In caso di acquisto della "Prima casa" sono previste una serie di agevolazioni:
1. L'imposta di registro, o in alternativa l'Iva, si paga con aliquota ridotta.
2. Le imposte ipotecarie e catastali sono dovute in misura fissa.
Se il venditore dell'immobile è soggetto ad Iva (impresa di costruzioni) chi compra dovrà pagare l'Iva con l'aliquota ridotta al 4% al posto del 10%. L'imposta di registro e le imposte ipotecarie e catastali si dovranno pagare nella misura fissa pari a € 168,00 ciascuna.
Se il venditore dell'immobile non è soggetto ad Iva (acquisto da privato) l'imposta di registro si dovrà pagare con l'aliquota del 3% al posto del 7%. Le imposte ipotecarie e catastali si dovranno pagare ognuna in misura fissa di € 168,00.
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mercoledì 11 giugno 2008
Il rogito notarile
Il rogito notarile consiste nell’atto conclusivo della trattativa di compravendita immobiliare. Rappresenta, infatti, il vero e proprio atto di vendita, ovvero, il momento attraverso il quale avviene il passaggio definitivo dell’immobile dal venditore al nuovo proprietario.
È stilato dal notaio di fiducia del compratore e contiene tutti gli elementi necessari ad individuare l’immobile in questione (che dovrebbero essere già contenuti nel compromesso).
In caso di comproprietà, l’atto dovrà essere firmato da tutti i comproprietari, oppure, da un loro rappresentante al quale sia stata conferita una procura notarile. I controlli sull’esistenza d’ipoteche, pratiche di condono edilizio e problemi di piano regolatore, possono essere espressamente affidati al notaio; in caso contrario, questi si assume la responsabilità di registrare le affermazioni del venditore, non la veridicità delle stesse.
Il notaio, ad ogni modo, è tenuto a registrare l’atto entro 20 giorni, pagando le relative imposte per conto dell’acquirente. In caso dovessero trascorrere 30 giorni o più, egli sarà tenuto al risarcimento dei danni, salvo l’applicazione delle pene pecuniarie previste dalle leggi speciali.
Inoltre, l’atto notarile dovrà essere da lui trascritto, presso l’Agenzia del Territorio, nel più breve tempo possibile. E’ bene che l’acquirente richieda sia una copia del regolamento condominiale, che le fatture delle spese per lavori eseguiti. Le ricevute sono molto importanti: occorre farsele rilasciare in relazione ad ogni somma versata.
È stilato dal notaio di fiducia del compratore e contiene tutti gli elementi necessari ad individuare l’immobile in questione (che dovrebbero essere già contenuti nel compromesso).
In caso di comproprietà, l’atto dovrà essere firmato da tutti i comproprietari, oppure, da un loro rappresentante al quale sia stata conferita una procura notarile. I controlli sull’esistenza d’ipoteche, pratiche di condono edilizio e problemi di piano regolatore, possono essere espressamente affidati al notaio; in caso contrario, questi si assume la responsabilità di registrare le affermazioni del venditore, non la veridicità delle stesse.
Il notaio, ad ogni modo, è tenuto a registrare l’atto entro 20 giorni, pagando le relative imposte per conto dell’acquirente. In caso dovessero trascorrere 30 giorni o più, egli sarà tenuto al risarcimento dei danni, salvo l’applicazione delle pene pecuniarie previste dalle leggi speciali.
Inoltre, l’atto notarile dovrà essere da lui trascritto, presso l’Agenzia del Territorio, nel più breve tempo possibile. E’ bene che l’acquirente richieda sia una copia del regolamento condominiale, che le fatture delle spese per lavori eseguiti. Le ricevute sono molto importanti: occorre farsele rilasciare in relazione ad ogni somma versata.
Il mutuo e il tasso di interesse
Il mutuo è un finanziamento a medio lungo termine (da 5 a 30 anni), erogato da un istituto di credito con applicazione di tassi di interesse per la restituzione del prestito. A garanzia del finanziamento viene richiesta l’ipoteca sull’immobile che si va ad acquistare.
