6%. una situazione sulla quale influiranno la stetta creditizia, l'incertezza dovuta alla crisi e la rigidità dei venditori poco propensi ad abbassare le loro pretese. non mancano però motivi di ottimismo, come il calo dei tassi euribor e il ritrovato interesse per il mattone da parte degli investitori in uscita dai mercati azionari. un quadro di difficile lettura nel quale però risulta difficile preconizzare disastri come quelli in atto in stati uniti e gran bretagna
milano: è solo l'inizio di un ciclo negativo?
la repubblica, domenica 4 gen 2009
libero, sabato 3 gen 2008
transazioni in calo del 20%, tempi di vendita più lunghi (da 2-3 mesi a 6 mesi) e prezzi che hanno imboccato la china discendente con una flessione media del 6% rispetto al 2007. è il quadro del mercato immobiliare milanese presentato da assoedilizia. previsioni peraltro confermate dall'ufficio studi di tecnocasa che ha rilevato quotazioni in calo sotto la madonnina nei primi 6 mesi del 2008. si va dal calo del 4% della zona bovisa-sempione al -1,7% della zona della stazione centrale, passando per il -3,1% del centro, il -2,6% di città studi e il -1,9% dei quartieri vercelli-lorenteggio. si salvano - sepre secondo i dati tecnocasa - i soli quartieri lodi-corsica e navigli-famagosta. le previsioni per il 2009 parlano di una ulteriore flessione dei prezzi e delle transazioni. le quotazioni degli immobili potrebbero andar giù del 6-10% salvo che per gli immobili di qualità. per alberto lughini è soltanto l'inizio di un ciclo negativo e ricorda che "le crisi precedenti sono durate cinque anni. se il mercato ripartisse prima del 2011 - continua il presidente di reddy's group - sarebbe un miracolo"
euribor a quota 2,592%. ora è sui valori del 2006
la stampa, venerdì 9 gen 2009
l'euribor a tre mesi, quello con il quale vengono indicizzati i mutui per l'acquisto degli immobili, è sceso ancora toccando quota 2,592% (ai minimi dal 5 marzo 2006). per i risparmiatori che hanno contratto un mutuo a tasso variabile si prospetta ancora una boccata di ossigeno. in ridimensionamento anche la scadenza a una settimana - al 2,242% dal 2,275% - e quella a sei mesi - al 2,811% dal 2,845%
il credit crunch affonda giù investimenti retail in europa
finanza & mercati, venerdì 9 gen 09
gli investimenti nel mattone sono andati a picco nel 2008 secondo jones lang lasalle. le ultime stime della società operante nel settore della consulenza immobiliare parlano di un calo del volume degli investimenti nell'ordine del 55% a 110 mld di euro (con una flessione del 30% nell'ultimo trimestre 2008). lo sboom del mercato è destinato a protrarsi per almeno tutta la metà del 2009. peserà sul comparto la stretta creditizia operata dalle banche e l'atteggiamento più cauto da parte degli investitori. i paesi più colpiti dalla caduta dei volumi d'investimenti sono stati regno unito, germania e francia, dove gli affari si sono ridotti del 60%. ad oggi il rallentamento dell'attività si manifesta maggiormente nell'europa occidentale, mentre in europa centro-orientale, caratterizzata da mercati meno maturi, si è registrato un incremento degli investimenti immobiliari tra il 4 e l'8% rispetto al 2007. sempre secondo il dipartimento di ricerca jones lang lasalle si sarebbe ridotta anche la quota degli investimenti cross border, scendendo dal 63 al 60%. è la prima volta che accade dopo otto anni di continua crescita
il mattone uk prova a risalire
libero mercato, mercoledì 7 gen 09
storico calo dei prezzi delle abitazioni inglesi: secondo le ultime stime di nationwide, i prezzi delle case in gran bretagna sono crollati del 15,9% in un anno, il 2,5% in meno solo il mese scorso. la crisi non ha risparmiato neanche il mercato immobiliare londinese che ha sofferto un calo su base annuale del 15%. colpite anche le zone più in della city come chelsea, kensington, holland park e notting hill, dove ora è possibile trovare un appartamento di 60 m2 a sole 500-600mila sterline, con uno sconto del 30% rispetto al dicembre 2007. al fine di far ripartire il mercato immobiliare il governo ha anche azzerato l'ici per immobili dal valore inferiore alle 175mila sterline. più difficile si fa la questione sul fronte mutui, dato che le banche inglesi, sempre più riluttanti a concederli, esigono come garanzia un deposito pari al 25% del prezzo dacquisto della casa
caro mutui, in arrivo il decreto anti-crisi
il sole 24 ore, domenica 8 gen 09
lunità, mercoledì 6 gen 09
il decreto anti-crisi sbarcherà presto in parlamento per la discussione generale. al fine di fronteggiare la crisi immobiliare e il caro-mutui, le nuove regole prevedono innanzitutto la possibilità di congelare il tasso variabile a un tetto massimo del 4%: ciò significa che il mutuatario sarà tenuto a corrispondere alla banca il tasso contrattuale (solitamente, euribor+spreed) solo se questo non supera la soglia del 4%; in caso contrario, leccedenza verrà pagata dallo stato, che attingerà da un fondo speciale di 250 milioni di euro. di conseguenza, qualora la banca ricevesse dal mutuatario pagamenti eccedenti il 4%, dovrà restituirli con gli interessi. laiuto statale verrà concesso a persone fisiche per mutui a tasso variabile stipulati entro il 31 ottobre 2008 per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa. laiuto è concesso anche per mutui rinegoziati. un ulteriore vantaggio previsto dal decreto è la possibilità per chi contrarrà un mutuo dal primo marzo 2009 di stipulare prestiti indicizzati con il tasso bce, cioè quello praticato dalla banca centrale europea. il mutuatario, inoltre, può continuare a godere di alcune disposizioni del decreto bersani con la possibilità di chiedere alla propria banca la rinegoziazione delle condizioni del prestito
