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venerdì 28 agosto 2009

Casa: comprare e vendere senza passi falsi

Secondo i "canoni" del mercato immobiliare, il periodo del rientro dalle ferie estive è uno dei più ricchi di trattative e compravendite. Per giungere all'acquisto di una casa, peraltro, si deve seguire un percorso con una serie di tappe che è meglio conoscere bene. Ecco i vari passi da compiere.
Chi è interessato a un immobile parte ovviamente dalle trattative con il venditore, nel corso delle quali si ha l'obbligo di comportarsi con lealtà e correttezza, senza fornire informazioni inesatte che possano generare nell'altra parte aspettative sulla conclusione del contratto, inducendola magari a sostenere inutilmente dei costi (articolo 1337 del Codice civile). La violazione di tale dovere, e quindi l'ingiustificata interruzione delle trattative, può dare luogo a un risarcimento dei danni subiti da chi ha fatto affidamento sul buon esito della vicenda.

Una volta conclusa questa prima fase, spetta al compratore assumere l'iniziativa, formulando al venditore la proposta d'acquisto. Per potersi definire completa, la proposta deve contenere tutti gli elementi essenziali che verranno riportati dapprima nel contratto preliminare di compravendita e poi nel rogito. La legge non pone particolari condizioni per il contenuto, che può essere predisposto liberamente dal proponente e fatto pervenire al venditore. Se la proposta è fatta tramite un mediatore, quest'ultimo dev'essere indicato nella proposta con il numero di iscrizione al «Ruolo degli agenti di affari di mediazione» e con gli specifici dati identificativi o societari. Si devono riportare le generalità complete del proponente e del venditore, l'individuazione esatta dell'immobile (meglio se con i dati catastali) e la sua destinazione d'uso, il prezzo d'acquisto offerto, la data entro la quale dovranno essere stipulati il contratto preliminare di compravendita e il rogito con la consegna dell'immobile, l'ammontare della provvigione eventualmente riconosciuta al mediatore e, aspetto importante, il termine entro il quale dovrà essere accettata la proposta. Il tutto andrà sottoscritto dal proponente e recapitato al venditore.

La proposta può essere sempre essere revocata sin tanto che non viene accettata, salvo che lo stesso proponente la dichiari da subito irrevocabile, vale a dire immodificabile per tutto il tempo che viene concesso al destinatario di accettarla. Diventa comunque irrevocabile una volta che il venditore fa conoscere al proponente la sua accettazione: da questo momento le parti sono vincolate alle rispettive dichiarazioni, senza possibilità di discutere né sul prezzo della vendita né sulle altre condizioni essenziali del contratto. Se, però, il termine assegnato decorre senza che l'accettazione sia pervenuta, la proposta deve ritenersi decaduta e priva di effetto, a meno che il proponente dichiari di accettarla comunque, benché tardiva.
Raggiunto l'accordo sulle principali condizioni della vendita, le parti arrivano alla sottoscrizione del contratto preliminare, proprio per specificare meglio tutti gli elementi. A questo punto il compratore e il venditore si impegnano al trasferimento successivo del bene con ogni conseguenza giuridica, non da ultimo quella della corresponsione del saldo del prezzo al momento del rogito.

Se il contratto preliminare viene stipulato con l'intervento del mediatore, questi ha l'obbligo di provvedere alla registrazione entro 20 giorni dalla sottoscrizione, restando obbligato in solido con le parti al pagamento della relativa imposta (articolo 1, commi 46 e 49 della legge 296/06). Così come nella proposta d'acquisto, devono essere indicati nel contratto tutti i dati identificativi del mediatore. Anche il contratto preliminare di compravendita immobiliare può essere trascritto, sempre che sia stipulato per atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata (articolo 2645-bis del Codice civile).

La trascrizione del preliminare fa sì che quella successiva del contratto definitivo prevalga su tutte le trascrizioni e iscrizioni eseguite dopo contro il promittente venditore. Essa ha una efficacia cosiddetta prenotativa, nel senso che prenota gli effetti della futura vendita, rendendoli opponibili ai terzi che abbiano acquistato diritti incompatibili sul medesimo bene in forza di atti iscritti o trascritti in epoca successiva.
E finalmente si arriva al rogito, da redigere obbligatoriamente per atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata (articolo 2657 del Codice civile) al fine della successiva trascrizione nei pubblici registri: il tutto a cura di un notaio o di altro pubblico ufficiale.
È opportuno che la scelta del notaio sia fatta dall'acquirente, sebbene il notaio abbia in ogni caso l'obbligo professionale di tenere nella giusta considerazione gli interessi di entrambe le parti e di prestare una qualificata ed equilibrata assistenza, compiendo anche un controllo di legalità in merito ai patti e alle condizioni della vendita.

Augusto Cirla

il sole 24 ore

Draghi: l'Italia esce dalla crisi Ma molte imprese sono a rischio

L'Italia sta uscendo dalla crisi e dal prossimo anno l'economia dovrebbe, seppur di poco, tornare a crescere». Lo afferma il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, intervenendo al meeting di Rimini. «L'impatto più duro della crisi si sta attenuando», sottolinea Draghi «in estate la produzione industriale dovrebbe aver cessato di cadere, il clima di fiducia delle imprese e dei consumatori ha dato segni di risveglio, la domanda di autoveicoli si è ravvivata». «Nella media del 2009 - aggiunge il Governatore - la caduta del Pil rispetto all'anno precedente risulterà in Italia intorno al 5%, nel prossimo anno, il graduale recupero della domanda mondiale previsto dalle maggiori organizzazioni internazionali potrebbe consentire all'economia italiana di tornare a crescere, sia pure di poco».