Il mutuo più diffuso è il mutuo ipotecario, cioè garantito da una ipoteca iscritta sull'immobile acquistato e che, normalmente, viene concesso da banche o finanziarie finalizzato all'acquisto della prima casa. Il mutuo può essere richiesto, però, anche per altri motivi: per ristrutturazione, per costruzione dell'immobile, per liquidità, per sostituire un mutuo stipulato in precedenza.
Il tasso di interesse non è altro che il prezzo che si paga per avere i soldi in prestito, ed è calcolato in percentuale sull'ammontare erogato. Stiamo quindi parlando di uno degli elementi fondamentali da considerare prima di scegliere il tipo di mutuo. I principali tipi di tasso che sono offerti sul mercato delle banche sono: Tasso fisso, Tasso variabile, Tasso misto.
Tasso variabile - I mutui a tasso variabile sono soggetti alle variazioni nel tempo delle rate legate all’andamento di un indice di riferimento (Euribor) quindi a fronte di una rata iniziale più bassa dovremo correre il rischio di un aumento del tasso di interesse e, conseguentemente, della rata da dover corrispondere.
Tasso fisso - I mutui a tasso fisso sono quelli la cui percentuale d’interesse da corrispondere alla banca è stabilita a priori e rimanendo fissa nel tempo consente di stabilire, già dal momento in cui viene erogato il mutuo, le rate che si dovranno pagare per tutto il periodo concordato e per nessun motivo questi potranno cambiare, anche nel caso di cambiamenti burrascosi del mercato.
Tasso misto - Negli ultimi anni si è diffusa una tipologia di mutuo con soluzioni intermedie:un periodo a tasso fisso (di diversa durata a seconda delle Banche) e poi la possibilità di scegliere se continuare o optare per un tasso variabile (od altre condizioni).
Il mutuo più diffuso è il mutuo ipotecario, cioè garantito da una ipoteca iscritta sull'immobile acquistato e che, normalmente, viene concesso da banche o finanziarie finalizzato all'acquisto della prima casa. Il mutuo può essere richiesto, però, anche per altri motivi: per ristrutturazione, per costruzione dell'immobile, per liquidità, per sostituire un mutuo stipulato in precedenza.
Il tasso di interesse non è altro che il prezzo che si paga per avere i soldi in prestito, ed è calcolato in percentuale sull'ammontare erogato. Stiamo quindi parlando di uno degli elementi fondamentali da considerare prima di scegliere il tipo di mutuo. I principali tipi di tasso che sono offerti sul mercato delle banche sono: Tasso fisso, Tasso variabile, Tasso misto.
Tasso variabile - I mutui a tasso variabile sono soggetti alle variazioni nel tempo delle rate legate all’andamento di un indice di riferimento (Euribor) quindi a fronte di una rata iniziale più bassa dovremo correre il rischio di un aumento del tasso di interesse e, conseguentemente, della rata da dover corrispondere.
Tasso fisso - I mutui a tasso fisso sono quelli la cui percentuale d’interesse da corrispondere alla banca è stabilita a priori e rimanendo fissa nel tempo consente di stabilire, già dal momento in cui viene erogato il mutuo, le rate che si dovranno pagare per tutto il periodo concordato e per nessun motivo questi potranno cambiare, anche nel caso di cambiamenti burrascosi del mercato.
Tasso misto - Negli ultimi anni si è diffusa una tipologia di mutuo con soluzioni intermedie:un periodo a tasso fisso (di diversa durata a seconda delle Banche) e poi la possibilità di scegliere se continuare o optare per un tasso variabile (od altre condizioni).
La Caparra confirmatoria e penitenziale
La caparra è una somma di denaro data come garanzia. Ne esistono due tipi (confirmatoria e penitenziale). Negli acquisti di case tra privati se ne usa quasi sempre una sola: quella confirmatoria. Perciò quando nel compromesso si parla semplicemente di "caparra" s'intende quella confirmatoria.