il cohousing sbarca a genova
il secolo XIX, venerdì 9 gen 09
nasce su facebook il cohousing project genova con lintenzione di far conoscere la tendenza del cohousing e tutti i suoi vantaggi ai cittadini genovesi. per la promotrice dell'iniziativa, l'ex giornalista juliette, si tratterebbe soltanto di far "correre voce" perchè le persone interessate a questo nuovo stile di vita incentrato sulla mutualità, potrebbero essere tantissime. a milano è già sorto un gruppo per la progettazione partecipata di 60 appartamenti il cui canone daffitto sarà di 10 euro a m2, con condivisione di biblioteca, zona giorno con cucina e asilo nido. sempre nel capoluogo meneghino è previsto, per il 2011, lavvio del progetto urban farm che prevede la costruzione di una mega-serra capace di coprire da sola il 50% del fabbisogno di verdura fresca degli abitanti di lambrate. in provincia di biella, infine, al via il progetto aquarius. rivolto a un'utenza di over 50, tale progetto prevede un nuovo modello di residenzialità che favorisce la condivisione di svariati servizi come una lavanderia, uno spazio living, un'area salute e salottino medico
mistero a manhattan: crollano le compravendite, ma i prezzi continuano a salire
business week, mercoledì 7 gen 09
la vendita di case a manhattan è crollata del 40-50% nell'ultimo quarto dell'anno rispetto al trimestre precedente, più del doppio rispetto al 17% solitamente stimato per motivi di calendario. questi i dati forniti dal bollettino del corcoran group, secondo il quale il numero di abitazioni vendute in questa zona esclusiva di new york calano per il quinto trimestre consecutivo. non scendono però i prezzi che, anzi, fanno registrare un aumento: il costo del piede quadrato (che corrisponde a 0,092 metri quadrati) è cresciuto infatti del 5%, raggiungendo quota 1.211 dollari (quindi 13.163 dollari/m2 per circa 9.750 euro/m2)
cresce linteresse per le case nei mercati in declino
myfinance.co.uk, giovedì 8 gen 09
il portale immobiliare rightmove.co.uk ha annunciato che lo scorso 5 gennaio, primo lunedì lavorativo del 2009, sono state inviate ben 44mila e-mail di richiesta di informazioni per immobili presenti sul sito, il 121% in più rispetto alle mail inviate lo stesso giorno del 2008. miles shipside, direttore commerciale del portale, segnala che la caduta dei prezzi del mercato britannico sta risvegliando linteresse di chi è in cerca di occasioni. generalmente, a mostrarsi interessati sono individui che dispongono di liquidità, senza grosse necessità di credito o persone libere da ipoteche. si tratta di individui che da mesi attendono una caduta dei prezzi per entrare nel mercato immobiliare
corre forte il web del mattone
ilsole24ore, sabato 3 gen 09
secondo un'indagine condotta dall'ufficio studi dell'associazione nazionale agenti immobiliari (anama) nel primo trimestre 2008, il 37% dei potenziali acquirenti di case passa oggi dal web. lo hanno affermato le 980 agenzie immobiliari interpellate da anama per lo studio in questione, lo ribadiscono i dati nielsen online secondo i quali il numero di quanti cercano casa su internet sarebbe aumentato di circa un milione di utenti tra settembre 2007 (1.860.000 utenti) e settembre 2008 (2.784.234 utenti), mantenendosi comunque costantemente al di sopra della soglia dei 2 milioni di utenti/mese nell'arco dell'anno. tra i vantaggi immediatamente riscontrabili dagli utenti, senz'altro l'estrema velocità di consultazione degli annunci online e la chiarezza delle inserzioni soprattutto se corredate da foto, visite virtuali e video. dunque chi cerca, vende o affitta casa dovrà fare tappa sul web . per far fronte a un anno che si prospetta difficile per chi offre casa internet può risultare il migliore antidoto anti-crisi
venerdì 9 gennaio 2009, anno tre, numero 55 14.234 sottoscrizioni
il 2009 premierà il mattone di qualità
il sole 24 ore, sabato 3 gen 2009
l'andamento a ribasso delle compravendite immobiliari inizia ad avere effetto sui prezzi. l'ultima rilevazione di scenari immobiliari di dicembre 2008 nelle principali città italiane mostra un incremento nominale dell'1,4%, con una variazione trimestrale a ribasso (-2%). i dati di scenari immobiliari mostrano quotazioni in crescita nelle zone semicentrali di 10 grandi città con valori che però in nessun caso superano il tasso d'inflazione medio rilevato dall'istat nell'anno appena trascorso, pari al 3,3%. tuttavia se si va più nel dettaglio delle zone cittadine, si possono già scorgere ribassi consistenti a partire dalle zone periferiche delle città (anche oltre il 10%). per il 2009 gli esperti prevedono cali nell'ordine del 6%. una situazione sulla quale influiranno la stetta creditizia, l'incertezza dovuta alla crisi e la rigidità dei venditori poco propensi ad abbassare le loro pretese. non mancano però motivi di ottimismo, come il calo dei tassi euribor e il ritrovato interesse per il mattone da parte degli investitori in uscita dai mercati azionari. un quadro di difficile lettura nel quale però risulta difficile preconizzare disastri come quelli in atto in stati uniti e gran bretagna
milano: è solo l'inizio di un ciclo negativo?