La velocità di uscita dalla crisi dipende, comunque, «dal ripristino della piena funzionalità del mercato creditizio». Adesso, aggiunge il Governatore di Bankitalia, le banche italiane «devono affinare la loro capacità di selezionare il merito creditizio». «Le nostre banche - osserva Draghi - disponevano di solidi argini contro le conseguenze più distruttive della crisi: nella loro buona situazione patrimoniale, nella centralità del rapporto con i depositanti». Tuttavia i mesi che ci attendono, sottolinea il numero uno di via Nazionale «sono mesi cruciali, in cui si decide la sorte di molte aziende produttive. La stabilità degli intermediari finanziari deve potersi coniugare con il lungimirante sostegno a quelle aziende produttive che, pur illiquide, siano fondamentalmente solide».

Molte aziende, purtroppo, rischiano la sopravvivenza. Il Governatore della Banca d'Italia, sottolinea che si tratta di «mesi cruciali in cui si decide la sorte di molte aziende». «Non poche imprese (soprattutto quelle più esposte verso gli intermediari finanziari) che avevano avviato prima della crisi una promettente ristrutturazione, colte a metà del guado dal crollo della domanda - dice Draghi - potrebbero veder frustrato il loro sforzo di adeguamento organizzativo, tecnologico e di mercato, rischiano la stessa sopravvivenza». Secondo il Governatore «un deterioramento prolungato del mercato del lavoro potrebbe compromettere la ripresa dei consumi e depauperare il capitale umano».

Rispetto al tema della contrattazione collettiva, Draghi dice che non deve esserci alcun ripristino delle gabbie salariali, ma «gradi più elevati di decentramento e di flessibilità nella contrattazione», quindi un maggior peso della contrattazione di secondo livello.
«Non si tratta di imporre vincoli aggiuntivi al processo di determinazione dei salari con il ripristino delle cosiddette gabbie salariali, ma al contrario di conseguire gradi più elevati di decentramento e di flessibilità nella contrattazione. Le parti sociali - aggiunge - si sono progressivamente orientate in questo senso, da ultimo con l'accordo recente che prevede un maggior peso della contrattazione di secondo livello».

«Con la crisi i problemi di struttura della nostra economia si sono fatti più urgenti». È la convizione di Draghi che aggiunge: «un mero ritorno ai deboli ritmi di crescita degli anni precedenti ci condannerebbe a un arretramento ancora più netto nel novero dei paesi avanzati. E' necessario muoversi nella prospettiva di una ricostruzione della struttura economica del Paese».

Sugli immigrati, poi, Draghi ha sottolineato che grazie alla disponibilità del lavoro straniero il Paese ha una «risorsa, potenzialmente di grande rilevanza per la nostra economia». Draghi, tuttavia, avverte: «potremo utilizzarla solo se saranno governati i gravi problemi che essa pone sotto il profilo della integrazione sociale e culturale».

domenica 23 agosto 2009

RE/MAX CEO Dave Liniger Says Recession Is Over

By Ilyce Glink | Aug 18, 2009


In 1973, in the heart of the last worst recession, Dave and Gail Liniger started a small real estate company. They were frustrated with the way that agents did business and had this idea to start a different sort of real estate company, one that was “agent-centric.”

Today, RE/MAX is one of the big four, including Realogy-owned Century 21, Coldwell Banker and ERA. About 1,000 of their top brokerage firm owners came to Chicago for a few days for their annual meeting. Liniger told them life is going to look a lot better, very soon.

But he admitted in a press conference yesterday afternoon, that his company has seen “shrinkage,” even as the number of Realtors has fallen by hundreds of thousands. “Let’s face it,” he said. “There were a lot of lousy agents in the business.” Those that are left, he said, have seen their earnings fall by “35 to 40 percent.”

Liniger said 2008 was the “roughest year” for his agents. He expects 2009 to be slightly better and doesn’t expect a double-dip recession. It will be slow going for the next few years as inventory is absorbed, but ultimately, everything will be fine.

It’s the first time I’ve heard a Realtor sounding, well, optimistic in quite a while.

Liniger, a beefy guy with a wide smile, had plenty of other things to say to a small group of journalists who gathered at the Hyatt Regency, in Chicago. Among the highlights:

On the fight over health care in Washington, D.C.: “Everyone is so focused on health care at the moment. It’s crowding everything else out.” A spokesperson tole me RE/MAX just started offering a health insurance plan to the 28 percent of its agents who don’t have health insurance. Liniger told me the National Association of Realtors recognizes that a significant percentage of its members don’t have health care of any sort and they will be offering a similar health plan soon.
On the $8,000 first time home buyer tax credit: “From the folks we’ve talked to, it looks like there is support for an extension of the $8,000 tax credit, but not an expansion,” he said, adding, “Personally, I’m in favor of a $15,000 tax credit for all home buyers.” Liniger said that he believes Congress will act after the August recess, but if they wait too long, “there will be a mad rush of home buyers in October” and November 30th, will be hell for anyone connected with real estate.
On Option ARMs and Alt A Mortgages: “The peak of failure for these loans will be September, 2010. It’s going to make foreclosures worse.” Liniger doesn’t see foreclosures getting better any time soon, and his economists see unemployment rising into double-digit territory. “Last month, unemployment ticked down an notch, but it was a fake thing. It will go up again,” he added.
On the next great housing cycle: “It’s going to start in two years, and will be good for 10 years,” Liniger said. “It’s going to be based on household creation and immigration.” The Echo Boom has 74 million people in it, and that will fuel a long-term boom.