La caparra confirmatoria è un anticipo sul prezzo d'acquisto dell'immobile. Viene pagata dall'acquirente quando firma il compromesso e impegna entrambi le parti alla conclusione dell'affare. Se l'acquirente si ritira dall'affare, perde ciò che ha versato; se è il venditore (cioè chi ha già incassato i soldi) a ritirarsi dall'impegno, dovrà rendere all'acquirente la somma ricevuta oltre a una penale pari a quanto incassato: in pratica, restituirà il doppio della somma ricevuta. La parte che rispetta i patti (cioè che non si ritira) può se lo preferisce ricorrere al tribunale per ottenere che venga fatto quanto stabilito nel contratto. Inoltre potrà richiedere un risarcimento del danno subito: si pensi per esempio al caso di un venditore che si fosse già impegnato ad acquistare un altro appartamento, certo di incassare una determinata cifra dalla vendita del proprio, e non potesse perfezionare l'acquisto alla scadenza prestabilita.
La caparra penitenziale è un somma di denaro prestabilita a indennizzo dell'eventuale recesso (cioè ritiro) dal contratto. In questo modo il venditore e il compratore hanno già stabilito che o l'uno o l'altro possono recedere dal contratto pagando appunto una penitenza. Nel caso sia il compratore a recedere perde quanto versato, nel caso sia il venditore, deve restituire il doppio. Con questa formula viene preventivamente esclusa la possibilità di richiedere in tribunale, come invece è consentito dalla caparra confirmatoria, il trasferimento della proprietà o un risarcimento dei danni.
La caparra confirmatoria è un anticipo sul prezzo d'acquisto dell'immobile. Viene pagata dall'acquirente quando firma il compromesso e impegna entrambi le parti alla conclusione dell'affare. Se l'acquirente si ritira dall'affare, perde ciò che ha versato; se è il venditore (cioè chi ha già incassato i soldi) a ritirarsi dall'impegno, dovrà rendere all'acquirente la somma ricevuta oltre a una penale pari a quanto incassato: in pratica, restituirà il doppio della somma ricevuta. La parte che rispetta i patti (cioè che non si ritira) può se lo preferisce ricorrere al tribunale per ottenere che venga fatto quanto stabilito nel contratto. Inoltre potrà richiedere un risarcimento del danno subito: si pensi per esempio al caso di un venditore che si fosse già impegnato ad acquistare un altro appartamento, certo di incassare una determinata cifra dalla vendita del proprio, e non potesse perfezionare l'acquisto alla scadenza prestabilita.
La caparra penitenziale è un somma di denaro prestabilita a indennizzo dell'eventuale recesso (cioè ritiro) dal contratto. In questo modo il venditore e il compratore hanno già stabilito che o l'uno o l'altro possono recedere dal contratto pagando appunto una penitenza. Nel caso sia il compratore a recedere perde quanto versato, nel caso sia il venditore, deve restituire il doppio. Con questa formula viene preventivamente esclusa la possibilità di richiedere in tribunale, come invece è consentito dalla caparra confirmatoria, il trasferimento della proprietà o un risarcimento dei danni.
Il Compromesso o Preliminare di compravendita
Il compromesso è un contratto con il quale le parti promettono di concludere un futuro contratto di cui fin d’ora viene determinato l’intero contenuto.
Nell’atto devono essere indicati: le generalità di chi vende, il costo e le caratteristiche dell’immobile, le modalità di pagamento e la data di stipula del rogito.
Il compromesso è garantito dal versamento di una caparra, in genere pari a circa il 10% del prezzo finale. È anche chiamato preliminare di compravendita o promessa di vendita.
Per questo tipo di contratto è prevista la forma scritta (art. 1350 c.c.).
ATTENZIONE: In base al Decreto Legislativo 20 giugno 2005, n. 122, chi acquista una casa in costruzione ha diritto al rilascio, da parte dell’impresa costruttrice, di una fidejussione (i cui estremi devono essere contenuti nel compromesso) di importo pari alle somme che il costruttore ha riscosso e/o deve ancora riscuotere dall’acquirente prima del trasferimento dell’immobile. In questo modo si è garantiti nel caso in cui il costruttore incorra in una situazione di crisi, come il fallimento.