la repubblica, domenica 4 gen 2009
libero, sabato 3 gen 2008
transazioni in calo del 20%, tempi di vendita più lunghi (da 2-3 mesi a 6 mesi) e prezzi che hanno imboccato la china discendente con una flessione media del 6% rispetto al 2007. è il quadro del mercato immobiliare milanese presentato da assoedilizia. previsioni peraltro confermate dall'ufficio studi di tecnocasa che ha rilevato quotazioni in calo sotto la madonnina nei primi 6 mesi del 2008. si va dal calo del 4% della zona bovisa-sempione al -1,7% della zona della stazione centrale, passando per il -3,1% del centro, il -2,6% di città studi e il -1,9% dei quartieri vercelli-lorenteggio. si salvano - sepre secondo i dati tecnocasa - i soli quartieri lodi-corsica e navigli-famagosta. le previsioni per il 2009 parlano di una ulteriore flessione dei prezzi e delle transazioni. le quotazioni degli immobili potrebbero andar giù del 6-10% salvo che per gli immobili di qualità. per alberto lughini è soltanto l'inizio di un ciclo negativo e ricorda che "le crisi precedenti sono durate cinque anni. se il mercato ripartisse prima del 2011 - continua il presidente di reddy's group - sarebbe un miracolo"
euribor a quota 2,592%. ora è sui valori del 2006
la stampa, venerdì 9 gen 2009
l'euribor a tre mesi, quello con il quale vengono indicizzati i mutui per l'acquisto degli immobili, è sceso ancora toccando quota 2,592% (ai minimi dal 5 marzo 2006). per i risparmiatori che hanno contratto un mutuo a tasso variabile si prospetta ancora una boccata di ossigeno. in ridimensionamento anche la scadenza a una settimana - al 2,242% dal 2,275% - e quella a sei mesi - al 2,811% dal 2,845%
il credit crunch affonda giù investimenti retail in europa
finanza & mercati, venerdì 9 gen 09
gli investimenti nel mattone sono andati a picco nel 2008 secondo jones lang lasalle. le ultime stime della società operante nel settore della consulenza immobiliare parlano di un calo del volume degli investimenti nell'ordine del 55% a 110 mld di euro (con una flessione del 30% nell'ultimo trimestre 2008). lo sboom del mercato è destinato a protrarsi per almeno tutta la metà del 2009. peserà sul comparto la stretta creditizia operata dalle banche e l'atteggiamento più cauto da parte degli investitori. i paesi più colpiti dalla caduta dei volumi d'investimenti sono stati regno unito, germania e francia, dove gli affari si sono ridotti del 60%. ad oggi il rallentamento dell'attività si manifesta maggiormente nell'europa occidentale, mentre in europa centro-orientale, caratterizzata da mercati meno maturi, si è registrato un incremento degli investimenti immobiliari tra il 4 e l'8% rispetto al 2007. sempre secondo il dipartimento di ricerca jones lang lasalle si sarebbe ridotta anche la quota degli investimenti cross border, scendendo dal 63 al 60%. è la prima volta che accade dopo otto anni di continua crescita
il mattone uk prova a risalire
libero mercato, mercoledì 7 gen 09
storico calo dei prezzi delle abitazioni inglesi: secondo le ultime stime di nationwide, i prezzi delle case in gran bretagna sono crollati del 15,9% in un anno, il 2,5% in meno solo il mese scorso. la crisi non ha risparmiato neanche il mercato immobiliare londinese che ha sofferto un calo su base annuale del 15%. colpite anche le zone più in della city come chelsea, kensington, holland park e notting hill, dove ora è possibile trovare un appartamento di 60 m2 a sole 500-600mila sterline, con uno sconto del 30% rispetto al dicembre 2007. al fine di far ripartire il mercato immobiliare il governo ha anche azzerato l'ici per immobili dal valore inferiore alle 175mila sterline. più difficile si fa la questione sul fronte mutui, dato che le banche inglesi, sempre più riluttanti a concederli, esigono come garanzia un deposito pari al 25% del prezzo dacquisto della casa
caro mutui, in arrivo il decreto anti-crisi
il sole 24 ore, domenica 8 gen 09
lunità, mercoledì 6 gen 09
il decreto anti-crisi sbarcherà presto in parlamento per la discussione generale. al fine di fronteggiare la crisi immobiliare e il caro-mutui, le nuove regole prevedono innanzitutto la possibilità di congelare il tasso variabile a un tetto massimo del 4%: ciò significa che il mutuatario sarà tenuto a corrispondere alla banca il tasso contrattuale (solitamente, euribor+spreed) solo se questo non supera la soglia del 4%; in caso contrario, leccedenza verrà pagata dallo stato, che attingerà da un fondo speciale di 250 milioni di euro. di conseguenza, qualora la banca ricevesse dal mutuatario pagamenti eccedenti il 4%, dovrà restituirli con gli interessi. laiuto statale verrà concesso a persone fisiche per mutui a tasso variabile stipulati entro il 31 ottobre 2008 per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa. laiuto è concesso anche per mutui rinegoziati. un ulteriore vantaggio previsto dal decreto è la possibilità per chi contrarrà un mutuo dal primo marzo 2009 di stipulare prestiti indicizzati con il tasso bce, cioè quello praticato dalla banca centrale europea. il mutuatario, inoltre, può continuare a godere di alcune disposizioni del decreto bersani con la possibilità di chiedere alla propria banca la rinegoziazione delle condizioni del prestito