giovedì 6 agosto 2009

lunedì 3 agosto 2009

Ecco il condominio griffato dove il superlusso è di casa - Marco Ramberti

Repubblica — 24 luglio 2009 pagina 36 sezione: CRONACA
di - IRENE MARIA SCALISE

Condomini lussuosi fuori e appartamenti a cinque stelle dentro. Spuntano, nel sofferente mercato immobiliare, soluzioni destinate a fortunati e danarosi acquirenti. La nuova formula oltre a ristrutturazioni che non sembrano badare a spese, prevede servizi come baby sitting, lavanderia, concierge 24 ore su 24 e centri benessere. Un po' casa ma anche albergo. Ibridi senza problemi di budget. Un sistema chiavi in mano che, assicurano i venditori, è un gradino sotto il paradiso. E che, soprattutto, non conosce crisi. Anzi, grazie ad affitti temporanei da parecchi zeri, può essere un' ottima formula d' investimento. Partita dai soliti eden per ricchi, come i Paesi Arabi o le isole caraibiche, l' idea si sta diffondendo anche in Italia. È stato presentato di recente, a due passi dai Fori Imperiali a Roma, il progetto Cavour 220, scommessa immobiliare griffata Giorgio Armani. Sarà infatti lui in persona, il re Giorgio dell' haute couture, ad arredare i circa sessanta appartamenti distribuiti in 12 mila metri quadrati. «Realizzare una simile sfida nella capitale è stimolante perché a Roma si uniscono presente e futuro, immobilità e dinamismo - spiega lo stilista - il cliente potrà scegliere pezzi unici per una decorazione molto personale e un concept innovativo di altissimo livello». Lo stesso lifestyle di Cavour 220 è alla base di Orti Antichi, a Milano, dove la ristrutturazione di un centinaio di appartamenti ha coinciso con un lavoro di recupero urbano di alcuni palazzi nella zona di Porta Romana. Nicola Schon, presidente di John Taylor Italia, agenzia immobiliare di lusso specializzata in "condo-hotel", spiega così il successo: «ll service apartment è una formula abitativa che permette di godere del proprio tempo libero senza affanni e preoccupazioni ed è apprezzato da una fascia di clientela abituata a viaggiare per lavoro e per piacere. È anche un ottimo investimento. La recente crisi statunitense del mattone, infatti, ha dimostrato la capacità di questi appartamenti di resistere alla svalutazione e di poter essere messi a reddito per alcuni periodi dell' anno». Già da tempo, all' estero, la casa a cinque stelle ha conquistato condomini desiderosi di ogni comodità. A New York, nel cuore di Soho, c' è il Trump Soho di Donald Trump, a Miami l' Epic Residences & Hotel. Entrambi con piscine, ristoranti e spa. A Dubai, Armani Hotel & Resort è già una casa di 144 appartamenti super rifiniti nella torre Burj Dubai. E, sempre a Dubai, è stato anche creato Sky Garden Project: unico grattacielo residenziale nel distretto finanziario. Il diciassettesimo piano dello Sky Garden è arredato con mobili, divani e chaise-longue firmati Fendi. Archistar come Piero Lissoni, Kengo Kuma, David Chipperfield, Shigeru Ban e Zaha Hadid sono stati invece coinvolti nella realizzazione di case nell' isola di Turks and Caicos Islands. E Armani conferma: «Queste soluzioni sono molto in voga negli Stati Uniti come in Estremo Oriente e io non credo che il fattore crisi inciderà su questo settore del mercato real estate perché un certo tipo di clientela continua a chiedere soluzioni sempre più esclusive ed innalza il livello delle aspettative».