Nell’atto devono essere indicati: le generalità di chi vende, il costo e le caratteristiche dell’immobile, le modalità di pagamento e la data di stipula del rogito.
Il compromesso è garantito dal versamento di una caparra, in genere pari a circa il 10% del prezzo finale. È anche chiamato preliminare di compravendita o promessa di vendita.
Per questo tipo di contratto è prevista la forma scritta (art. 1350 c.c.).
ATTENZIONE: In base al Decreto Legislativo 20 giugno 2005, n. 122, chi acquista una casa in costruzione ha diritto al rilascio, da parte dell’impresa costruttrice, di una fidejussione (i cui estremi devono essere contenuti nel compromesso) di importo pari alle somme che il costruttore ha riscosso e/o deve ancora riscuotere dall’acquirente prima del trasferimento dell’immobile. In questo modo si è garantiti nel caso in cui il costruttore incorra in una situazione di crisi, come il fallimento.
martedì 10 giugno 2008
OPEN HOUSE DAY
PRIMA EDIZIONE NAZIONALE
14 giugno 2008
Vuoi vendere casa?
Ti facciamo una festa!!!
Con l’innovativa formula “Open House” lanciata anche in Italia da Re/max l’immobiliare numero uno al mondo!
Con “Open House” – l’innovativa formula Re-max per offrire a ogni casa messa in vendita il massimo di visibilità – è oggi possibile visitare ogni tipo di immobile, dal monolocale all’attico da amatore, senza appuntamento e trovando ad accogliervi consulenti esperti, pronti a fornirvi ogni informazione nel corso di una chiacchierata informale, sorseggiando un aperitivo o magari di fronte a una tazza di tè: un’assoluta novità per il nostro paese, che consente di accogliere in una sola giornata un numero illimitato di potenziali acquirenti.
Scordatevi il classico agente immobiliare di una volta, che vi propone gli 80 metri quadri di un buio sottoscala quando, ormai da mesi, ne cercate appena 40, purché inondati di luce…
“I consulenti Re/Max – dice Marco Ramberti responsabile della Re/Max Team, una delle agenzie leader a Roma – sono un piccolo esercito di liberi professionisti che hanno in mente una cosa sola: la soddisfazione del cliente. Per questo – sulla scorta dell’ esperienza della casa madre americana – hanno importato in Italia formule innovative, per offrire un servizio che raggiunga nel minor tempo possibile il massimo dell’efficacia”.
Da qui l’introduzione di nuovi strumenti di marketing come la fomula “Open House”.
Tutte le case visitabili sabato 14 giugno sono visibili su: www.remax.it
E se invece stai cercando la casa dei tuoi sogni
noi troviamo proprio quella giusta per te …
Diversamente dal passato, quando gli agenti si osteggiavano aspramente, costringendo i clienti a destreggiarsi fra mille diverse sigle per trovare la propria casa ideale, i consulenti Re/Max sono legati da un patto di fedeltà al cliente che li impegna a lavorare in stretta collaborazione fra loro e – cosa ancor più significativa – in collaborazione con qualunque altra agenzia abbia già in portafoglio la casa ideale per il loro cliente.
Un solo incontro con un consulente Re/Max aiuta a mettere a fuoco con precisione i propri obiettivi e a risparmiare tempo e denaro e mettendo ciascuno finalmente sulle tracce esattamente della casa che cercava.
Per contatti Segreteria Re/Max Team 0637350067
14 giugno 2008
Vuoi vendere casa?
Ti facciamo una festa!!!
Con l’innovativa formula “Open House” lanciata anche in Italia da Re/max l’immobiliare numero uno al mondo!