il cohousing sbarca a genova
il secolo XIX, venerdì 9 gen 09
nasce su facebook il cohousing project genova con lintenzione di far conoscere la tendenza del cohousing e tutti i suoi vantaggi ai cittadini genovesi. per la promotrice dell'iniziativa, l'ex giornalista juliette, si tratterebbe soltanto di far "correre voce" perchè le persone interessate a questo nuovo stile di vita incentrato sulla mutualità, potrebbero essere tantissime. a milano è già sorto un gruppo per la progettazione partecipata di 60 appartamenti il cui canone daffitto sarà di 10 euro a m2, con condivisione di biblioteca, zona giorno con cucina e asilo nido. sempre nel capoluogo meneghino è previsto, per il 2011, lavvio del progetto urban farm che prevede la costruzione di una mega-serra capace di coprire da sola il 50% del fabbisogno di verdura fresca degli abitanti di lambrate. in provincia di biella, infine, al via il progetto aquarius. rivolto a un'utenza di over 50, tale progetto prevede un nuovo modello di residenzialità che favorisce la condivisione di svariati servizi come una lavanderia, uno spazio living, un'area salute e salottino medico
mistero a manhattan: crollano le compravendite, ma i prezzi continuano a salire
business week, mercoledì 7 gen 09
la vendita di case a manhattan è crollata del 40-50% nell'ultimo quarto dell'anno rispetto al trimestre precedente, più del doppio rispetto al 17% solitamente stimato per motivi di calendario. questi i dati forniti dal bollettino del corcoran group, secondo il quale il numero di abitazioni vendute in questa zona esclusiva di new york calano per il quinto trimestre consecutivo. non scendono però i prezzi che, anzi, fanno registrare un aumento: il costo del piede quadrato (che corrisponde a 0,092 metri quadrati) è cresciuto infatti del 5%, raggiungendo quota 1.211 dollari (quindi 13.163 dollari/m2 per circa 9.750 euro/m2)
cresce linteresse per le case nei mercati in declino
myfinance.co.uk, giovedì 8 gen 09
il portale immobiliare rightmove.co.uk ha annunciato che lo scorso 5 gennaio, primo lunedì lavorativo del 2009, sono state inviate ben 44mila e-mail di richiesta di informazioni per immobili presenti sul sito, il 121% in più rispetto alle mail inviate lo stesso giorno del 2008. miles shipside, direttore commerciale del portale, segnala che la caduta dei prezzi del mercato britannico sta risvegliando linteresse di chi è in cerca di occasioni. generalmente, a mostrarsi interessati sono individui che dispongono di liquidità, senza grosse necessità di credito o persone libere da ipoteche. si tratta di individui che da mesi attendono una caduta dei prezzi per entrare nel mercato immobiliare
corre forte il web del mattone
ilsole24ore, sabato 3 gen 09
secondo un'indagine condotta dall'ufficio studi dell'associazione nazionale agenti immobiliari (anama) nel primo trimestre 2008, il 37% dei potenziali acquirenti di case passa oggi dal web. lo hanno affermato le 980 agenzie immobiliari interpellate da anama per lo studio in questione, lo ribadiscono i dati nielsen online secondo i quali il numero di quanti cercano casa su internet sarebbe aumentato di circa un milione di utenti tra settembre 2007 (1.860.000 utenti) e settembre 2008 (2.784.234 utenti), mantenendosi comunque costantemente al di sopra della soglia dei 2 milioni di utenti/mese nell'arco dell'anno. tra i vantaggi immediatamente riscontrabili dagli utenti, senz'altro l'estrema velocità di consultazione degli annunci online e la chiarezza delle inserzioni soprattutto se corredate da foto, visite virtuali e video. dunque chi cerca, vende o affitta casa dovrà fare tappa sul web . per far fronte a un anno che si prospetta difficile per chi offre casa internet può risultare il migliore antidoto anti-crisi
martedì 6 gennaio 2009
CRISI ECONOMICA? - Marco Ramberti
Perchè gli italiani spendono a Londra quello che risparmiano a casa Italia
Giancarlo Loquenzi
Inserisci uno o più indirizzi separati da virgole. di Giancarlo Loquenzi5 Gennaio 2009 A conti delle feste fatti e finiti, molti hanno osservato come gli italiani avessero lasciato cadere nel vuoto l’invito di Berlusconi a spendere soldi e ottimismo come viatico contro la crisi. Le percentuali sono ancora grossolane e discordanti, ma sembra che manchi all’appello delle spese natalizie qualcosa come il 20 per cento in meno rispetto all’anno scorso, circa un miliardo di euro che sarebbe rimasto congelato dalla paura e dall’incertezza per il futuro.