venerdì 31 luglio 2009

Manuel Super Star -- REMAX Team

Il Governo alza lo "scudino" fiscale di terza generazione

Rientro dei capitali con aliquota del 5%


di Daniele Cirioli16 Luglio 2009
loccidentale.it


Per favore non chiamatelo condono. Mette al riparo (solo) dagli accertamenti fiscali e contributivi, ma non estingue ogni sorta di reato (falso in bilancio, bancarotta, ricettazione e così via). Meglio parlare di regolarizzazione: una procedura – condivisibile o meno che sia – che consente di sanare le irregolarità legate all’omessa o infedele dichiarazione dei redditi e così far emergere capitali e patrimoni detenuti all’estero. E’ questo lo scudo fiscale di terza generazione (la prima c’è stata nel 2001/2002 e la seconda nel 2003). Dopo una movimentata giornata, non priva di qualche attimo di vera tensione, il governo ha ieri presentato in commissione bilancio alla Camera (tra gli altri) anche l’emendamento che ripropone la misura per facilitare il rientro dei capitali dall’estero.
Tecnicamente, lo scudo fiscale ter prevede due corsie per legalizzare le ricchezze detenute all’estero (non solo quelle liquide e finanziarie, ma anche patrimoniali come gioielli, yatch, opere d’arte, case e immobili – che in tal caso, ovviamente, non possono essere fisicamente rimpatriate in Italia). La prima corsia è il rimpatrio, la seconda la regolarizzazione. La differenza tra di esse è che la prima implica necessariamente il rientro fisico in Italia della ricchezza regolarizzata; la seconda no.
Chi vorrà avvalersi della sanatoria, seguirà le stesse modalità già previste per le precedenti versioni dello scudo fiscale: dovrà presentare una dichiarazione riservata (significa che non verrà conosciuta dal fisco), tra il 15 settembre e il 15 aprile, ad un intermediario finanziario (banche, sim, sgr, agenti di cambio e fiduciarie), in cui indicherà tutti gli importi per i quali chiede l’applicazione del regime agevolato di emersione. Qui c’è un limite temporale: la regolarizzazione funziona solo per i capitali e patrimoni detenuti all’estero al 31 dicembre 2008. Quanto costerà l’operazione? A conti fatti costerà il doppio della prima versione di scudo fiscale, e poco più della seconda versione (ma il costo va visto anche in funzione delle garanzie offerte, che sono ben diverse nelle varie versioni e molto ridotte nell’ultima): costerà il 5% del valore regolarizzato (a tale cifra, la legge ci arriva con un giro di parole che parte dal tassare il 50% dei rendimenti degli ultimi 5 anni commisurati ad un’aliquota ipotetica del 2% – il 50% di (2 x 5) è infatti il 5%). E arriviamo così all’ultimo aspetto della procedura: gli effetti, cioè le garanzie e tutele che vengono offerte a chi presenterà la dichiarazione di emersione.
In buona sostanza, lo scudo fiscale metterà al riparo dagli accertamenti tributari e contributivi con riferimento alle somme che vengono dichiarate (sia in caso di rimpatrio che di sola regolarizzazione), e estinguerà tutte le sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali nonché quelle previste per le violazioni afferenti gli obblighi di monitoraggio (che sta poi nella compilazione di un particolare quadro – il RW – del modello Unico di dichiarazione dei redditi). Tutti gli altri reati tributari e non, dunque, restano fuori: falso in bilancio, bancarotta e via dicendo.
Perciò chiedevo: per favore non chiamiamolo condono. Si tratta di una regolarizzazione, per quanto di difficile digeribilità soprattutto da parte di chi paga onestamente le tasse.
Le reazioni da parte dell’opposizione non si sono fatte attendere. «Serve solo a casta piduista», ha attaccato il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. Per poi affondare: «alla casta con lo scudo fiscale si permette di far entrare proventi illegali mentre alle persone normali si impedisce di arrivare a fine mese, come avviene per questi precari della scuola». Secondo Di Pietro, lo scudo fiscale «è anche un’impunibilità bella e buona per tutte quelle persone che, dopo aver guadagnato illecitamente denaro, ora, pagano una misera tangente allo Stato, si rifanno la verginità e il portafogli e dovranno pure essere ringraziati perché porteranno in Italia i frutti delle loro rapine».
Gli ha fatto da eco il leader del Pd, Dario Franceschini: «è un condono nella versione peggiore». Per poi aggiungere «non hanno neanche il coraggio delle loro azioni: hanno detto che non avrebbero fatto lo scudo e invece eccolo qui». Stessa musica è arrivata anche dal candidato alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani: «lo sconto è impressionante e incomprensibile per chi le tasse le paga; non si capisce come garantire la certezza del periodo fiscale e resta quindi ambiguo se si paghi il 5% o meno ancora; non c’è traccia alcuna di misure concrete tese a ripristinare la fedeltà fiscale».
Se si libera un poco la mente dai soliti pregiudizi politici, c’è spazio per condividere – o soltanto per accettare – le ragioni e i motivi che hanno spinto il governo ad azionare nuovamente la misura. Non si tratta, semplicemente, di un’azione di favoreggiamento per salvaguardare chi abbia nascosto i propri tesori all’estero. La misura mira soprattutto (e lo spiega la ridotta copertura dei reati) a far emergere ricchezze e, per usare le parole del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, «affinché quei soldi tornino ad alimentare la nostra economia». La fase di recessione economica fa il resto: per reperire nuove risorse è forse oggi cento volte meglio uno scudo fiscale che un aumento delle tasse.
Una piccola perplessità, però, ci sia permessa. Non si sa con certezza quanto sarà l’introito effettivo per le casse dello stato, che è l’obiettivo primario e fondamentale da perseguire. Forse 2 miliardi di euro come l’ultima volta, o forse più. La relazione tecnica, simbolicamente, ha indicato 1 euro.
Ma se l’esigenza è quella di fare cassa e non smontare il sistema di Welfare (sanità e pensione: dove stanno i tesoretti italiani), allora perché non pensare pure ad una “regolarizzazione” fiscale per tutti gli italiani? Anche perché l’ultimo condono tributario fruttò poco meno di 20 miliardi di euro (10 volte in più allo scudo fiscale). In questo modo, sì, sarebbero in pochi a lamentarsi (si veda l’ultimo report sulle dichiarazione fiscali degli italiani).