Con “Open House” – l’innovativa formula Re-max per offrire a ogni casa messa in vendita il massimo di visibilità – è oggi possibile visitare ogni tipo di immobile, dal monolocale all’attico da amatore, senza appuntamento e trovando ad accogliervi consulenti esperti, pronti a fornirvi ogni informazione nel corso di una chiacchierata informale, sorseggiando un aperitivo o magari di fronte a una tazza di tè: un’assoluta novità per il nostro paese, che consente di accogliere in una sola giornata un numero illimitato di potenziali acquirenti.
Scordatevi il classico agente immobiliare di una volta, che vi propone gli 80 metri quadri di un buio sottoscala quando, ormai da mesi, ne cercate appena 40, purché inondati di luce…
“I consulenti Re/Max – dice Marco Ramberti responsabile della Re/Max Team, una delle agenzie leader a Roma – sono un piccolo esercito di liberi professionisti che hanno in mente una cosa sola: la soddisfazione del cliente. Per questo – sulla scorta dell’ esperienza della casa madre americana – hanno importato in Italia formule innovative, per offrire un servizio che raggiunga nel minor tempo possibile il massimo dell’efficacia”.
Da qui l’introduzione di nuovi strumenti di marketing come la fomula “Open House”.
Tutte le case visitabili sabato 14 giugno sono visibili su: www.remax.it
E se invece stai cercando la casa dei tuoi sogni
noi troviamo proprio quella giusta per te …
Diversamente dal passato, quando gli agenti si osteggiavano aspramente, costringendo i clienti a destreggiarsi fra mille diverse sigle per trovare la propria casa ideale, i consulenti Re/Max sono legati da un patto di fedeltà al cliente che li impegna a lavorare in stretta collaborazione fra loro e – cosa ancor più significativa – in collaborazione con qualunque altra agenzia abbia già in portafoglio la casa ideale per il loro cliente.
Un solo incontro con un consulente Re/Max aiuta a mettere a fuoco con precisione i propri obiettivi e a risparmiare tempo e denaro e mettendo ciascuno finalmente sulle tracce esattamente della casa che cercava.
Per contatti Segreteria Re/Max Team 0637350067
venerdì 6 giugno 2008
CALCOLO DELLA SUPERFICIE COMMERCIALE
Superficie coperta
• 100% delle superficie calpestabile
• 100% delle superfici dei divisori interni (non portanti)
• 50% delle superfici pareti portanti e perimetrali (100% in caso di immobili autonomi)La somma dei punti 2 e 3 non potrà superare il 10% della superficie calpestabileSuperfici scoperta
• 25% dei balconi e terrazzi scoperti
• 35% dei balconi e terrazzi coperti (per coperto si intende chiuso su tre lati)
• 35% di patii e porticati• 60% delle verande
• 15% dei giardini di appartamento
• 10% dei giardini di ville e villini• Dal 25% al 50% delle cantine e soffitte abitabili(Fonte: B.I.R. – Azienda per il Mercato Immobiliare della Camera di Commercio di Roma – ed approvati dalla Commissione Centrale Tecnica della UNITER in data 26 Marzo 1998 con Norma UNI 10750)
PRINCIPALI COEFFICIENTI CORRETTIVI
• Piano attico + 20%
• Piano terra – 10%
• Piano seminterrato – 25%
• Ristrutturato dal 5% al 20%
• Da ristrutturare – 10%
• Immobile occupato – 30%
• Esposizione panoramica o su parco + 10%
• Esposizione Interna - 10%
• Esposizione Rumorosa -10%
• 100% delle superficie calpestabile
• 100% delle superfici dei divisori interni (non portanti)
• 50% delle superfici pareti portanti e perimetrali (100% in caso di immobili autonomi)La somma dei punti 2 e 3 non potrà superare il 10% della superficie calpestabileSuperfici scoperta
• 25% dei balconi e terrazzi scoperti
• 35% dei balconi e terrazzi coperti (per coperto si intende chiuso su tre lati)
• 35% di patii e porticati• 60% delle verande
• 15% dei giardini di appartamento
• 10% dei giardini di ville e villini• Dal 25% al 50% delle cantine e soffitte abitabili(Fonte: B.I.R. – Azienda per il Mercato Immobiliare della Camera di Commercio di Roma – ed approvati dalla Commissione Centrale Tecnica della UNITER in data 26 Marzo 1998 con Norma UNI 10750)
PRINCIPALI COEFFICIENTI CORRETTIVI
• Piano attico + 20%
• Piano terra – 10%
• Piano seminterrato – 25%
• Ristrutturato dal 5% al 20%
• Da ristrutturare – 10%
• Immobile occupato – 30%
• Esposizione panoramica o su parco + 10%
• Esposizione Interna - 10%
• Esposizione Rumorosa -10%
I Cinesi acquistano in Italia e si "rinnovano" oltre manica
Il mercato immobiliare del "vecchio" è in mano ad albanesi e cinesi. E' quanto afferma in una nota Carlo Perseghin titolare dello Studio Alfa e vicepresidente regionale della Fiaip (l’associazione degli agenti immobiliari).