Forse le cose stanno davvero così e non ho certo dati economici o fonti riservate per sostenere il contrario, ma un qualche dubbio mi resta anche se solo basato su un’impressione. Ho passato infatti una settimana a Londra e la mia impressione è che fosse piena di italiani che spendevano a piene mani. Nelle vie del centro l’Italiano era la seconda lingua (dopo l’inglese) che si sentisse risuonare, e spesso anche la prima. Negli autobus, in metropolitana, nei musei, nei ristoranti, erano gli italiani la specie dominante. Ma soprattutto la loro invasione era mirata ai negozi. Nel reparto cachemire di Harrods, tra le super-griffe di Harvey Nichols, nelle boutique di Bond street e dintorni, così come nei più popolari Gap o Banana Republic, battaglioni di connazionali festanti facevano fondere le loro carte di credito e fluire fiumi di euro nelle casse della perfida Albione. Il nuovo megastore delle Church’s su Regent Street era un accampamento stabile di italiani che si provavano scarpe seduti per terra, negli angoli, in bilico su un piede solo, mentre prendevano ordinazioni da amici al telefono gridando misure e colori in cento dialetti diversi sotto gli occhi attoniti di commessi diafani e silenziosi. Alla fine uscivano trionfanti con scarpe pagate 300 sterline al paio invece dei 4-500 euro che servono a via Condotti o a via Montenapoleone. La scena era simile da Burberry, dove l’assalto ai trench in saldo veniva regolato da imperturbabili bobbies.
Davanti al nuovo negozio di Abercrombie & Fitch, da poco sbarcato a Londra per portare anche nella vecchia Europa il suo stile da college della Ivy League, c’era una fila di tre isolati di ragazzine italiane intirizzite e di padri e madri increduli. Le ragazzine erano tutte dotate di fotocamere di digitali per immortalare la leggendaria bellezza dei commessi, e i genitori di portafogli pronti ad essere svaligiati. Dal lato opposto del palazzo le vedevi uscire raggianti con le loro nuove t-shirt da 40 sterline l’una e la foto del commesso preferito.
Passando davanti alla sede di Chelsea di una delle principali agenzia immobiliari di Londra sembrava fosse in corso una festa di inaugurazione, invece era solo il normale affollamento di quei giorni. Un cartello bene in vista sulla vetrina diceva: “consulenti di lingua italiana”.
Insomma sarebbe interessante se qualcuno si desse la pena di calcolare le spese natalizie degli italiani mettendo nel conto anche quello che hanno lasciato nelle strade di Londra, Parigi o New York. Forse si ritroverebbe una buona parte di quel 20 per cento in meno, del miliardo di euro scomparso e che con troppa fretta s’era messo sotto la voce “paura”.
Semplicemente moltissimi italiani hanno scelto di spendere altrove i loro soldi e magari con più soddisfazione. Non basta infatti solo il richiamo della sterlina debole a spiegare la migrazione tricolore nel Regno Unito. Certo conta, così come conta il fatto che oggi arrivare a Londra in aereo costa spesso meno di Roma-Milano in treno. Ci sono però anche degli elementi strutturali nel confronto tra Italia e Inghilterra che mostrano come la scelta degli italiani, in questo caso e al di là del colore, sia stata anche una scelta razionale.
Citiamone qualcuno. I saldi sono cominciati dall’inizio di dicembre, e sono veri saldi. Ogni giorno i negozi e i grandi magazzini abbassano i prezzi un po’ di più, fino ad arrivare nella fase conclusiva anche a sconti del 80-90 per cento. I negozi sono sempre aperti, anche nei giorni di massima festività, e spesso fino alle 22. Il personale non sbuffa e non discute questioni sindacali con il collega con voi davanti, ma sorride ed è incredibilmente gentile. I marciapiedi del centro londinese erano pieni fino all’inverosimile nell’ora di punta dello shopping, ma le strade erano sgombre e vi sfrecciavano solo autobus e taxi. Mentre sotto correva la metropolitana, anche quella con orari prolungati e convogli speciali. Vedere un’auto privata in circolazione era raro, per non parlare di vederla parcheggiata in doppia fila o davanti alla fermata del bus. Bar, caffetterie, ristoranti di lusso o localini etnici, grandi catene della ristorazione internazionale o piccoli bistrò erano sempre a portata di mano, sempre aperti e accoglienti.
Se avete provato a fare la stessa esperienza nel centro di Roma (o di Milano) nei giorni tra Natale e l’Epifania, avrete colto da soli le differenze.
Gli italiani hanno semplicemente scelto un sistema dove spendere soldi viene premiato davvero, sia in termini di qualità che di efficienza. Hanno capito che il valore di quello che spendono può variare e hanno scoperto che lontano da casa spesso vale di più.