Via alla costruzione delle case popolari. Sull'ampliamento delle cubature si procede

In arrivo 100mila alloggi (in 5 anni)

emanuela zoncu
www.loccidentale.it

Con la costruzione di centomila alloggi in 5 anni il piano di edilizia popolare prende corpo. Si tratta di un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Insomma, il lavoro del Governo sul fronte economico e sociale continua senza battute d'arresto, nonostante le scosse preannunciate a suo tempo da Massimo D’Alema e il talk show di gossip presidenziale (rilanciato anche ieri con la pubblicazione delle registrazioni catturate dalla escort Patrizia D'Addario), che secondo l'opposizione avrebbero dovuto far capitolare Silvio Berlusconi. E quindi bloccare l'azione di questo Governo.
Quello che conta, oggi, è che s’è concluso l’iter procedurale per il concreto avvio del Piano di edilizia popolare (la firma al decreto presidenziale sul piano del Governo sul social housing fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe), i cui beneficiari saranno nuclei familiari a basso reddito e giovani coppie; poi anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione. L'intesa sancita dopo il confronto di merito in Conferenza Stato-Regioni ha consentito lo sblocco immediato di 200 milioni di euro – che secondo il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti - che daranno una boccata di ossigeno al settore edile, messo in ginocchio dalla difficile congiuntura economica.
Il piano prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. . Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del Piano Casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.
"Il governo - dichiara il ministro dei trasporti, Altero Matteoli - ha mantenuto un altro impegno del programma elettorale. Parte così la realizzazione di un ambizioso Piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l’offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese".
Resta invece congelato il "pilastro" del Piano casa, quello che prevede ampliamenti al 20% per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni. La questione è finita infatti nell'impasse generale che sta bloccando il confronto tra Governo e Regioni (i piani attuativi regionali, insieme ai fondi Fas e alla definizione del nuovo Patto della Salute, sono i temi che hanno portato alla rottura dei rapporti il 2 luglio scorso). Sono infatti passati quasi tre mesi dall’annuncio di Berlusconi e i continui ritardi nel confronto fra Stato e Regioni hanno impantanando il disegno di legge sulla semplificazione edilizia.
Le ragioni principali che non hanno ancora permesso (fattivamente) di verificare se il provvedimento del Governo sia davvero un volano per l’economia sono due: la lentezza con la quale si procede per l'attuazione sul territorio (poche Regioni hanno approvato la legge) e, come detto, lo slittamento del decreto sulla semplificazione edilizia, che il Sole24Ore ha definito la “seconda gamba” del piano casa. Il decreto infatti doveva prevedere una significativa semplificazione delle procedure per gli interventi edilizi: il governo voleva liberalizzare alcuni lavori, come la manutenzione straordinaria (ad esempio la sostituzione di impianti o lo spostamento di tramezzi) che doveva essere possibile anche senza la denuncia di inizio attività firmata dal tecnico. Dal canto loro, le regioni puntavano sul decreto per semplificare il lavoro nelle autorizzazioni paesaggistiche (il nullaosta ai lavori su edifici vincolati), evitando così la nuova procedura del Codice Urbani che le impegna a una maggiore collaborazione con la Sovrintendenza. Per il momento il decreto è ancora fermo al palo.
A circa un mese dalla scadenza del termine accettato dai governatori per fare proprio il piano casa di Berlusconi, sono ancora pochi i provvedimenti varati in via definitiva. Si tratta della Toscana (che ha fatto da apripista e la cui legge è già operativa), Piemonte, Lombardia, Veneto, provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria. Altri nove sono in lista d'attesa per l'approvazione finale nei vari Consigli regionali.
Sono ferme all'approvazione in Giunta del disegno di legge la Puglia, la Liguria, la Campania, la Basilicata e le Marche. Il consiglio regionale della Campania, dovrebbe varare la propria legge entro luglio mentre la giunta regionale del Lazio ha approvato ieri la nuova normativa

marco ramberti - REMAX TEAM

tempi più lunghi per vendere casa
la repubblica, giovedì 30 lug 09
l’arena.it, giovedì 30 lug 09

chi vuole vendere casa in una grande città impiega in media 129 giorni, due in più rispetto a un anno fa. lo rileva un’indagine condotta da tecnocasa, che ha monitorato i tempi medi di vendita in grandi città, capoluoghi di provincia e comuni limitrofi, considerando un periodo di tempo compreso tra giugno 2008 e giugno 2009. si allunga la tempistica nei capoluoghi di provincia, dai 147 di un anno fa ai 151 di quest’anno. tempi in diminuzione nei comuni dell’hinterland, anche se rimangono comunque alti (da 173 a 156). la città dove le trattative sono più veloci è napoli (circa 90 giorni), ma anche roma si piazza al di sotto della media nazionale (107 giorni). sempre tra le grandi città, i tempi di vendita maggiori si registrano a palermo (180 giorni), verona (152) e bologna (143), anche se la maglia nera spetta a un capoluogo di provincia, alessandria, dove per concludere un affare servono in media 7 mesi

aste immobiliari, consigli per fare buoni affari
italia oggi, lunedì 27 lug 09

le aste immobiliari consentono spesso di fare buoni investimenti, purché si sappia come muoversi. ecco i consigli di alcuni esperti: su siti internet, riviste e quotidiani fare una ricerca preventiva delle perizie per trovare gli immobili più commerciabili. in seguito, confrontare il prezzo dell’immobile all’asta col prezzo corrente di vendita di uno paragonabile. necessario anche contattare l’amministratore per conoscere le spese accessorie (tasse, spese condominiali arretrate ecc), lo stato giuridico dell’immobile (ad esempio, se libero o occupato), il prezzo massimo dell’ultimo rilancio, il termine ultimo del saldo e i tempi per diventare proprietari. fatto questo, si potrà preparare la domanda di partecipazione all’asta, indicando l’importo degli assegni e allegando i documenti richiesti dal tribunale

case-shiller: prezzi in ripresa, ma cala la fiducia dei consumatori usa
bloomberg.com, martedì 28 lug 09