Non è possibile chiedere troppo per il vecchio solo perché il nuovo è alle stelle e di fatto chi riesce a concludere la compravendita è qualcuno che sappia trattare e sia abbastanza flessibile nelle richieste. Se l'Italia è in preda al medio oriente a Londra ha preso il via un'opera di ristrutturazione della Chinatown meta privilegiata dei turisti .
Il progetto e' portato avanti da una fondazione di architettura capeggiata dal principe Carlo, la Built Environment, che ha organizzato i primi incontri con i leader della comunita' cinese di Londra e con funzionari dell'Amministrazione locale di Westminster, per mettere a punto in concreto e nei dettagli l'ambizioso progetto di ristrutturazione. L'obiettivo di fondo e' rendere Chinatown piu' autenticamente cinese, e allo stesso tempo, fondere meglio gli elementi decorativi cinesi con gli edifici della zona, risalenti all'epoca vittoriana.
Fonte ANSA.it
Non è possibile chiedere troppo per il vecchio solo perché il nuovo è alle stelle e di fatto chi riesce a concludere la compravendita è qualcuno che sappia trattare e sia abbastanza flessibile nelle richieste. Se l'Italia è in preda al medio oriente a Londra ha preso il via un'opera di ristrutturazione della Chinatown meta privilegiata dei turisti .
Il progetto e' portato avanti da una fondazione di architettura capeggiata dal principe Carlo, la Built Environment, che ha organizzato i primi incontri con i leader della comunita' cinese di Londra e con funzionari dell'Amministrazione locale di Westminster, per mettere a punto in concreto e nei dettagli l'ambizioso progetto di ristrutturazione. L'obiettivo di fondo e' rendere Chinatown piu' autenticamente cinese, e allo stesso tempo, fondere meglio gli elementi decorativi cinesi con gli edifici della zona, risalenti all'epoca vittoriana.
Fonte ANSA.it
martedì 3 giugno 2008
Le case fantasma non entrano nel Catasto
Saverio Fossati MILANO Tutto tranquillo. Le case fantasma continuano a sorgere popolando le campagne senza pagare dazio: il primo termine per il loro accatastamento è trascorso senza che nessuno se ne accorgesse. Il 10 marzo, infatti, era la scadenza per denunciare i fabbricati non risultanti sulle mappe catastali, contenuti nel primo elenco preparato dall'agenzia del Territorio e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 10 agosto 2007. Certo, era un elenco piccolo, con poche migliaia di «particelle» di terreno individuate con le foto aeree con fabbricati sconosciuti. Mentre il totale stimato si aggira sui due milioni di fabbricati: una situazione che «Il Sole-24 Ore» aveva già ipotizzato, confrontando i dati Istat e catastali, già nel 2003. Ma i primi risultati lasciano qualche perplessità. A una denuncia catastale, infatti, dovrebbe seguire un tentativo di regolarizzazione edilizia con il sistema del «permesso edilizio in sanatoria», che viene rilasciato se l'edificio o l'ampliamento avrebbero comunque avuto il sì del Comune. Solo tre erano i Comuni capoluogo interessati dal primo elenco: Firenze (con 399 particelle), Perugia (con 3.011) e Forlì (con 2.387). Ci si sarebbe aspettato un incremento di queste pratiche. Invece niente. A Forlì l'assessore all'edilizia privata, Gabriele Zelli, conferma che «nessuna istanza è arrivata in più rispetto agli standard abituali a seguito della nouva normativa sull'accatastamento nei mesi di marzo e aprile». A Firenze comunicano che un lieve incremento c'è stato: 88 richieste contro le 56 del bimestre precedente, «ma si tratta di una differenza minima, difficilmente attribuibile a qualche ragione precisa». E