Si è letto spesso sui giornali negli ultimi mesi, e con un vago senso di soddisfazione, che in questa crisi “gli inglesi stanno peggio di noi”. Le banche sono più esposte, la sterlina è crollata, il rapporto deficit-pil è al 7 per cento, l’impoverimento dei cittadini si fa sentire con severità. Ma se è possibile farsi guidare da un’impressione anche nei complessi contesti economici, era evidente in quei giorni che Londra fosse una città vibrante nello sforzo della ripresa, viva, in movimento, pronta a mettersi in gioco e dare il meglio di sé a chiunque volesse comprarlo. Lo slancio e la flessibilità che Londra suggerisce dell’intero sistema inglese fanno pensare che quel paese avverta più forti i morsi della crisi, ma che anche è capace di uscirne molto, molto più rapidamente, rispetto alle pigrizie e ai condizionamenti del resto d’Europa.
Giancarlo Loquenzi
Inserisci uno o più indirizzi separati da virgole. di Giancarlo Loquenzi5 Gennaio 2009 A conti delle feste fatti e finiti, molti hanno osservato come gli italiani avessero lasciato cadere nel vuoto l’invito di Berlusconi a spendere soldi e ottimismo come viatico contro la crisi. Le percentuali sono ancora grossolane e discordanti, ma sembra che manchi all’appello delle spese natalizie qualcosa come il 20 per cento in meno rispetto all’anno scorso, circa un miliardo di euro che sarebbe rimasto congelato dalla paura e dall’incertezza per il futuro.
Forse le cose stanno davvero così e non ho certo dati economici o fonti riservate per sostenere il contrario, ma un qualche dubbio mi resta anche se solo basato su un’impressione. Ho passato infatti una settimana a Londra e la mia impressione è che fosse piena di italiani che spendevano a piene mani. Nelle vie del centro l’Italiano era la seconda lingua (dopo l’inglese) che si sentisse risuonare, e spesso anche la prima. Negli autobus, in metropolitana, nei musei, nei ristoranti, erano gli italiani la specie dominante. Ma soprattutto la loro invasione era mirata ai negozi. Nel reparto cachemire di Harrods, tra le super-griffe di Harvey Nichols, nelle boutique di Bond street e dintorni, così come nei più popolari Gap o Banana Republic, battaglioni di connazionali festanti facevano fondere le loro carte di credito e fluire fiumi di euro nelle casse della perfida Albione. Il nuovo megastore delle Church’s su Regent Street era un accampamento stabile di italiani che si provavano scarpe seduti per terra, negli angoli, in bilico su un piede solo, mentre prendevano ordinazioni da amici al telefono gridando misure e colori in cento dialetti diversi sotto gli occhi attoniti di commessi diafani e silenziosi. Alla fine uscivano trionfanti con scarpe pagate 300 sterline al paio invece dei 4-500 euro che servono a via Condotti o a via Montenapoleone. La scena era simile da Burberry, dove l’assalto ai trench in saldo veniva regolato da imperturbabili bobbies.
Davanti al nuovo negozio di Abercrombie & Fitch, da poco sbarcato a Londra per portare anche nella vecchia Europa il suo stile da college della Ivy League, c’era una fila di tre isolati di ragazzine italiane intirizzite e di padri e madri increduli. Le ragazzine erano tutte dotate di fotocamere di digitali per immortalare la leggendaria bellezza dei commessi, e i genitori di portafogli pronti ad essere svaligiati. Dal lato opposto del palazzo le vedevi uscire raggianti con le loro nuove t-shirt da 40 sterline l’una e la foto del commesso preferito.
Passando davanti alla sede di Chelsea di una delle principali agenzia immobiliari di Londra sembrava fosse in corso una festa di inaugurazione, invece era solo il normale affollamento di quei giorni. Un cartello bene in vista sulla vetrina diceva: “consulenti di lingua italiana”.
Insomma sarebbe interessante se qualcuno si desse la pena di calcolare le spese natalizie degli italiani mettendo nel conto anche quello che hanno lasciato nelle strade di Londra, Parigi o New York. Forse si ritroverebbe una buona parte di quel 20 per cento in meno, del miliardo di euro scomparso e che con troppa fretta s’era messo sotto la voce “paura”.
Semplicemente moltissimi italiani hanno scelto di spendere altrove i loro soldi e magari con più soddisfazione. Non basta infatti solo il richiamo della sterlina debole a spiegare la migrazione tricolore nel Regno Unito. Certo conta, così come conta il fatto che oggi arrivare a Londra in aereo costa spesso meno di Roma-Milano in treno. Ci sono però anche degli elementi strutturali nel confronto tra Italia e Inghilterra che mostrano come la scelta degli italiani, in questo caso e al di là del colore, sia stata anche una scelta razionale.
Citiamone qualcuno. I saldi sono cominciati dall’inizio di dicembre, e sono veri saldi. Ogni giorno i negozi e i grandi magazzini abbassano i prezzi un po’ di più, fino ad arrivare nella fase conclusiva anche a sconti del 80-90 per cento. I negozi sono sempre aperti, anche nei giorni di massima festività, e spesso fino alle 22. Il personale non sbuffa e non discute questioni sindacali con il collega con voi davanti, ma sorride ed è incredibilmente gentile. I marciapiedi del centro londinese erano pieni fino all’inverosimile nell’ora di punta dello shopping, ma le strade erano sgombre e vi sfrecciavano solo autobus e taxi. Mentre sotto correva la metropolitana, anche quella con orari prolungati e convogli speciali. Vedere un’auto privata in circolazione era raro, per non parlare di vederla parcheggiata in doppia fila o davanti alla fermata del bus. Bar, caffetterie, ristoranti di lusso o localini etnici, grandi catene della ristorazione internazionale o piccoli bistrò erano sempre a portata di mano, sempre aperti e accoglienti.