l’indice s&p, elaborato da case-shiller, mostra una lieve ripresa dei prezzi delle abitazioni statunitensi nelle città monitorate dal gruppo. a maggio le quotazioni immobiliari salgono dello 0,5% rispetto al mese precedente; sulla base delle rilevazioni effettuate da case-shiller, si tratta del primo aumento dal luglio 2006. risultati negativi provengono invece dall’indice che misura la fiducia dei consumatori, crollato dai 49,3 punti di giugno ai 46,6 punti nel mese di luglio. il record negativo era stato raggiunto a febbraio, con l’indice fermo a 25,3 punti

italiani in trasferta: l’argentina in testa alle preferenze
il sole 24 ore, sabato 25 lug 09

sempre più italiani si trasferiscono all’estero: secondo i dati diffusi dall’aire (associazione italiana dei residenti all’estero), il 2008 guadagna un +5,6% di connazionali che hanno trasferito la residenza in un paese straniero. nel continente americano la meta preferita è l’argentina, che nel 2007 contava 527.570 iscritti all’aire, il 16,8% in più rispetto al 2005. si ingrandiscono anche le comunità di messico (9.478 iscritti; +13,7%), panama (+21,8%) ed el salvador (+31,7%), mentre perdono iscritti il canada (-12,8%) e gli usa (-12,1%). in europa sono aumentati gli italiani residenti in spagna (83.924; +33,4%), svizzera (500.565; +1,9%) e germania (582.111; +1,1%), mentre ha perso appeal la francia (348.722; -4,1%)

primo semestre in positivo per la domanda di mutui
finanza e mercati, martedì 28 lug 09

secondo le rilevazioni di eurisc, sistema di informazioni creditizie, a giugno la domanda di mutui è cresciuta dell’8% rispetto allo stesso mese del 2008. su base semestrale, si tratta di un aumento pari al 4% rispetto ai primi sei mesi del 2008, anche se bisogna considerare l’incidenza delle domande di rinegoziazione. nel primo semestre dell’anno in corso calano però gli importi: meno richieste per somme superiori a 150.000 euro, mentre guadagnano terreno gli importi inferiori a 75.000 euro (dal 20,5% del primo semestre 2008 al 22,1% del primo semestre 2009). si accorcia la durata del finanziamento: meno famiglie hanno richiesto mutui di durata superiore a 25 anni (dal 41% al 34%), mentre aumenta la domanda per prestiti fino a 15 anni (il 27% del totale), per quelli tra 15 e 20 anni (22%) e tra 20 e 25 anni (16%)

più alloggi liberi per gli affitti, ma i canoni restano troppo alti
il secolo xix, venerdì 31 lug 09

negli ultimi anni è aumentato il numero di alloggi disponibili per gli affitti, ma anche i canoni di locazione. secondo sunia, il sindacato degli inquilini, dal 1999 al 2008 gli affitti sono aumentati mediamente del 150%, soprattutto nelle grandi città. nel primo semestre 2009 sono roma, milano e venezia i centri più cari, con costi medi di locazione pari a 1.030 euro/mese per un appartamento di circa 80 m2. bari, palermo e catania sono invece le città più economiche: se per affittare un monolocale a roma si spendono fino a 1.100 euro/mese, a bari bastano 360 euro/mese. per un trilocale, invece, si va da un minimo di 750 euro/mese di catania e palermo a un massimo di 2.000 euro/mese di milano. a queste condizioni, una famiglia con reddito netto annuo inferiore a 20.000 euro (il 77,7% dei locatari) non può sostenere l’affitto, denuncia sunia. quanto alle tipologie abitative, aumentano le richieste per monolocali e bilocali (il 60% della domanda, contro il 56% della precedente rilevazione) situati in zone periferiche (il 54% delle richieste)

certificazione energetica, alcuni punti da chiarire
italia oggi, lunedì 27 lug 09

nonostante la pubblicazione delle linee guida nazionali, rimane ancora qualche dubbio legato alla certificazione energetica degli immobili. il primo riguarda l’obbligo di allegare l’ace al rogito: a questo proposito, il consiglio nazionale del notariato suggerisce a venditore ed acquirente di accordarsi in fase di rogito onde evitare strascichi legali. solo se si tratta di un immobile di classe “g”, l’ace può essere sostituito da un’autocertificazione, purché l’acquirente ne sia informato. dubbi anche sulla validità dei software finora realizzati per il rilascio degli attestati: si attende infatti l’intervento del cti, comitato termotecnico italiano, che dovrà verificare la rispondenza di questi strumenti alle norme emanate nel marzo 2008. infine, il dl stabilisce che gli immobili dotati di certificazione dovranno essere iscritti in un apposito catasto energetico, presso la provincia o la regione di appartenenza; ma per ora solo lombardia, emilia romagna e liguria hanno disposto la creazione di questo catasto

usa, compravendite in crescita, ma scendono i mutui concessi
nytimes.com, lunedì 27 lug 09
forbes.com, mercoledì 29 lug 09

secondo il dipartimento statunitense del commercio le vendite di case indipendenti sono balzate a 384.000 unità nel mese di giugno, con una crescita dell’11% rispetto al mese precedente, laddove gli esperti si aspettavano una crescita pari a solo il 3%. tuttavia, siamo sempre a -21% rispetto a giugno 2008, con cali maggiori negli stati del nord-est (-11%) e occidentali (-10%), più contenuti nelle aree del sud (-3%) e rialzi solo nel midwest (+6%). continua invece la discesa dei prezzi medi delle abitazioni, ora fermi a 206.200 dollari. in discesa anche il numero di mutui concessi: secondo l’associazione degli istituti di credito, nel mese di luglio le banche hanno stretto i cordoni (-6,3%) rispetto al mese precedente