anche a Perugia non si registra nessuna impennata di istanze. E dall'agenzia del Territorio, che dovrebbe monitorare la situazione, arriva un prudente no comment in attesa della scadenza dei termini per il secondo elenco, assai più consistente, che avverrà il 26 maggio prossimo. Tutto, insomma, lascia intravedere uno scenario non molto diverso da quello ipotizzato sul Sole 24 Ore del 21 aprile e del 5 e 6 maggio: chi aderisce alla possibilità di accatastare gli immobili fantasma non lo fa volentieri se questi non sono sanabili anche dal punto di vista urbanistico. E dato che questo è possibile solo se la costruzione avrebbe ottenuto comunque il permesso (la sua assenza è stata solo una "dimenticanza" del proprietario), non è difficile ipotizzare che questo tentativo di far emergere l'Italia immobiliare sommersa è destinato a incontrare non poche difficoltà. Infatti, se non risulta ancora nessun incremento nelle pratiche di permesso di costruire in sanatoria, vuol dire che si è accatastato solo ciò che era già lecito: piccole costruzioni rurali o case già regolari sotto il profilo urbanistico ma non denunciate in Catasto. Ma il resto, cioé gli abusi edilizi, resta sottotraccia. E continua a restare anche esentasse, dato che senza attribuzione di rendita catastale è difficile che gli immobili vengano dichiarati su Unico o nel 730. Quanto agli altri elenchi, sono stati pubblicati sulla «Gazzetta Ufficiale» del 26 ottobre 2007 (il termine per accatastarsi è il 26 maggio 2008), il 7 dicembre 2007 e il 28 dicembre 2007, per cui i termini scadranno rispettivamente il 7 luglio e il 28 luglio 2008. Gli effetti fiscali delle rendite attribuite, decorrono comunque dal 1° gennaio dell'anno successivo alla costruzione, ovvero mancando tale data, dal 1° gennaio 2007. In caso di mancato adempimento, per entrambe le tipologie di immobili, sarà l'agenzia del Territorio a censirli, addebitandone i costi (almeno 300-500 euro a unità immobiliare) ai proprietari, oltre alle sanzioni (dal minimo di 258 al massimo di 2.066 euro per unità). Ma come farà l'Agenzia, con le sue forze, a "surrogare" centinaia di migliaia di situazioni? Lo strumento sarà, con ogni probabilità, l'affidamento in concessione ai professionisti delle pratiche, ispezioni sul posto comprese.L'inchiestaIl Sole 24 Ore di lunedì 5 maggio è tornato a esaminare il problema delle case «fantasma»: il mancato gettito fiscale relativo a questi immobili (almeno due milioni di costruzioni individuate dal Territorio) e di circa 1,4 miliardi all'anno
Mercoledí 07 Maggio 2008
Mercoledí 07 Maggio 2008
L'affitto «rifugio»
PAGINA A CURA DI Enrico Bronzo «La formula dell'affitto garantito? Sicura, certo, ma per il momento bisogna rivolgersi ai mercati immobiliari oltreconfine anche avvalendosi della, crescente, attività di intermediazione svolta da società italiane» dice Angelo Cinel, responsabile internazionale di Professionecasa Prestige. Il marchio del gruppo Ubh negli Stati Uniti propone, a Orlando e nelle vici nanze di Miami, investimenti con un rendimento annuo netto garantito dal 5 al 7%, per una durata da uno a tre anni (secondo Cinel l'attuale crisi del mercato americano non si sta ripercuotendo sui livelli degli affitti e del tasso di sfitto). Il contratto affitto garantito viene stipulato con American Invsco, società di Chicago che sviluppa condomini (mentre a Montecarlo l'agenzia Veni Vidi Vici opera con Monaco 95 Trading per un 7% garantito). «Negli Stati Uniti – riprende Cinel – i contratti sono una cosa seria per cui quello che viene pattuito poi viene rispettato». Il