Se avete provato a fare la stessa esperienza nel centro di Roma (o di Milano) nei giorni tra Natale e l’Epifania, avrete colto da soli le differenze.
Gli italiani hanno semplicemente scelto un sistema dove spendere soldi viene premiato davvero, sia in termini di qualità che di efficienza. Hanno capito che il valore di quello che spendono può variare e hanno scoperto che lontano da casa spesso vale di più.
Si è letto spesso sui giornali negli ultimi mesi, e con un vago senso di soddisfazione, che in questa crisi “gli inglesi stanno peggio di noi”. Le banche sono più esposte, la sterlina è crollata, il rapporto deficit-pil è al 7 per cento, l’impoverimento dei cittadini si fa sentire con severità. Ma se è possibile farsi guidare da un’impressione anche nei complessi contesti economici, era evidente in quei giorni che Londra fosse una città vibrante nello sforzo della ripresa, viva, in movimento, pronta a mettersi in gioco e dare il meglio di sé a chiunque volesse comprarlo. Lo slancio e la flessibilità che Londra suggerisce dell’intero sistema inglese fanno pensare che quel paese avverta più forti i morsi della crisi, ma che anche è capace di uscirne molto, molto più rapidamente, rispetto alle pigrizie e ai condizionamenti del resto d’Europa.
mercoledì 31 dicembre 2008
BUON 2009 - Marco Ramberti
TEST
1. Che cosa fate quanto sietealle prese con un problema in azienda?
a. lo ignoro e spero che si risolva da solo;
b. mi lamento con amici e familiari e scarico le colpe e le mie frustrazionei su qualche collega;
c. cerco di girarlo a qualcun altro;
d. faccio brainstorming con la persona di competenza finche’ non trovo una soluzione creativa.
2. Quanto spendete in formazione?
a. Niente;
b. Meno di cento euro all’anno;
c. Da 100 a 499 euro all’anno;
d. Oltre i 500 euro all’anno.
3. Quale di qeuste affermazioni descrive meglio il vostro livello di energia?
a. Riesco a malapena ad arrivare alla fine della giornata;
b. Lavoro sodo per qualche ora, poi perdo slancio e traccheggio per il resto della giornata;
c. Riesco a lavorare sodo per otto ore filate;
d. Sono pieno di energia, e quando faccio una cosa che mi piace non mi stanco mai.
4. state attraversando un periodo aureo e tutto sembra andare a gonfie vele. Che cosa fate?
a. prendo un po’ di ferie e me ne vado in vacanza;
b. mantengo lo status quo;
c. comincio a prendere in considerazione qualche altro lavoro o un ruolo diverso;
d. mi concentro sul mio lavoro o sul mio ruolo, per fare ancora meglio.
Se avete risposto per tutte le domande la lettera "d" siete pronti per cominciare l’anno 2009 con la REMAX TEAM!
L’unica nostra costante e’ il cambiamento!
INSIEME, voi consulenti e noi dello staff, abbiamo lavorato nello stesso mercato, affrontando ogni problema come un’opportunita’.
ECCO SVELATI I SEGRETI!
WEIJI: termine cinese composto da due ideogrammi indicanti rispettivamente periocolo e opportunita’.
L’ITALIA DEL CINQUECENTO saccheggiata dagli eserciti stranieri, raggiunse i vertici della cultura e dell’arte con il Rinascimento.
IL PRESENTE va letto in chiave storica!
E’ SCIENTIFICO! Siamo psicologicamente impreparati ad affrontare le incognite e le crisi del nostro tempo. Il rimedio? Imparare ad usare la ragione, mescolati a passione e perseveranza.
SE QUALCOSA SI INCEPPA?
L’avvento moderno delle tecnologie e delle scienze, ha consentito il progresso organizzativo, sociale e politico, che ha reso possibile l’economia di mercato e l’espanzione della liberta’ umana. Il problema e’ che individualmetne conserviamo un naturale disagio psicologico nei riguardi dell’economia di mercato.
La spersonalizzazione delle dinamiche decisionali che sono implicate nel funzionamento delle societa’ complesse e dei mercati globali viene accettata fino a quando le risorse che giungono al sistema garantiscono che tutti possano guadagnare. MA SE QUALCOSA SI INCEPPA, se accade o si diffonde il sospetto, se si annusa l’instabilita’, la fiducia viene istintivamente revocata, SENZA MINIMAMENTE CALCOLARE CHE AGENDO IN QUESTO MODO IMPULSIVO IL DANNO PEGGIORA.
L’ECONOMIA ANCESTRALE DEI CACCIATORI-RACCOGLITORI doveva affrontare altri tipi di crisi, del tutto circoscritte e proprie di un’economia a somma zero.
CI SPAVENTIAMO PER LA MANCANZA DI RISPOSTE DISPONIBILI SUBITO.
UNA RISORSA? La cultura intesa come esperienza individuale e collettiva realmente vissuta, storicamente accumulata ed empiricamente validata. Ma il nostro cervello non e’ abituato ad usare in modo obiettivo i dati dell’esperienza
LA SOLUZIONE?