giugno in positivo per l’immobiliare britannico: aumentano i prezzi delle case
guardiano.co.uk, martedì 28 lug 09
guardian.co.uk, giovedì 30 lug 09

quotazioni immobiliari in ripresa in u.k: secondo land registry, a giugno il prezzo medio delle abitazioni è salito dello 0,1% a 153.046 sterline. si tratta del primo dato positivo in diciotto mesi, anche se il mercato è in perdita rispetto a un anno fa (-14%). secondo nationwide, la ripresa dei prezzi delle case è proseguita nel mese di luglio: +1,3% rispetto a giugno, con prezzo medio salito a 158.871 sterline. su base annuale si parla sempre di contrazione (-6,2% rispetto a luglio 2008); tuttavia, nationwide fa notare come il trend discendente sia rallentato rispetto ai dati annuali rilevati a febbraio (-17,6%) e a giugno (-9,3%)

vacanze italiane: al mare o in montagna, quest’anno si risparmia
libero-news.it, domenica 26 lug 09

scendono i prezzi delle seconde case: secondo il rapporto tecnocasa, a fine 2008 l’immobiliare turistico registrava un calo medio delle quotazioni nell’ordine del 3,9%. le contrazioni più sensibili nelle località del centro italia (-5,1%), appena meglio per le zone del sud (-3,8%) e del nord (-3,3%). a livello regionale, le contrazioni maggiori hanno interessato le seconde case di toscana ed abruzzo (-6%), seguite dalla campania (-5,9%). hanno invece tenuto le quotazioni di basilicata e calabria. quanto alla tipologia ricercata, in testa alle preferenze degli italiani il bilocale o il piccolo trilocale, dotato di vista mare, giardino o terrazza, meglio se situato in prossimità di spiagge e servizi

venerdì 24 luglio 2009

notizie immobiliari - marco ramberti

affitti: calano milano e roma, torino su
idealista.it, martedì 21 lug 09

prezzi dei canoni d’affitto in altalena nel primo semestre di quest’anno, secondo l’ultimo rapporto di idealista.it relativo a tre delle principali città italiane. giù i prezzi a milano (-1,5%), su a torino (+1,3%), ancora più giù a roma dove le locazioni sono calate addirittura del 3,9% rispetto a sei mesi fa. sotto la madonnina il prezzo medio degli immobili da locare è ora a 13,9 euro/m2, praticamente ai livelli di due anni fa, meno della capitale dove la media dei canoni è di 15,3 euro/m2. in controtendenza torino che ha registrato un ulteriore incremento dei canoni negli ultimi sei mesi (+1,3%), dopo un lieve aumento nell’ultima parte del 2008

via libera al piano casa: 550 milioni di euro per l’edilizia popolare
milano finanza, mercoledì 22 lug 09

il governo ha detto sì al “piano nazionale per l’edilizia abitativa”, che prevede lo stanziamento di 550 milioni di euro da destinarsi alla realizzazione di 100mila nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. destinatari dell’iniziativa saranno le categorie sociali più svantaggiate: nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in difficoltà, studenti fuori sede, famiglie sfrattate e immigrati regolari che risiedano da almeno dieci anni in italia o da almeno cinque anni nella stessa regione. i fondi stanziati dal governo vanno ad aggiungersi ai 350 milioni di euro assegnati lo scorso 8 maggio dal cipe. di questi, 150 milioni saranno destinati a un “sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari” per incrementare i fondi sociali. a questo proposito, il piano approvato prevede che nel “sistema integrato” entrino a far parte sia soggetti pubblici sia privati. rimane da chiarire il meccanismo di partecipazione degli investitori

tetto al 4%, le banche tentennano
il sole 24 ore, domenica 19 lug 09

otto mesi fa entrava in vigore il dl “anti-crisi” che, tra le altre cose, introduceva un tetto massimo del 4% da applicare ai mutui a tasso variabile contratti entro il 31 ottobre 2008. la norma vieta quindi alle banche di applicare tassi di interesse superiori a questo tetto e di restituire alle famiglie l’eccedenza eventualmente pagata. questo in teoria, perché nella pratica molti mutuatari lamentano il mancato versamento del contributo. chi invece ha avuto la fortuna di vederselo accreditare, accusa la mancanza di trasparenza circa i calcoli effettuati per misurarne l’importo. in alcuni casi, poi, l’accredito è avvenuto con valuta corrente, mentre il dl prevede che questo sia retrodatato al giorno dell’effettivo versamento della rata del mutuo

la top-10 delle vie più care del mondo
guardian.co.uk, mercoledì 22 lug 09

il gruppo dow jones ha stilato la classifica delle 10 vie con le case più care del mondo. avenue princess grace, la via di montecarlo dedicata a grace kelly, guadagna il primo posto con prezzi al m2 che possono raggiungere 84.500 euro, nonostante siano scesi del 37% rispetto ai massimi raggiunti nel 2008 (134.300 euro/m2). parla francese anche il secondo posto, chemin de saint-hospice, sulla costa francese meridionale (70.600 euro/m2), mentre new york si aggiudica il terzo posto con la fifth avenue (51.000 euro/m2). seguono londra, con kensington palace gardens (46.300 euro/m2), parigi con avenue montaigne (38.000 euro/m2) e saint-moritz, svizzera, con la via suvretta (32.000 euro/m2). unica presenza italiana è porto cervo, che guadagna il settimo posto con via romazzino (30.000 euro/m2)