canone fisso viene erogato mensilmente al netto delle spese di gestione che, a titolo indicativo, si aggirano sui 250 dollari al mese in complessi di un certo livello. Cinel parla anche di un'alternativa, quella dei condo-hotel, strutture alberghiere che hanno alcuni appartamenti – dal bilocale alla suite – che vendono e poi affittano per conto del proprietario. «In questo caso – spiega Cinel – il rendimento annuo è sempre di circa il 6% ma la formula consente al proprietario di avere l'appartamento a disposizione per tre mesi. Certo, non c'è niente di garantito, ma di fatto acquistando in una "prime location" nelle zone più "in" da un punto di vista residenziale-turistico il ritorno abbiamo visto che c'è. E inoltre l'immobile si rivaluta di più che in altre location». A Dubai, invece, è ancora tempo di affitto garantito. «Noi – spiega Gaetano Telese, responsabile commerciale dell'Ellebiemme di Treviglio (Bergamo) – applichiamo l'affitto garantito in tre torri di Dubai (dove opera anche Gabetti) e nei vari contratti inseriamo l'esatta cifra del canone annuo che percepiranno i proprietari, all'incirca pari al 7-7,5% del valore dell'immobile». Si tratta di una formula mutuata dal settore alberghiero chiamata «vuoto per pieno» perché i rischi sono tutti a carico della società che garantisce il canone e che ovviamente spera di ottenere un profitto dall'operazione. La società bergamasca è stata recentemente chiamata in causa dalla Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, che ha verificato se le rendite garantite promosse in un messaggio promozionale dell'Ellebiemme violassero la disciplina della sollecitazione del pubblico risparmio. Durante questo periodo la pubblicità è stata sospesa ma potrà presto uscire di nuovo perché la Consob ha accertato che il caso rientra nella disciplina dell'articolo 33 lettera del Regolamento di attuazione del decreto legislativo 58/98 in quanto investimento di valore nominale unitario inferiore a 50mila euro. Tra le delibere della Consob una (13618/02) ha visto vietare l'abusiva attività di sollecitazione all'investimento alla Cassa di Investimento Immobiliare Srl perché proponeva l'acquisto di porzioni di terreni e di immobili in aziende agricole a fronte del quale era possibile percepire, a determinate condizioni, un tasso di interesse annuo sino all'8% e una rivalutazione quinquennale del 20%. Terreni di cui l'acquirente non poteva godere e pertanto potevano essere qualificati come prodotti finanziari: quindi andava effettuata la comunicazione alla Consob e trasmesso un prospetto informativo destinato alla pubblicazione. enrico.bronzo@ilsole24ore.com www.invsco.it www.consob.it www.estimoimmobiliare.it/art.11.htmlLA VIGILANZA5,50% Il rendimento minimo In passato la Consob ha anche "bacchettato" una Sgr per un dato fuorviante in un dépliant relativo a un fondo immobiliare. I fatti Anni fa un collocatore di un fondo immobiliare aveva diffuso un volantino con la dicitura «rendimento minimo obiettivo 5,50% netto annuo per 10 anni». Inducendo di fatto i potenziali sottoscrittori a ritenere che l'investimento si sostanziasse in un'offerta con un rendimento netto annuo almeno del 5,50% mentre in realtà quello effettivo è legato agli immobili in cui il Fondo ha investito, come riportato nel prospetto informativo: il tasso del 5,50% indicato nel messaggio rappresentava solo il parametro su cui calcolare le eventuali "commissioni di performance" del Fondo spettanti alla Sgr.
Sabato 10 Maggio 2008
Sabato 10 Maggio 2008
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