Non cadiamo vittime delle trappole emotive. Solo la filosofia della mentalita’ collettiva volta alla condivisione delle esperienze, all’analisi degli errori, al controllo rigoroso delle soluzioni (nostro unico obiettivo) per i continui imprevisti, puo’ fornire gli strumenti culturali, sociali e aziendali per governare le crisi (o.. come direi io: i cambiamenti) in un ecosistema umano sempre piu’ instabile e confuso dove l’unica vera ricchezza che non tutti hanno compreso e letto nel giusto modo e’ la DIVERSITA’.
Se gli altri dicono che il mercato in crisi... lasciateglielo credere e...
... BENVENUTI NELL’ANNO DELLE OPPORTUNITA’.
Ah... naturalmente se volete potete far girare questa lettera... ogni idea che noi abbiamo e’ gia’ vecchia... WHAT’S NEXT?
Marco Ramberti
1. Che cosa fate quanto sietealle prese con un problema in azienda?
a. lo ignoro e spero che si risolva da solo;
b. mi lamento con amici e familiari e scarico le colpe e le mie frustrazionei su qualche collega;
c. cerco di girarlo a qualcun altro;
d. faccio brainstorming con la persona di competenza finche’ non trovo una soluzione creativa.
2. Quanto spendete in formazione?
a. Niente;
b. Meno di cento euro all’anno;
c. Da 100 a 499 euro all’anno;
d. Oltre i 500 euro all’anno.
3. Quale di qeuste affermazioni descrive meglio il vostro livello di energia?
a. Riesco a malapena ad arrivare alla fine della giornata;
b. Lavoro sodo per qualche ora, poi perdo slancio e traccheggio per il resto della giornata;
c. Riesco a lavorare sodo per otto ore filate;
d. Sono pieno di energia, e quando faccio una cosa che mi piace non mi stanco mai.
4. state attraversando un periodo aureo e tutto sembra andare a gonfie vele. Che cosa fate?
a. prendo un po’ di ferie e me ne vado in vacanza;
b. mantengo lo status quo;
c. comincio a prendere in considerazione qualche altro lavoro o un ruolo diverso;
d. mi concentro sul mio lavoro o sul mio ruolo, per fare ancora meglio.
Se avete risposto per tutte le domande la lettera "d" siete pronti per cominciare l’anno 2009 con la REMAX TEAM!
L’unica nostra costante e’ il cambiamento!
INSIEME, voi consulenti e noi dello staff, abbiamo lavorato nello stesso mercato, affrontando ogni problema come un’opportunita’.
ECCO SVELATI I SEGRETI!
WEIJI: termine cinese composto da due ideogrammi indicanti rispettivamente periocolo e opportunita’.
L’ITALIA DEL CINQUECENTO saccheggiata dagli eserciti stranieri, raggiunse i vertici della cultura e dell’arte con il Rinascimento.
IL PRESENTE va letto in chiave storica!
E’ SCIENTIFICO! Siamo psicologicamente impreparati ad affrontare le incognite e le crisi del nostro tempo. Il rimedio? Imparare ad usare la ragione, mescolati a passione e perseveranza.
SE QUALCOSA SI INCEPPA?
L’avvento moderno delle tecnologie e delle scienze, ha consentito il progresso organizzativo, sociale e politico, che ha reso possibile l’economia di mercato e l’espanzione della liberta’ umana. Il problema e’ che individualmetne conserviamo un naturale disagio psicologico nei riguardi dell’economia di mercato.
La spersonalizzazione delle dinamiche decisionali che sono implicate nel funzionamento delle societa’ complesse e dei mercati globali viene accettata fino a quando le risorse che giungono al sistema garantiscono che tutti possano guadagnare. MA SE QUALCOSA SI INCEPPA, se accade o si diffonde il sospetto, se si annusa l’instabilita’, la fiducia viene istintivamente revocata, SENZA MINIMAMENTE CALCOLARE CHE AGENDO IN QUESTO MODO IMPULSIVO IL DANNO PEGGIORA.
L’ECONOMIA ANCESTRALE DEI CACCIATORI-RACCOGLITORI doveva affrontare altri tipi di crisi, del tutto circoscritte e proprie di un’economia a somma zero.
CI SPAVENTIAMO PER LA MANCANZA DI RISPOSTE DISPONIBILI SUBITO.
UNA RISORSA? La cultura intesa come esperienza individuale e collettiva realmente vissuta, storicamente accumulata ed empiricamente validata. Ma il nostro cervello non e’ abituato ad usare in modo obiettivo i dati dell’esperienza
LA SOLUZIONE?
Non cadiamo vittime delle trappole emotive. Solo la filosofia della mentalita’ collettiva volta alla condivisione delle esperienze, all’analisi degli errori, al controllo rigoroso delle soluzioni (nostro unico obiettivo) per i continui imprevisti, puo’ fornire gli strumenti culturali, sociali e aziendali per governare le crisi (o.. come direi io: i cambiamenti) in un ecosistema umano sempre piu’ instabile e confuso dove l’unica vera ricchezza che non tutti hanno compreso e letto nel giusto modo e’ la DIVERSITA’.
Se gli altri dicono che il mercato in crisi... lasciateglielo credere e...
... BENVENUTI NELL’ANNO DELLE OPPORTUNITA’.
Ah... naturalmente se volete potete far girare questa lettera... ogni idea che noi abbiamo e’ gia’ vecchia... WHAT’S NEXT?
Marco Ramberti
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