mercato giù nel lodigiano, tengono solo gli affitti
ilgiorno.com, martedì 21 lug 09

secondo il dossier stilato dall’ufficio studi gabetti, i prezzi delle case a lodi sono calati del 5% nei primi sei mesi dell’anno, mentre i tempi medi di vendita si sono allungati a 6 mesi. a ciò si aggiunge la stretta creditizia, che penalizza soprattutto giovani coppie e lavoratori precari, mentre resiste la tipologia classica di acquirente: la famiglia che vende la propria casa per acquistarne una più grande. quanto ai numeri delle compravendite, l’agenzia del territorio aveva parlato di una contrazione del 27% nel 2008 per la provincia di lodi, anche se il collegio provinciale della fiaip sostiene che i primi sei mesi del 2009 sono comunque stabili se confrontati con lo stesso periodo dell’anno scorso. tiene solo il mercato degli affitti, le cui richieste sono in aumento e i prezzi rimangono stabili: secondo il dossier gabetti, un bilocale arredato in lodi centro costa 500-550 euro/mese, mentre per un trilocale arredato si spendono 600-650 euro/mese

regno unito, a giugno le banche hanno concesso più prestiti per la casa
guardian.co.uk, giovedì 23 lug 09

nel mese di giugno in gran bretagna sono stati approvati 35.235 nuovi mutui, in aumento del 65% rispetto a un anno fa. il dato, che evidenzia anche un trend mensile in crescita (in maggio ne erano stati approvati 31.919), è stato elaborato dalla british bankers association. tuttavia il crollo dei prezzi delle case e la riluttanza da parte delle banche a concedere prestiti elevati hanno fatto calare a 136.000 sterline la somma mediamente concessa per i mutui, -11% rispetto a giungo 2008. l’analisi della bba mostra infine come siano aumentate anche le rinegoziazioni di mutui esistenti, dalle 25.825 di maggio alle 28.133 di giugno

stati uniti: in crescita prezzi e nuove costruzioni
usatoday.com, sabato 18 lug 09

secondo il dipartimento del commercio statunitense, a giugno il numero di nuove costruzioni avviate è balzato del 3,6% a un tasso annuale di 582.000 unità, contro le 562.000 di maggio e ben oltre le 530.000 previste dagli esperti. inoltre, sempre nel mese di giugno sono stati rilasciati 563.000 permessi, +8,7% rispetto al mese precedente. giugno in positivo anche per le vendite di case esistenti: + 3,6% a 4,89 milioni di unità, secondo l’associazione nazionale degli agenti immobiliari. anche in questo caso sono state superate le aspettative degli esperti, che avevano previsto un rialzo a 4,85 milioni di unità

affitti: calo generalizzato sotto la madonnina
idealista.it, martedì 21 lug 09

a milano, nel primo semestre del 2009, la crisi ha accentuato la caduta dei canoni d'affitto. secondo la divisione studi di idealista.it crollano i prezzi nei quartieri dove erano cresciuti di più: porta vittoria (-5,7%; 15,1 euro/m2), fiera-de angeli (-5,5%; 14,2 euro/m2) e navigli-bocconi (-4,5%; 15,7 euro/m2), la seconda zona più cara della città alle spalle del centro storico. nel quartiere corvetto-rogoredo (-5,2%, 12,9 euro/m2), l’eccesso di offerta di case ha provocato un calo repentino delle quotazioni negli ultimi mesi. segni meno anche in comasina-bicocca (-4,7%; 12,5 euro/m2) - che risulta anche il più economico tra i quartieri oggetto di questo rapporto - chiesa rossa-gratosoglio (- 2,5%; 13,2 euro/m2), greco-turro (- 2,5%; 12,7 euro/m2) e lorenteggio-bande nere (-0,4%; 12,6 euro/m2). tengono solo città studi-lambrate (+0,3%; 13,6 euro/m2) e garibaldi-porta venezia (+0,2%; 15,1 euro/m2) dove i prezzi sono rimasti pressoché invariati rispetto allo scorso febbraio

mercato immobiliare, la ripresa solo nel 2010
avvenire, sabato 18 lug 09

2009 in negativo per il mercato delle case: entro fine anno sono previste 250.000 transazioni in meno rispetto al 2007, mentre i prezzi scenderanno del 6-8%. secondo l’ultimo rapporto di nomisma, inoltre, la crisi si attenuerà nel 2010, con cali nell’ordine del 2-3%, ma per la ripresa vera e propria bisogna aspettare il 2011. tornando all’anno in corso, non tutte le città soffriranno nel medesimo modo: i centri che conosceranno le flessioni di prezzi maggiori sono bologna (-7,3%), milano (-6,1%), venezia (-5,5%), firenze (-5,3%) e napoli (-5%), mentre si parla di aumenti per bari (+1,1%) e cagliari (+2,8%). tuttavia, l’italia soffrirà meno rispetto ad altri paesi europei: secondo la commissione ue, nel nostro paese gli investimenti immobiliari nel corso del 2009 scenderanno dell’8,2%, un calo inferiore rispetto a quelli previsti per irlanda (-31,9%), portogallo (-14,9%), regno unito (-13,2%) e spagna (-12,8%)